Ricerca: Profumo, l'Italia si prepara a Horizon 2020 con un programma da un miliardo di euro

 

Francesco Profumo - Credit © European Union, 2012Un programma da un miliardo di euro per sostenere la ricerca e l'innovazione. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo nel corso del Consiglio Competitività, riunito per discutere di Horizon 2020, il programma che dal 2014 integrerà in un'unica cornice i finanziamenti europei alla ricerca. Semplificazione, allineamento dei programmi di ricerca nazionali a quelli europei e interventi per le piccole e medie imprese. Queste le linee guida indicate dal ministro.

L'Italia vuole arrivare preparata ad Horizon 2020, per non sprecare i fondi comunitari dedicati a settori chiave per la crescita quali ricerca e innovazione. L'intervento di Profumo ha toccato punto per punto quelle che saranno le principali linee guida della programmazione nazionale in materia.

Il ministro si è soffermato a lungo sulle Pmi, indicando la strada che l'Italia seguirà per arrivare pronta al 2014, quando prenderà avvio il programma Horizon.

Tra le iniziative previste, politiche di clustering, in grado di favorire la nascita di filiere innovative, e politiche di sostegno alla crescita della dimensione media dell'impresa, attraverso reti d'impresa e venture capital. E ancora, politiche di capacity building per le risorse umane, finalizzate a dotare le Pmi di competenze interne per partecipare ai bandi europei. Infine, "la grande direttrice delle politiche di semplificazione": allineare i programmi di ricerca e innovazione italiani a quelli europei, soprattutto a livello di tematiche e regole. "Ciò creerebbe una grande palestra virtuale per le nostre imprese, che diventerà ancora più efficace se messa in pratica nell'ultima fase del settimo programma quadro".

Interventi che, ha annunciato il ministro, l'Italia sta formulando in un position paper con la prospettiva di riferimento per un programma di investimenti da un miliardo di euro.

Horizon 2020, il programma quadro per la ricerca e l'innovazione del settennato 2014-2020, avrà a disposizione un budget di 80 miliardi di euro da destinare alla ricerca e all'innovazione. In particolare alle eccellenze scientifiche, che permettono all'Europa di essere più competitiva e di arrivare preparata per affrontare le sfide che la attendono. E quando si dice scienze, si intendono anche quelle sociali e umane. Un punto, quest'ultimo, su cui hanno insistito non solo i rappresentanti degli stati membri intervenuti in Consiglio competitività, ma anche il commissario europeo per la ricerca, l'innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, che ha chiuso la seduta dichiarando che questi settori scientifici saranno "parte integrante dei pilastri di Horizon 2020".

Horizon 2020, ha proseguito il commissario "sarà costruito sul successo del programma quadro precedente e continuerà ad essere aperto alla partecipazione dei paesi terzi". La presidenza danese, che grande importanza attribuisce alla ricerca e all'innovazione, punta sui tempi brevi. Le negoziazioni consiliari su Horizon 2020 dovrebbero infatti concludersi entro maggio. In questo modo si accelerano i tempi, favorendo non solo i settori coinvolti nel programma, ma aprendo anche la strada all'occupazione.

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