Riforma appalti - verso l'approvazione a ottobre

 

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La riforma degli appalti si avvicina a grandi passi al via libera definitivo. Ecco il calendario

 

Mese decisivo per la riforma degli appalti. La legge delega, attualmente presso la commissione Ambiente della Camera, è attesa in Aula per l’inizio del mese prossimo. Entro metà settembre partiranno le votazioni sugli emendamenti.

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    Inizio delle votazioni per metà mese e approdo in Aula per inizio ottobre. Il calendario dei lavori della legge delega in materia di appalti pubblici ruota attorno a questi due cardini. Alla ripresa dell’attività parlamentare bisognerà procedere in tempi rapidi, perché il Governo ha messo il Ddl nella lista delle priorità. Così, già in questi giorni si stanno bruciando le tappe: relatori e maggioranza studiano gli emendamenti da approvare, mentre Palazzo Chigi costituisce la commissione che dovrà occuparsi di scrivere materialmente il testo del Codice di recepimento delle direttive europee.

    Il calendario

    La ripresa dei lavori parlamentari è calendarizzata per la prossima settimana, quando il disegno di legge delega per riformare il settore degli appalti tornerà in commissione Ambiente alla Camera. Il punto fermo della discussione, a questo punto, sono i 480 emendamenti presentati lo scorso 4 agosto. Si tratta di un numero piuttosto limitato di proposte di modifica sulle quali si sta già lavorando in queste ore.

    I settori di intervento

    La prima settimana del mese, infatti, è stata dedicata ad analizzare le proposte, mettendo a fuoco quelle più interessanti e individuando su quali settori si potrà ancora intervenire nelle prossime ore. In pratica, dall’analisi delle idee degli altri deputati il Governo e i due relatori, Angelo Cera (Ap) e Raffaella Mariani (Pd), prenderanno spunti per dare un assetto definitivo alle novità da inserire nel testo.

    Le modifiche allo studio

    Su alcune ci sono già conferme, in arrivo da più parti. Ci saranno, allora, interventi sulla disciplina del general contractor, sulle regole di accesso agli appalti per le piccole e medie imprese, sulla qualificazione di stazioni appaltanti e imprese in fase di gara, sulla finanza di progetto e sugli incentivi interni alla progettazione della Pa. Qualche ritocco potrebbe arrivare anche sulle contestatissime norme in tema di concessioni. Anche se, in questo caso, vista la delicatezza della materia, una decisione sulla strada da battere sarà presa all’ultimo.

    Novità sul regolamento

    Molti passaggi saranno semplicemente riformulati, con qualche piccolo aggiustamento rispetto al testo uscito dal Senato: dovrebbe avvenire in materia di débat public alla francese e di deroghe al Codice appalti. Mentre una grande novità è attesa sull’impianto generale della riforma. Anziché fare ricorso all’accoppiata Codice e regolamento, come nel vecchio sistema, l’idea che sta prendendo forma è cancellare il regolamento, dando tutta la legislazione di secondo livello nelle mani dell’Anac. In questo modo si punta a rendere il sistema più efficace rispetto al passato, a vantaggio degli operatori.

    Al voto per metà settembre

    Comunque, dopo che il lavoro preparatorio sarà stato completato, in questi giorni, la prossima settimana sarà dedicata alla prima scrematura degli emendamenti. Attraverso il vaglio di ammissibilità, saranno cancellate le proposte incompatibili con l’oggetto della legge delega. A quel punto, i deputati saranno pronti a procedere con le votazioni, probabilmente intorno a metà mese. Gli emendamenti dei relatori e del Governo sono attesi all’ultimo minuto utile.

    Codice, via alla commissione 

    L’obiettivo è portare il testo in Aula per l’inizio di ottobre: l’Esecutivo sta facendo pressioni per chiudere la partita nel giro di poche settimane, senza replicare i tempi lunghi del Senato. Intanto, è stata formalmente costituita la commissione che dovrà lavorare alla scrittura del nuovo Codice, a valle della delega: sarà guidata dal capo del Dipartimento affari legislativi di Palazzo Chigi, Antonella Manzione. Ma avrà al suo interno esperti del Ministero delle Infrastrutture, del Dipartimento politiche europee e dell’Autorità anticorruzione. Entro l’inizio del 2016 dovrà produrre un testo. 

    Link
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