Piano Juncker - assistenza e PPP, via all'Advisory hub della BEI

 

Parte il progetto European investment advisory hub, inserito nel piano di investimenti di Bruxelles. Imprese e Pa potranno chiedere aiuto alla piattaforma

Author: FuFuWolf / photo on flickr

Parte lo European investment advisory hub. La piattaforma, immaginata dalla Commissione europea nel quadro del piano Juncker, servirà a fornire a imprese e pubbliche amministrazioni supporto in fase di attivazione dei progetti di investimento.

Il nuovo portale, al quale sarà possibile rivolgere domande, servirà sia all’organizzazione dei propri piani che al recupero di fonti di finanziamento. Mentre, dal lato della Pa, un’attenzione particolare sarà dedicata al partenariato pubblico privato. Con l’obiettivo di rendere praticabili operazioni solitamente destinate a fallire.

Il piano Juncker

L’hub è nato nell’ambito dell’accordo per il lancio del piano Juncker, nell’ultima parte del 2015. L’idea della Commissione Ue e della Banca europea per gli investimenti era che un pacchetto così eterogeneo di strumenti a sostegno delle imprese andasse puntellato con un meccanismo di supporto informativo. In sostanza, soprattutto le Pmi hanno bisogno di uno sportello al quale rivolgersi per orientarsi tra le opportunità che Bruxelles oggi gli offre, a valle del nuovo piano di investimenti e del fondo Efsi.

La piattaforma, allora, “offre un punto di accesso unico sull’offerta a 360 gradi di assistenza e servizi tecnici di supporto”. E si compone di tre pilastri. Il primo è dedicato all’assistenza, fornita da esperti di alto livello, che hanno il compito di fornire consigli a investitori, sia privati che pubblici. Il secondo è dedicato alla cooperazione: i soggetti che accedono alla piattaforma potranno condividere tra di loro informazioni e progetti. Il terzo è dedicato alle nuove necessità delle imprese: nel caso in cui siano individuati dei nuovi settori ai quali rivolgersi, l’offerta dell’hub sarà ampliata.

Il ruolo della Bei

A gestire materialmente la piattaforma sarà la Bei. La Banca europea per gli investimenti, nel quadro dell’hub, avrà anche il compito di coordinare un network degli istituti di promozione e delle autorità di gestione che, a livello nazionale, sono state coinvolte nell’implementazione del piano Juncker. Si tratta di soggetti simili alla Cassa depositi e prestiti, alla quale è stato affidato questo compito in Italia. Tutti insieme, i partner dell’hub possono “offrire un modello di assistenza completo”.

La sostanza è che i promotori dei progetti, sia pubblici che privati, potranno ricevere supporto tecnico per aiutare i propri piani a decollare, migliorando i profili di finanziabilità e trovando gli strumenti di assistenza finanziaria necessari. Ci sarà supporto all’organizzazione di progetti e investimenti, assistenza sulle forme di finanziamento, aiuto da parte degli istituti di promozione nazionale.

Spinta sul partenariato pubblico privato

Interessante quello che succederà soprattutto sul lato dei finanziamenti. Le imprese private potranno fare domanda all’hub, inviando i loro piani, e riceveranno assistenza in termini concreti per trovare fonti di supporto finanziario. I soggetti pubblici, invece, potranno chiedere indicazioni su come sviluppare programmi che possano coinvolgere i privati: in questo modo, l’idea è superare le difficoltà che storicamente la Pa incontra nell’avviare operazioni di partenariato pubblico privato.

Per mettere in moto tutte queste opportunità, sul sito dell’European investment advisory hub è disponibile un modulo da inviare allo sportello per ricevere assistenza immediata.

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