Piano Juncker - i dettagli operativi della piattaforma Cdp-Sace

 

La piattaforma avrà un peso di un miliardo di euro e sarà divisa in due tronconi principali. Le indicazioni per le imprese

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Un miliardo di euro per le piccole e medie imprese italiane in due anni: 600 milioni nel capitolo dedicato all’innovazione e altri 400 in quello riservato all’internazionalizzazione. Sono questi gli elementi chiave della piattaforma appena attivata dal Ministero dell’Economia, da Cassa depositi e prestiti, da Sace e Abi nel quadro del piano Juncker.

Dopo l’annuncio del protocollo di intesa siglato subito prima di Natale, iniziano a emergere i dettagli operativi sul funzionamento dello strumento. Che, come spiegano da via XX settembre, non sarà l’ultimo nel suo genere: nei prossimi mesi arriveranno altre iniziative simili.

Controgaranzia doppia

La piattaforma sarà la prima di una serie di strumenti attivati in attuazione del piano Juncker. E vedrà la partecipazione del Fondo europeo per gli investimenti (Fei), di Cassa depositi e prestiti e Sace. Il programma prende il nome di “2i per l’Impresa -Innovazione&Internazionalizzazione”. Lo schema prevede tecnicamente la controgaranzia dei prestiti erogati dalle banche alle imprese italiane per un ammontare complessivo fino a un miliardo di euro nei prossimi due anni.

Il capitolo Innovfin

I tronconi del piano sono due. Il primo fa capo a Innovfin, l’iniziativa lanciata da Bei e Fei nell’ambito di Horizon 2020 per il supporto all’innovazione. Tramite questa parte del plafond, Cdp e Sace supporteranno le aziende fino a 499 dipendenti impegnate in ricerca e sviluppo con un alto tasso di crescita, permettendo l’accesso a condizioni vantaggiose a finanziamenti per complessivi 600 milioni di euro.

Il capitolo Cosme

Il secondo troncone del piano riguarda l’internazionalizzazione e va inquadrato invece nel programma Cosme, dedicato da Bruxelles alle piccole e medie imprese. In questo caso le due società pubbliche agevoleranno l’accesso ad altri 400 milioni di euro di finanziamenti: saranno destinati a sostenere le Pmi nel loro processo di internazionalizzazione e promozione del Made in Italy in tutto il mondo.

Tassi più vantaggiosi

Concretamente, grazie al protocollo le banche potranno erogare crediti a condizioni economiche che rifletteranno i vantaggi derivanti dalla presenza della garanzia Cdp-Sace e dalla controgaranzia del piano Juncker, attraverso il Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi). Questo doppio livello di garanzie si tradurrà in tassi di interesse più bassi per le imprese e nella possibilità di finanziare operazioni altrimenti non sostenibili.

L'impegno dell'Abi

Dal canto suo, con il protocollo di intesa l’Abi si impegna  a diffondere il prodotto ‘’2i per l’impresa – Innovazione&internazionalizzazione’’ presso le proprie associate per favorirne l’utilizzo. Quindi, le imprese dovranno chiedere direttamente alla propria banca di utilizzare il nuovo strumento per i propri progetti di ricerca e investimenti all’estero.

Nuove iniziative in arrivo

E non sarà l’ultima iniziativa di questo tipo. Il Governo nei prossimi mesi aprirà la strada ad altre piattaforme. “Il Ministero dell’Economia - si legge nella nota ufficiale del Mef - si impegna a promuovere l’attivazione di ulteriori piattaforme per le imprese ai sensi del piano Juncker, che coinvolgano la Cdp nel suo ruolo di Istituto nazionale di promozione (Inp) all’interno delle stesso piano”. In questo modo saranno sfruttate le prerogative garantite alla spa del risparmio postale dalla legge di Stabilità 2016.

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