CDP - Bruxelles, falso allarme sui fondi SIE

 

Katainen La revisione delle regole UE in materia di fondi strutturali e di investimento europei non toccherà Cassa depositi e prestiti.

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La riscrittura dei regolamenti europei in materia di gestione dei fondi UE sarà fatta considerando le esigenze di tutti i Paesi. E’ quanto ha spiegato il vicepresidente della Commissione europea Jyrki Katainen

E rispetto al ruolo di soggetti come Cassa depositi e prestiti (CDP), ha aggiunto il commissario, Bruxelles troverà una “soluzione positiva”, dal momento che ormai da anni si tratta di uno dei partner più attivi e affidabili della Commissione europea e della BEI. Nessun rischio di caos nei prossimi anni, insomma. Si va verso nuovi meccanismi di gestione indiretta dei fondi come la cooperazione interamministrativa che, di fatto, poco cambieranno rispetto agli effetti concreti.

Nessun impatto per CDP

La riscrittura delle regole finanziarie in corso a Bruxelles, allora, non toccherà CDP. Si lavorerà a soluzioni che riescano a proteggere tutti. “Sono sicuro – ha spiegato Katainen - che possiamo trovare una soluzione positiva. La CDP è stata uno dei migliori partner della Commissione e della BEI”, a partire dal contributo dato nel definire e rivedere il funzionamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici del Piano Juncker.

“La CDP – per il vicepresidente dell'Esecutivo UE - è un'eccellente banca pubblico-privata che ha una grande conoscenza soprattutto degli strumenti finanziari e dell'equity financing, quindi dobbiamo essere sicuri che il nostro regolamento finanziario le consenta anche in futuro di essere nostro partner”.

“Non è nell'interesse di nessuno, né nell'intenzione di nessuno smettere di lavorare con la CDP”, ha concluso Katainen. Rimandando al mittente i dubbi che erano stati avanzati nei giorni scorsi sui possibili effetti della revisione delle regole europee.

Il testo in discussione

La questione – va ricordato – riguarda i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE). Bruxelles, infatti, sta rivedendo le sue regole in materia finanziaria e, in particolare, sta rimettendo mano a un regolamento (n. 1303/2013) che fissa i principi per l’utilizzo dei diversi fondi europei.

Nel caso specifico non sono in discussione i meccanismi di gestione e di assegnazione dei Fondi SIE: questi non subiranno alcuna modifica. E’, però, sul tavolo la possibilità di rivedere le regole di accesso diretto ai fondi per renderle compatibili con la nuova direttiva in materia di appalti pubblici.

Le correzioni in arrivo

In particolare, sarà ritoccato l’articolo 38 del regolamento, secondo uno schema che è attualmente oggetto di discussione all’interno delle istituzioni comunitarie. In linea di massima, comunque, l’obiettivo è precludere l’accesso diretto ad alcuni soggetti, come Cassa depositi e prestiti, che hanno un capitale in parte privato.

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La norma, per la verità non colpisce soltanto Cassa depositi e prestiti ma anche altre istituzioni finanziarie in altri Paesi con situazioni simili. L’obiettivo della Commissione, però, è non lasciare nessuno in fuorigioco, ma trovare una soluzione che consenta la prosecuzione delle attività e sia allo stesso tempo compatibile con i principi comunitari in materia di appalti.

La cooperazione interamministrativa

Non sono, infatti, precluse altre forme di possibile accesso indiretto alla gestione dei Fondi SIE, già oggi in via di sviluppo. Una possibilità, già allo studio in queste settimane, è quella che farebbe riferimento all’istituto della cooperazione interamministrativa

> Il testo del regolamento 1303/2013

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