Appalti - In vigore il Codice. Tutte le ultime novita'

 

Il Codice appalti approda in Gazzetta ufficiale. E, nonostante le premesse, non si tratta di una pubblicazione senza sorprese.

foto: tiberio barchielli

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Il passaggio in Consiglio dei ministri ha portato diverse correzioni inattese. Così, rispetto alla versione approvata in prima lettura a inizio marzo, sono molti gli aggiustamenti pesanti inseriti nel testo finale. A partire dalle correzioni sulla procedura negoziata: la trattativa privata allarga di molto il suo perimetro e resta in vita fino a un milione di euro. Ma anche sulle concessioni arrivano modifiche destinate a causare molte proteste. Il pericolo di un blocco del mercato, allora, sembra molto concreto.

I tempi per l'entrata in vigore

Il provvedimento, dopo un percorso durato quasi due anni, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale: è il Dlgs n. 50 del 2016. Entra in vigore a partire dal giorno stesso della sua pubblicazione, quindi dal 19 aprile. La scelta di evitare il periodo transitorio nasce dai tempi delle direttive europee. Queste, infatti, sono entrate in vigore già lo scorso 18 aprile, con alcune parti autoapplicative. Per evitare fasi di contrasto tra le norme italiane e quelle europee, allora, la decisione del Governo è stata di mandare immediatamente a regime il nuovo Codice.

Problemi per le stazioni appaltanti

Questo, però, potrebbe comportare una fase parecchio problematica per le stazioni appaltanti italiane. Dalla sera alla mattina, infatti, le nostre pubbliche amministrazioni hanno visto la partenza di un sistema parecchio diverso da quello al quale erano abituate. Ma che, soprattutto, è stato modificato in maniera anche pesante durante gli ultimi giorni di lavorazione.

Le correzioni dell'ultimo minuto

Alcune correzioni, infatti, sono arrivate sul filo di lana. Tra queste occorre certamente ricordare la revisione dei tetti per la trattativa privata. Secondo l’assetto uscito dal primo Cdm, infatti, era possibile evitare i bandi solo fino a 500 mila euro. La soglia, nella versione finale del provvedimento, sale e arriva fino al limite di un milione di euro. In pratica, nell’80% del mercato sarà possibile evitare una gara formale, come avviene già adesso.

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Novità per le concessionarie

Altro cambio a sorpresa c’è stato sulle concessionarie. I sindacati avevano concordato con il Ministero delle Infrastrutture una deroga pesante: i limiti per l’in house non avrebbero dovuto riguardare tutti quei casi di lavori rimasti in gestione diretta delle società. Questa clausola di salvaguardia per soggetti come Pavimental, società di Autostrade per l’Italia, è stata cassata all’ultimo secondo. Il tetto del 20% massimo di lavori da tenere in house sarà valido sempre, senza scappatoie.

L'anticipo prezzi

All’ultimo minuto, nel testo è entrato anche l’anticipo prezzi. Vuol dire che le imprese, già al momento dell’apertura del cantiere, potranno ricevere in anticipo una cifra pari al 20% dell’importo totale del contratto che gli è stato assegnato. Si tratta di una misura che esiste già oggi e che è stata pensata per offrire una soluzione ai problemi di liquidità delle imprese. Ma che, senza quest’intervento del Codice, sarebbe scaduta a partire dalla fine di luglio del 2016.

Possibile blocco

Tutte queste correzioni improvvise potrebbero mandare in tilt le stazioni appaltanti. A partire da oggi, infatti, queste devono pubblicare solo bandi in linea con le nuove regole. Un obiettivo che pare ambizioso, visto che parte di queste regole deve ancora essere scritte: all’appello mancano ancora le linee guida dell’Anac che l’Anticorruzione dovrà approvare nei prossimi tre mesi. Allora, il pericolo di una fase di blocco o di rallentamento pesante dei nuovi bandi pare reale. Come, peraltro, ha sottolineato anche l’Ance nella sua audizione sull’ultimo Documento di economia e finanza.

> Il testo del Codice appalti pubblicato in Gazzetta ufficiale

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