Recovery fund: arriva il pacchetto sisma da 4,7 miliardi

 

Audizione Giovanni Legnini Il Commissario alla ricostruzione presenta il pacchetto “Recovery fund-sisma” da 4,7 miliardi, tutti di risorse aggiuntive. E per gli altri interventi previsti nel PNRR, chiede quote riservate per il comuni terremotati.

Cosa prevede il Piano nazionale di ripresa e resilienza

Dopo alcuni mesi di lavoro il Commissario al sisma, Giovanni Legnini, ha presentato al parlamento il pacchetto di proposte per l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund e dei fondi europei 21-27 per rafforzare la ricostruzione del Centro Italia colpito dai terremoti del 2009 e del 2016. 

Recovery fund: 4,7 miliardi per i terremoti 2009 e 2016

Il valore complessivo degli interventi proposti da Legnini ammonta a 4,7 miliardi di euro. Di questi 1,78 miliardi sono previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), alla base dei progetti del Recovery Fund, e vengono finalizzati specificamente alla “Rigenerazione delle aree del sisma”. 

Gli altri 2,95 miliardi di euro afferiscono, invece, alle risorse del nuovo settennato di fondi europei 2021-2027. In questo caso il documento non indica la loro finalizzazione a cui si provvederà in sede di programmazione dei fondi comunitari del ciclo 2021/20127.

Ciò che preme sottolineare è che, nelle intenzioni del Commissario, i 4,7 miliardi dovrebbero essere completamente “aggiuntivi e complementari rispetto alle risorse (n.d.r.) già disponibili per il Centro Italia per la ricostruzione pubblica (2,2 miliardi di euro già impegnati, più 1,7 miliardi di euro appena stanziati dalla Legge di Bilancio 2021)  e per quella privata, che ammontano, al momento, a 6 miliardi di euro”, si legge nel comunicato.

1,78 miliardi per borghi smart e sviluppo economico

Per quanto riguarda il miliardo e 780 milioni di euro del PNRR, il piano di Legnini prevede due linee di intervento.

La prima è la “Scheda A - Borghi e città sicuri, sostenibili e connessi” e consiste in un set di interventi necessari per dare nuova linfa ai centri abitati, contrastando i fenomeni di spopolamento. Tra questi troviamo la mobilità sostenibile ed efficiente, il recupero e la riqualificazione energetica degli edifici pubblici, la promozione di servizi digitali, lo sviluppo del fotovoltaico e di sistemi centralizzati di produzione di energia, delle “Comunità energetiche rinnovabili”, un’illuminazione urbana ecocompatibile. Si tratta della scheda più corposa a cui è destinato infatti 1 miliardo di euro.

La seconda linea di intervento è la “Scheda B - Rinascita economica e sociale” che ha invece una dotazione di 780 milioni di euro con cui sostenere lo sviluppo produttivo, anche del settore agricolo ed agroalimentare, attraverso un mix di interventi. In questo caso si va dal sostegno agli investimenti, a quello per la valorizzazione delle risorse ambientali, forestali e boschive, dei beni culturali e storici, fino alla creazione di centri di ricerca universitaria.

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I nuovi fondi europei: proroga superbonus cratere e non solo

Il resto dei fondi che compongono la dotazione del pacchetto sisma fanno capo, come si è visto, ai nuovi programmi europei 2021-2027. Si tratta di risorse che non sono state ancora destinate a interventi specifici ma su cui “si fa affidamento per finanziare il superbonus cratere, con l’estensione delle detrazioni al 2026 ed il loro ampliamento anche alla ricostruzione e riparazione degli edifici produttivi (oggi esclusi), e soprattutto con la reintroduzione dell’obbligo di miglioramento sismico degli edifici (non previsto dall’attuale Superbonus sisma)”, si legge nel comunicato. 

“Altre linee di intervento riguardano lo sviluppo della rete di comunicazioni a banda larga, l’efficientamento energetico degli edifici scolastici, la realizzazione di nuove scuole, la sicurezza sismica dei luoghi di culto, il rafforzamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, la telemedicina e l’assistenza di prossimità, misure per l’impresa verde, l’economia circolare, il turismo e la cultura”, prosegue il testo.

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Gli altri interventi del PNRR: quote riservate ai comuni terremotati

Per quanto riguarda infine le altre misure nazionali presenti nel PNRR e “che appaiono rilevanti per la promozione e l’implementazione delle azioni di ricostruzione e rigenerazione delle aree del terremoto”, il Commissario richiede “una specifica attribuzione di risorse od una estensione della relativa misura con la previsione di eventuali quote di riserva o criteri di priorità nell’assegnazione dei fondi”.

Tra questi rientrano gli investimenti infrastrutturali, il sostegno agli investimenti innovativi PMI o quelli per Impresa verde ed economia circolare, solo per citarne alcuni.

Consulta il documento del Commissario al sisma 2016

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