Ue - Juncker, piano investimenti verso la stabilizzazione

 

Prolungare il piano Juncker oltre la sua scadenza naturale, attualmente collocata a fine 2017

Foto: T. Barchielli

> Piano Juncker - guida Ue su sinergie tra EFSI e fondi strutturali

> Piano Juncker - gli strumenti a disposizione

Nel giorno della sua visita a Roma, il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker non si limita a discutere di flessibilità e migranti, ma rivela anche un progetto di grande importanza in chiave finanziaria, soprattutto per l’Italia. Bruxelles, infatti, sta già studiando una proroga del piano di investimenti da 315 miliardi di euro. Ma non solo. Dopo un primo rinvio, infatti, lo strumento dovrebbe diventare una forma di sostegno stabile a beneficio dei paesi membri.

Il presidente Juncker, prima di tutto, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche delle ultime settimane con l’Italia: “Abbiamo ampie vedute comuni. Dal 2011 l'Italia ha mantenuto una condotta esemplare. Se tutti avessero fatto come voi, oggi i problemi sarebbero minori. Di certo avrete tutto il mio appoggio sul tema dell'immigrazione, ma lo stesso farò anche in tema finanziario”.

> Piano Juncker - i dettagli operativi della piattaforma Cdp-Sace

Proprio sul tema finanziario, allora, Juncker ha parlato del piano di investimenti che porta il suo nome, spiegando come, nonostante la scadenza collocata alla fine del 2017, sia già allo studio una proroga: “Penso anche al fatto che l'Italia sia il secondo beneficiario del piano degli investimenti. Speriamo che adesso possa essere prolungato oltre la sua scadenza”. Quindi, dopo il primo triennio si potrà andare oltre, mettendo di fatto a regime lo strumento di garanzia.

Non a caso poi il presidente ha precisato che “si tratta di un piano che vorremmo prolungare, è concepito per durare tre anni ma lo vorremmo permanente. Intanto vorremmo estenderlo oltre la prima scadenza di un anno e mezzo”. Quindi, già si stanno studiando le soluzioni per lasciare questo strumento in eredità alla prossima Commissione. Di fatto, i prossimi mesi saranno impiegati per recuperare nuove forme di alimentazione del plafond.

Un altro pezzo importante dell’intervento di Juncker è stato dedicato al tema dei vincoli che la Commissione pone ai paesi membri: “Non siamo a favore di un'austerità sciocca. Anche per questo ho molto apprezzato il documento che ci ha presentato l’Italia sul futuro dell’Europa, quanto alla flessibilità mi rifaccio a quanto detto nel 2015, ma l'Italia la utilizza bene”.

Parole che presuppongono come ormai ci sia un accordo sugli ulteriori margini di flessibilità: l’Italia non ne chiederà altri. In cambio, secondo indiscrezioni, il premier avrebbe ottenuto garanzie su un capitolo spinosissimo: la possibile procedura di infrazione per debito eccessivo del nostro paese. Dovremmo riuscire a evitarla.

Il premier Matteo Renzi, dal canto suo, ha sottolineato l’importanza della visita del presidente: “Credo che sia per noi un momento importante quello della visita di Juncker: gli abbiamo dato il benvenuto con una notizia. Per l'Italia siamo al record storico di infrazioni in senso di riduzione delle procedure. Siamo passati da 199 procedure di infrazione quando siamo andati al governo alle 83 di oggi”.

Per leggere l'articolo prego
accedi o iscriviti