Nuova iniezione di risorse per i contratti di sviluppo

 

Contratto di sviluppo - Photo credit: Foto di RAEng_Publications da Pixabay Con l'entrata in vigore della legge di bilancio 2022 (legge n. 234-2021) la dotazione per i contributi e i finanziamenti del contratto di sviluppo viene incrementata di 400 milioni nel 2022 e in totale di un miliardo e 950 milioni da qui al 2036.

Tutte le novità della manovra 2022

Dopo la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande - chiuso nell'agosto scorso e poi riattivato dal MISE con decreto direttoriale del 17 settembre 2021 - arriva un'altra buona notizia per le imprese interessate al contratto di sviluppo, il principale strumento agevolativo a sostegno dei grandi progetti di investimento nell'industria, nel turismo, per la tutela ambientale o per la trasformazione di prodotti agricoli.

Le ultime novità sui contratti di sviluppo

Con oltre un miliardo di investimenti mobilitati nel 2021, a fronte di 300 milioni di agevolazioni concesse, il contratto di sviluppo si conferma uno strumento chiave per la crescita delle attività produttive, anche nel settore agroalimentare, il sostegno alle attività di ricerca, sviluppo, innovazione e ai grandi progetti di tutela ambientale.

Complessivamente, negli ultimi nove anni gli investimenti mobilitati attraverso il regime di aiuto hanno superato quota 7 miliardi, con agevolazioni erogate per un valore di 3,1 miliardi di euro. Numeri che spiegano la volontà di rifinanziare lo strumento nell'ambito della legge di Bilancio 2022: la manovra riserva infatti al contratto di sviluppo 400 milioni nel 2022, 250 milioni nel 2023 e 100 milioni per ciascun anno dal 2024 al 2036, per un totale di un miliardo e 950 milioni.

Dopo lo stop alla presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni del contratto di sviluppo dal 9 agosto, che ha riguardato tutti i contratti di sviluppo ad eccezione di quelli relativi ai settori del trasporto pubblico su gomma, del turismo e dei servizi integrati, il 20 settembre la misura è ripartita, prevedendo anche una corsia preferenziale per favorire l'assunzione dei destinatari di reddito di cittadinanza, disoccupati e lavoratori di aziende di crisi. In pratica, ai fini della sottoscrizione di un Accordo di programma o di un Accordo di sviluppo in cui sia previsto un incremento occupazionale, i beneficiari devono ora impegnarsi a procedere prioritariamente, nell’ambito del rispettivo fabbisogno di addetti, e previa verifica dei requisiti professionali, all’assunzione dei lavoratori che risultino percettori di interventi a sostegno del reddito, ovvero risultino disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo, ovvero dei lavoratori delle aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il Ministero dello sviluppo economico.

Inoltre, il decreto direttoriale del 17 settembre che ha stabilito la riapertura dello sportello ha previsto anche che, per valutare il requisito connesso al significativo impatto occupazionale previsto per la sottoscrizione di un Accordo di sviluppo, Invitalia terrà conto della possibile capacità del programma di sviluppo proposto di consentire la salvaguardia dei lavoratori di aziende del territorio di riferimento coinvolte da tavoli di crisi attivi presso il MISE. Tale valutazione potrà essere effettuata sia per le nuove istanze di Accordo di sviluppo che per le istanze per le quali non sono già state trasmesse le valutazioni istruttorie di competenza.

Contratti di sviluppo: il MISE semplifica le regole e facilita gli investimenti nel turismo

Photo credit: Foto di RAEng_Publications da Pixabay 

Per continuare a leggere gli articoli inserisci la tua...
o