Fondi Ue 2014-2020 - professionisti nel comitato di sorveglianza

 

Fondi Ue - Author: European Parliament / photo on flickr  

Il ruolo dei professionisti al centro della prima riunione del “Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell'attuazione dei Programmi 2014-2020”

Il comitato, presieduto dal direttore dell'Agenzia per la Coesione Maria Ludovica Agrò, avrà il compito di coordinare le politiche di coesione e, al tempo stesso, avrà funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell'attuazione dei Programmi operativi nazionali (PON) e Regionali (POR) a valere sui fondi strutturali e d'investimento europei; inoltre, dovrà anche monitorare i risultati conseguiti per il raggiungimento degli obiettivi fissati nell'Accordo di Partenariato 2014-2020 dell'Italia.

Alla prima riunione del Comitato, oltre alla Agrò, hanno partecipato il vicepresidente dell'Associazione degli Enti previdenziali dei professionisti (Adepp) Giampiero Malagnino, Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, e rappresentanti dei Ministeri del Lavoro, delle Politiche Agricole e dello Sviluppo economico, nonché esponenti delle Regioni.

“E’ importante rendere quanto più possibile omogenea ed efficiente la distribuzione sul territorio nazionale dei fondi strutturali europei, con un adeguato coordinamento fra tutti i soggetti che li gestiranno innanzitutto le Regioni, aprendoli anche ai liberi professionisti così come avviene già in Europa”, ha dichiarato, a margine della prima riunione del Comitato Giampiero Malagnino.

Per anni i professionisti sono stati esclusi dalle risorse che l'Unione europea mette in campo per le imprese. Punto su cui i rappresentanti delle libere professioni si spendono da tempo, trovando una sponda a Bruxelles: dello scorso anno la presentazione, da parte dell'allora vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani di un piano d'azione europeo per le libere professioni, con l'intento di stabilire la partecipazione dei professionisti ai programmi finanziati dall'Unione europea, sia con fondi strutturali che con fondi diretti.

Malgrado all'apertura di Bruxelles sia seguita, a distanza di un anno, quella del Ministero dello Sviluppo economico - che ad aprile di quest'anno ha convocato il Tavolo per la competitività delle libere professioni, con l'intento di agevolare l'accesso dei professionisti agli strumenti di finanziamento nazionali attualmente destinati alle imprese e ai fondi europei - manca finora un riscontro sufficiente nei bandi regionali.

“C'è scarso coordinamento tra le Regioni e una diversa interpretazione delle norme a livello territoriale”, ha sottolineato Gaetano Stella di Confprofessioni. Non sempre l'esclusione del professionista è intenzionale, a volte è solo la diretta conseguenza dei requisiti previsti nei bandi, come per esempio l'iscrizione alla Camera di commercio. “Si potrebbe superare questo problema richiedendo per esempio la partita Iva quale documento che certifica l'esercizio professionale”.

Il Comitato con funzioni di sorveglianza e accompagnamento dell'attuazione dei Programmi 2014-2020 potrebbe segnare una svolta in tal senso. Nel corso della prima riunione sono stati illustrati obiettivi e modalità organizzative che partono dalla necessità di rendere quanto più possibile omogenea ed efficiente la distribuzione sul territorio nazionale dei fondi strutturali europei, con un adeguato coordinamento fra tutti i soggetti che li gestiranno, innanzitutto le Regioni.

Fra le proposte sul tavolo, l'istituzione di sottocommissioni per il Mezzogiorno e le Aree rurali; per quanto riguarda invece i professionisti, ha aggiunto Malagnino, “abbiamo sottolineato l'importanza di creare un organismo 'ad hoc' per le libere professioni" e, su questa idea, "ci è stato garantito che verrà fatta una riflessione nei prossimi giorni".

Malagnino ha illustrato anche le proposte avanzate in rappresentanza dei professionisti: “Ho sollevato la questione di come le libere professioni, contribuendo al 7-8% del prodotto interno lordo italiano e al 10% di quello europeo, hanno interesse a partecipare a questi incontri per lo sviluppo del comparto". Più in generale, ha concluso Malagnino, "è fondamentale che vengano messe in luce le potenzialità delle categorie che come Casse previdenziali e Ordini rappresentiamo, nell'ottica della fruizione delle risorse Ue”.

Il comitato creerà inoltre uno spazio web dedicato, in cui saranno pubblicati i documenti relativi ai Programmi a valere sui fondi Ue 2014-2020, e farà resoconti periodici al Governo sull'utilizzo delle risorse comunitarie.

Photo credit: European Parliament / Foter / CC BY-NC-ND

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