FRI e Fondo Crescita Sostenibile – finanziamenti per ricerca e sviluppo

 

Oltre ai fondi del PON Imprese per i bandi Horizon 2020, Agenda digitale e Industria sostenibile, in arrivo 530 milioni tra risorse FRI e FCS

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PON Imprese - bando Fondo Crescita Sostenibile Horizon 2020

PON Imprese - bando FCS Agenda digitale e Industria sostenibile

Opportunità in vista per chi ha in programma investimenti in ricerca e sviluppo, con particolare attenzione al Sud.

Lunedì il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato i decreti relativi ai nuovi bandi del Fondo Crescita Sostenibile finanziati dal PON Imprese e Competitività 2014-2020 e dedicati al Mezzogiorno, con risorse pari rispettivamente a 180 milioni di euro per ricerca e sviluppo negli ambiti tecnologici di Horizon 2020 e a 200 milioni di euro per grandi progetti in materia di Agenda digitale e Industria sostenibile.

A disposizione per l'Agenda digitale e l'Industria sostenibile - hanno spiegato l'Autorità di gestione del PON Imprese 2014-2020 Carlo Sappino e il dirigente della Divisione Interventi per ricerca e sviluppo del MISE Giuseppe Incardona presentando i bandi presso la sede di Confindustria - ci sono però anche 530 milioni di euro a valere sul Fondo Rotativo Imprese (FRI) e sul Fondo Crescita Sostenibile, validi in questo caso su tutto il territorio nazionale.

In più, il MISE sta già lavorando a due nuovi bandi del Fondo Crescita Sostenibile per attività di R&S, uno sulla Fabbrica intelligente e le tematiche collegate a Industria 4.0, l'altro sull'Agrifood, con particolare attenzione alla qualità e alla sicurezza dei prodotti. Questi bandi, ha anticipato Sappino, pur parzialmente a carico del PON Imprese, saranno cofinanziati anche con risorse nazionali e quindi saranno aperti anche a imprese e organismi di ricerca del Centro-Nord.

Fondo Crescita Sostenibile – dopo estate bandi H2020, Agenda digitale e Industria sostenibile

In autunno il via ai bandi PON Imprese FSC su H2020, Agenda digitale e Industria Sostenibile

Bandi FCS PON - Slide MISEGli ambiti tecnologici di Horizon 2020, l'Agenda digitale e l'Industria sostenibile sono temi noti a chi conosce il Fondo Crescita Sostenibile (FCS), lo strumento introdotto dal decreto 83-2012 per favorire la ricerca, l'innovazione, lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese.

Si tratta infatti delle tematiche al centro degli avvisi FCS già finanziati con risorse nazionali. Avvisi che, però, hanno visto una partecipazione piuttosto modesta del Sud, cui si rivolge il Programma Operativo Nazionale Imprese e Competitività 2014-2020. Da qui l'idea di rilanciare gli interventi agevolativi con risorse del PON Imprese e introducendo una serie di correttivi che potrebbero incoraggiare a partecipare ai bandi anche chi finora non ha investito in R&S&I.

Basti pensare che per le piccole imprese l'intensità dell'intervento pubblico può arrivare in totale al 95% delle spese ammissibili e che il contributo alla spesa può arrivare al 75%, mentre il finanziamento agevolato copre fino al 20% dei costi, con un tasso pari al 20% del tasso di riferimento, eliminando la clausola per cui non può essere inferiore allo 0,8%. Stando ai dati attuali, si parla un tasso dello 0,2%, quindi quasi a tasso zero.

Sul fronte finanziario, il decreto ministeriale sul nuovo bando H2020 destina 150 milioni di euro ai progetti da realizzare nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e 30 milioni di euro alle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna), con una riserva del 60% per le PMI, mentre 200 milioni di euro sono destinati ad Agenda digitale e Industria sostenibile nelle sole Regioni meno sviluppate.

Nell'ambito del bando H2020 il MISE ha però deciso di stimolare la collaborazione con le imprese del Nord, che potranno partecipare per una quota non superiore al 35% dei costi. Le imprese del Centro-Nord potranno accedere alle stesse agevolazioni previste per quelle meridionali, purché le attività di tali imprese siano strettamente necessarie al raggiungimento degli obiettivi progettuali e siano presenti elementi di trasferimento di conoscenze alle Regioni del Mezzogiorno.

Entrambi i decreti ministeriali anticipati sul sito del MISE saranno pubblicati a breve in Gazzetta ufficiale, mentre sono in via di definizione i decreti direttoriali contenenti la modulistica, le modalità di partecipazione e i termini di apertura degli sportelli, in programma tra ottobre e novembre.

Prevista in entrambi i casi una procedura valutativa a sportello, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, con istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica da parte del soggetto gestore, che ha per capofila MedioCredito Centrale e comprende al suo interno anche il CNR per la valutazione dei progetti di ricerca.

Da ricordare, ha sottolineato Incardona, che i bandi finanziano solo progetti avviati dopo la presentazione della domanda e che non si limitino alla sola ricerca, ma che abbiano concrete applicazioni sul mercato. Quando alla durata, il limite è fissato in 36 mesi. Le richieste di proroga, ammesse fino a 12 mesi, saranno valutate con rigore e accolte solo laddove necessario. Per i progetti conclusi entro la data del 31 dicembre 2018, invece, è prevista una maggiorazione del 5%.

Domande per il Bando FRI-FCS a partire dal 26 ottobre

Bando FCS FRI - Slide MISEParallelamente ai bandi finanziati dal PON Imprese, si avvia all'operatività anche l'intervento, sempre sui temi Agenda digitale e Industria sostenibile, finanziato con 450 milioni del Fondo Rotativo Imprese (FRI), presso Cassa Depositi e Prestiti, e con 80 milioni del Fondo Crescita Sostenibile (FCS)

Fondo Rotativo Imprese-FRI - rifinanziati bandi FCS Agenda digitale e Industria sostenibile

Nello specifico le risorse FRI sono destinate alla concessione dei finanziamenti agevolati, previsti in misura compresa tra il 50% e il 70% delle spese ammissibili e erogati in presenza di paralleli finanziamenti bancari che siano pari ad almeno il 10% del finanziamento totale; i contributi alla spesa, invece, sono concessi a valere sui fondi FCS e sono pari al 15% delle spese in caso piccole e medie imprese e al 10% per le grandi imprese. Ammessi sia progetti singoli che congiunti, mentre i costi ammissibili sono compresi tra 5 e 40 milioni di euro.

I beneficiari sono gli stessi previsti dai precedenti avvisi a valere sul decreto ministeriale del 10 ottobre 2014, ma la novità è che sono ora soggetti a valutazione del merito di credito da parte delle banche finanziatrici convenzionate. Allo strumento possono accedere anche progetti non ammessi all'istruttoria con riferimento ai vecchi bandi, ma anche a questi si richiede di accompagnare la conferma della domanda con la valutazione del merito di credito. 

Quanto alle modalità di presentazione delle istanze, il decreto direttoriale con le procedure è in corso di pubblicazione, con apertura dello sportello a partire dal 26 ottobre 2016. Già dal 12 ottobre, ha però anticipato Incardona, sarà possibile preparare il caricamento della domanda sulla piattaforma online.

Un applicativo online è stato messo a disposizione anche da Confindustria per permettere alle imprese di effettuare simulazioni anonime sulla possibilità di combinare queste agevolazioni con il credito d'imposta ricerca e sviluppo. I due strumenti sono infatti cumulabili, fino a un massimo del 100% del costo del progetto.

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