PON Imprese - bando FCS Agenda digitale e Industria sostenibile

 

Dal 13 dicembre sarà possibile richiedere i finanziamenti del bando del Fondo Crescita Sostenibile per grandi progetti di ricerca e sviluppo in materia di Agenda digitale e Industria sostenibile.

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PON Imprese - bando Fondo Crescita Sostenibile Horizon 2020

Fondo Crescita Sostenibile – dopo estate bandi H2020, Agenda digitale e Industria sostenibile

Pubblicato il decreto direttoriale dell'11 ottobre 2016 con modalità e termini di apertuna del bando del Fondo Crescita Sostenibile diretto a finanziare, con procedura negoziale, grandi progetti di R&S, sia nel settore dell’ICT per l’attuazione dell’Agenda digitale che nell’ambito delle tematiche rilevanti per Industria sostenibile. L'avviso, finanziato con risorse del PON Imprese e competitività 2014-2020, dispone di 200 milioni di euro.

Vediamo gli aspetti salienti e le novità più interessanti del nuovo avviso rispetto ai primi bandi FCS, sempre con procedura negoziale e sulle stesse tematiche, di cui ai Decreti ministeriali del 15 ottobre 2014 e attivati nel giugno 2015.

Fondi Ue - tutte le agevolazioni del PON Imprese per il Mezzogiorno

Nuovo bando FCS Agenda digitale e Industria sostenibile

Il bando agevola progetti di Ricerca e Sviluppo, di rilevanti dimensioni in grado di esercitare un significativo impatto per il sistema produttivo e l’economia del Paese, finalizzati a nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento degli stessi tramite l’utilizzo delle tecnologie abilitanti fondamentali con concrete ricadute su specifici settori applicativi riconducibili alle stesse aree tematiche dei bandi del 15 ottobre 14.

I progetti devono essere realizzati nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).

Lo stanziamento è pari a 200 milioni di euro complessivi con una riserva del 20% per “Agenda digitale”.

I soggetti beneficiari sono le imprese singole o aggregate stabilmente fino a un massimo di cinque co-proponenti, in cui ciascun proponente dovrà sostenere almeno il 10% dei costi complessivi se grande impresa o il 5% negli altri casi; ai progetti congiunti possono aggregarsi spin-off, liberi professionisti (novità) e start-up innovative.

I progetti devono prevedere costi ammissibili compresi tra 5 e 40 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi prorogabili di ulteriori 12 mesi, mentre ciascun soggetto può presentare, per ciascun bando, anche più domande fino al limite di 40 milioni di costi ammissibili.

Le spese ammissibili sono quelle solite per i progetti di R&S a valere sul FCS e cioè:

  1. il personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione con contratto a progetto, di somministrazione di lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca;
  2. gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;
  3. i servizi di consulenza inclusa l'acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
  4. le spese generali;
  5. i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

con la novità che le spese generali sono calcolate su base forfettaria pari al 25% dei costi diretti ammissibili.

Gli incentivi del nuovo bando FCS

La grande novità rispetto ai due bandi precedenti riguarda le agevolazioni.

Infatti al finanziamento agevolato pari al 20% dei costi (era il 60% per le PMI e il 50% per le GI) si aggiunge un contributo a fondo perduto fino a una percentuale dei costi articolata come segue:

a) per i costi e le spese relative alle attività di ricerca industriale:

  • 1) 60% per le imprese di piccola dimensione;
  • 2) 50% per le imprese di media dimensione;
  • 3) 40% per le imprese di grande dimensione;

b) per i costi e le spese relative alle attività di sviluppo sperimentale:

  • 1) 35% per le imprese di piccola dimensione;
  • 2) 25% per le imprese di media dimensione;
  • 3) 15% per le imprese di grande dimensione.

La misura effettiva del contributo è correlata al punteggio ottenuto in fase istruttoria.

Inoltre sono previste maggiorazioni al contributo del 10% per i progetti congiunti cui partecipi almeno una PMI o una impresa ubicata in altro Stato dell’UE o SEE e in cui nessuno dei proponenti sostenga più del 70% dei costi oppure sia previsto il contributo esterno di almeno un organismo di ricerca per non meno del 10% dei costi ammissibili che possa pubblicare i risultati.

Inoltre, è prevista una ulteriore maggiorazione del 5% per i progetti che si concludono entro il 31 dicembre 2018.

Per il finanziamento non è richiesta nessuna forma di garanzia, l’ammortamento massimo è di 8 anni con 3 anni di preammortamento, il tasso è pari al 20% del tasso riferimento (eliminata la clausola non meno dello 0,8%).

Come accedere alle agevolazioni

La procedura, per garantire un intervento di adeguata selettività che possa assicurare una elevata qualità dei progetti, resta valutativa negoziale con istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica da parte del soggetto gestore, il quale dovrà inoltre individuare le specifiche tecniche e i parametri del progetto suscettibili di negoziazione con l’impresa. Infatti, nel caso di istruttoria positiva segue una seconda fase in cui il Ministero avvia la fase di negoziazione con il proponente concordando eventuali vincoli, prescrizioni e modifiche che saranno da integrare nella proposta definitiva.

Nell’ottica di semplificare il processo, rispetto alla precedente procedura, è stata eliminata la fase dell’istanza preliminare e di valutazione di massima da parte di un apposito Comitato.

Nella fase istruttoria tra le condizioni di ammissibilità resta la capacità di rimborsare il finanziamento agevolato valutato sulla base del rapporto Cflow - Media degli ultimi due bilanci approvati/(Finanziamento Agevolato/Numero anni ammortamento - che deve essere almeno pari a 0,8.

Ma, rispetto ai bandi precedenti, essendosi ridotta la percentuale di intervento del finanziamento agevolato rispetto ai costi ammessi, tale condizione è diventata meno restrittiva nel senso che l’asticella di accesso si è notevolmente abbassata.

L’istruttoria, da parte del soggetto gestore, come detto, è valutativa con attribuzione di punteggi secondo tre criteri:

a) caratteristiche del soggetto proponente da valutare sulla base dei seguenti elementi:

  • 1) capacità tecnico-organizzativa;
  • 2) qualità delle collaborazioni con gli organismi di ricerca coinvolti in veste di consulenti;
  • 3) solidità economico-finanziaria da valutare, con riferimento agli ultimi due bilanci, secondo i seguenti 5 indicatori:
    i) capacità di rimborsare il finanziamento agevolato sulla base del rapporto Cflow/(FA/N) che come detto resta una condizione di ammissibilità con soglia allo 0,8;
    ii) mezzi propri + debiti a medio lungo termine / totale immobilizzazioni;
    iii) mezzi propri / totale del passivo;
    iv) oneri finanziari / fatturato;
    v) margine operativo lordo / fatturato.

b) qualità della proposta progettuale da valutare sulla base dei seguenti elementi:

  • 1) fattibilità tecnica;
  • 2) rilevanza dei risultati attesi;
  • 3) grado di innovazione rispetto alla tipologia dell’innovazione (con graduazione del punteggio nell’ordine: processo migliorato, prodotto migliorato, nuovo processo, nuovo prodotto).

c) impatto del progetto da valutare sulla base dei seguenti elementi:

  • 1) interesse industriale in relazione all’impatto economico dei risultati;
  • 2) potenzialità di sviluppo del settore di riferimento e potenziali ricadute positive in altri ambiti;

E’ importante ricordare che la misura effettiva del contributo è funzione del punteggio complessivo!

Per quanto attiene alle erogazioni, gli Stati Avanzamento Lavori sono massimo 5 più l’ultima a saldo e sono facoltative ad eccezione di quella intermedia che è obbligatoria e deve essere pari ad almeno il 30% della spesa ammessa; mentre il Finanziamento Agevolato può essere anticipato dietro presentazione di fideiussione o polizza o con l’apposito strumento di garanzia già utilizzato nei bandi precedenti.

Come presentare le domande

La domanda di agevolazione e la relativa documentazione potranno essere trasmesse esclusivamente in via telematica dalle ore 10.00 alle ore 19.00 di tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, a partire dal 13 dicembre 2016 e accederanno alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione, indipendentemente dall’ora e dal minuto di invio.

Per la trasmissione dell'istanza occorrerà scegliere una delle due procedure messe a disposizione nel sito internet del Soggetto gestore (fondocrescitasostenibile.mcc.it), a seconda che si vogliano richiedere gli incentivi a valere sull’intervento Agenda digitale o a titolo dell’intervento Industria sostenibile.

Le attività inerenti alla predisposizione della domanda e della documentazione da allegare potranno essere svolte dai soggetti proponenti anche prima dell’apertura dello sportello. La procedura di compilazione guidata verrà infatti resa disponibile a partire dall’1 dicembre 2016.

Fondo Crescita Sostenibile - PON Imprese: bando Agenda digitale e Industria sostenibile

Rifinanziati i precedenti bandi negoziali Agenda digitale e Industria sostenibile

Oltre al nuovo bando, con il decreto del 9 giugno 2016 sono state incrementate le risorse dei precedenti bandi negoziali “Agenda digitale” e “industria sostenibile” attivati nel giugno 2015 in favore delle domande valutate positivamente e non agevolate per mancanza di risorse, rispettivamente con:

  • 26 milioni di euro per il bando “Agenda digitale”, portando così le risorse totali a 176 milioni di euro.
  • 48 milioni di euro per il bando “industria sostenibile”, che così ha una dotazione finanziaria complessiva di 298 milioni di euro.

I 74 milioni ulteriormente stanziati derivano in massima parte da economie derivanti dal “bando Horizon 2020” del 20 giugno 2013.

Lo stesso decreto modifica e integra il Dm del 24 luglio 2015 che disciplina le condizioni per attivare gli interventi in favore dei grandi progetti di R&S di cui ai decreti del 15 ottobre 2014 a valere sulle risorse del “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.

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