DL 179-2012 - incentivi fiscali per chi investe in startup estesi al 2016

 

In vigore il decreto del Ministero dell'Economia per concedere incentivi fiscali a chi investe in startup innovative.

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Annunciato dal Governo all'inizio di marzo, il decreto che estende al 2016 le agevolazioni fiscali per gli investimenti in startup innovative - e che dà attuazione all'articolo 29 del decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012 – approda in Gazzetta ufficiale, ed entra in vigore da oggi.

In sintesi il testo prevede:

  • per le persone fisiche: detrazione del 19% dei conferimenti per importi fino a 500mila euro,
  • per i soggetti Ires: deduzione pari al 20% dei conferimenti fino a 1,8 milioni di euro.

Le agevolazioni fiscali

Più nel dettaglio, ai soggetti passivi IRPEF è consentito detrarre dall'imposta lorda sul reddito un importo pari al 19% dei conferimenti rilevanti effettuati, fino ad un massimo di 500mila euro.

Nel caso in cui la detrazione superi per ammontare l'imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche dovuta nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

I soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società possono dedurre dal proprio reddito complessivo un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti effettuati, per un importo non superiore a 1,8 milioni di euro.

Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, l'eccedenza può essere computata in aumento dell'importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

Le percentuali salgono rispettivamente al 25% per le persone fisiche e al 27% per le persone giuridiche nel caso di investimenti in startup a vocazione sociale o in startup innovative che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Le agevolazioni sono cumulabili con le altre misure di favore disposte dall'art. 27 del dl 179-2012 sulla remunerazione con strumenti finanziari della startup innovativa e dell'incubatore certificato. L'ammontare complessivo dei conferimenti, però, non deve essere superiore a 15 milioni per ciascuna startup innovativa.

Chi può investire in startup innovative

L'investimento agevolato può essere effettuato anche indirettamente, tramite organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative.

Le agevolazioni previste dal decreto non si applicano:

  • nel caso di investimenti effettuati tramite organismi di investimento collettivo del risparmio e società, direttamente o indirettamente, a partecipazione pubblica;
  • nel caso di investimenti in startup innovative che si qualifichino come imprese in difficoltà, imprese del settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell'acciaio;
  • alle startup e agli incubatori certificati, agli organismi di investimento collettivo del risparmio e alle altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative;
  • nel caso di investimento diretto o indiretto tramite altre società di capitali che investono prevalentemente in startup innovative, le cui azioni siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione, ai soggetti che possiedono partecipazioni, titoli o diritti nella startup innovativa oggetto dell'investimento.

Confindustria fa il punto sulle misure per le startup

In coincidenza con la pubblicazione del decreto del MEF, Confindustria propone una panoramica degli interventi a favore delle startup innovative. Dall'atto costitutivo con firma digitale, previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 17 febbraio 2016, alla StartupSurvey, censimento pubblico delle neo imprese innovative in Italia condotto da Istat, su impulso del MISE, e avviato il 31 marzo.

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Buona parte del rapporto di Confindustria è dedicato al nuovo decreto: Viale dell'Astronomia pone l'accento non solo sulla portata delle agevolazioni, ma su come il decreto aggiorni alcune norme applicative con l’obiettivo di rafforzare la portata delle misure stesse.

In virtù degli interventi contenuti nel decreto in questione è previsto:

  • l’innalzamento della soglia di investimenti ammissibili per ciascuna startup innovativa: si sale da 2,5 milioni all'anno per 4 anni a 15 milioni calcolabili su un arco temporale di 5 anni;
  • l’incremento da 2 a 3 anni del periodo obbligatorio in cui mantenere l’investimento (il cosiddetto “holding period”), pena la decadenza dalle agevolazioni;
  • la razionalizzazione delle cause di decadenza dell’agevolazione: non determina più la decadenza dell’incentivo la perdita dello status di startup innovativa, se dovuta al superamento del limite temporale dei 5 anni dalla costituzione, o del tetto di 5 milioni di euro del valore della produzione annua, o la quotazione su una piattaforma multilaterale di negoziazione. Questo per permettere alle startup di diventate “mature” – per ragioni anagrafiche, dimensionali o di mercato – e di configurarsi come PMI innovative, conservando l’incentivo.

MEF: Incentivi all'investimento in start-up innovative

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