Codice Appalti - primo sì al correttivo, novita' su progettazione e PPP

 

In CdM comincia il percorso del decreto correttivo al Codice appalti, che dovrà chiudersi entro il prossimo 19 aprile.

Author: Fred & Ric / photo on flickr

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Oggi in Consiglio dei Ministri il Governo ha esaminato il primo testo che punta a correggere il Codice appalti. E si tratta di una correzione più ampia del previsto: gli articoli del provvedimento sono ben 84. Prima di arrivare alla versione definitiva del decreto, però, dovremo aspettare ancora un paio di mesi circa. Sarà, infatti, necessaria una fase di consultazione pubblica e, poi, un parere del Consiglio di Stato e delle commissioni parlamentari competenti. La strada, insomma, è ancora lunga.

L'accelerazione del Governo

Dietro l’improvvisa accelerazione, quindi, ci sono proprio i tempi. La legge delega per la redazione del Codice fissava la scadenza del 19 aprile per il correttivo. Così, dopo diverse settimane di tentennamenti, il Governo è stato costretto a intervenire, perché si rischiava di andare oltre il limite massimo consentito.

I passaggi necessari

I passaggi necessari, infatti, sono ancora molti. Subito dopo il primo transito in Cdm, sarà avviata una fase di consultazione pubblica, che coinvolgerà tutti gli attori del mercato, chiamati ad esprimersi sugli 84 articoli del testo. Poi, ci saranno i pareri delle commissioni parlamentari competenti per materia, della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato. A quel punto si potrà chiudere con la versione definitiva del provvedimento, entro il 19 aprile prossimo.

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La consultazione di mercato

Nel merito il provvedimento è un elenco di tutte le modifiche possibili: l’idea di fondo del Governo è sottoporre queste ipotesi alla prova del mercato e degli esperti del settore, per verificare dove sia meglio intervenire. Una prima analisi di merito, però, fornisce già molte indicazioni interessanti.

L'appalto integrato

Viene, in primo luogo, ampliato il perimetro dell’appalto integrato, la progettazione affidata insieme all’esecuzione dei lavori. E viene anche fissata, a beneficio dei professionisti, l’obbligatorietà dei parametri da utilizzare per calcolare gli importi a base delle gare di progettazione. Una richiesta sollecitata a lungo dai professionisti.

La qualificazione delle imprese

Dal lato delle imprese arriveranno interventi sulla qualificazione per l’accesso al mercato delle opere pubbliche: in questo caso l’obiettivo è venire incontro alle aziende che, dopo anni di crisi, hanno problemi a rispettare requisiti di fatturato troppo elevati. Sarà, allora, possibile prendere a riferimento un periodo di tempo più lungo rispetto al passato per provare il fatturato: cinque anni anziché dieci.

Il subappalto

Cambierà qualcosa anche sul subappalto, dove non ci sarà più il vincolo di calcolare il tetto del 30% sul valore complessivo delle opere ma si guarderà alla lavorazione prevalente. Si tratta di una questione che ha molto diviso dopo l’approvazione del Codice lo scorso aprile e che adesso arriva a una conclusione.

L'Anac e le commissioni

Qualche correzione riguarderà anche l’Anac. Dal lato delle commissioni giudicatrici, il presidente dovrà essere nominato dopo un sorteggio tra gli esperti iscritti all’albo dell’Autorità anticorruzione. Mentre sopra la soglia di 5,2 milioni sarà direttamente l’Authority ad indicare i nomi dei commissari per fare la gara.

Le novità sul PPP

Infine, cambiamenti importanti arrivano anche sul partenariato pubblico privato. Sale dal 30 al 49% il tetto per il contributo pubblico alle operazioni di Ppp. Mentre, per quanto riguarda le concessioni, la scelta è di escludere le manutenzioni dal perimetro dei lavori che dovranno andare obbligatoriamente a gara. 

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