Incentivi rinnovabili - Conferenza unificata, via libera a decreto

 

Luce verde della Conferenza unificata Stato-Regioni al decreto con i nuovi schemi d'incentivo per le rinnovabili diverse dal fotovoltaico

Incentivi rinnovabili - Author: Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio) / photo on flickr

Sono passati 7 mesi da quando il Ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi ha annunciato l'emanazione di un nuovo decreto per incentivare le rinnovabili diverse dal fotovoltaico, valido fino alla fine del 2016.

Dopo una prima bozza, criticata dalle associazioni del settore, il Mise ha messo a punto un secondo testo, inviato per parere ai Ministeri dell’Ambiente e delle Politiche Agricole. Una terza versione è stata a pubblicata a fine settembre sul sito del dicastero e trasmessa all'Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico e alla Conferenza unificata per acquisire i relativi pareri.

Dopo l'Autorità, che si è espressa sul decreto nel mese di ottobre, arriva finalmente il parere favorevole della Conferenza unificata.

“Previsti per il biennio 2015-2016 circa 400 milioni di euro di incentivi all’anno per la produzione di energia rinnovabile nei settori idroelettrico, geotermico, solare termodinamico, eolico e delle biomasse”, dichiara il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo economico Simona Vicari a margine della riunione Stato-Regioni. “Ci metteremo subito al lavoro per disciplinare i meccanismi incentivanti relativi agli investimenti da effettuare dal 2017 in linea con le indicazioni dell'Ue, che prevedono che almeno il 27% della produzione d'energia sia derivante da fonti rinnovabili”, conclude Vicari.

Cosa prevede il decreto

Sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso semplici, che promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità degli oneri di incentivazione nell'ambito degli obiettivi della Strategia energetica nazionale, nonché il graduale adattamento alle linee guida in materia di aiuti di Stato per l’energia e l’ambiente. Questi gli obiettivi del decreto per gli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico.

Nel testo inviato alla Conferenza unificata non sembrano esserci modifiche sostanziali rispetto a quelle introdotte nell'ultima bozza.

Resta il tetto di 5,8 miliardi di euro stabilito nel decreto del 2012, ma vengono aggiornate le modalità di calcolo.

Possono accedere ai meccanismi di incentivazione, previa iscrizione negli appositi registri:

  • gli impianti nuovi, integralmente ricostruiti, riattivati, se la relativa potenza non è superiore alla potenza di soglia;
  • gli impianti ibridi, la cui potenza complessiva non è superiore al valore di soglia della fonte rinnovabile impiegata;
  • gli impianti oggetto di un intervento di rifacimento totale o parziale, nei limiti di contingenti;
  • gli impianti oggetto di un intervento di potenziamento, qualora la differenza tra il valore della potenza dopo l’intervento e quello della potenza prima dell’intervento non sia superiore al valore di soglia vigente per impianti alimentati dalla stessa fonte.

Il decreto fissa inoltre i contingenti di potenza per i registri:

  • Eolico onshore: 60 MW;
  • Idroelettrico: 80 MW;
  • Geotermoelettrico: 30 MW;
  • Biomasse e Biogas: 90 MW;
  • Oceanica (comprese maree e moto ondoso): 6 MW;
  • Solare termodinamico: 10 MW.

per le aste:

  • Eolico onshore: 800 MW (100 in più rispetto al precedente decreto);
  • Eolico offshore: 30 MW (non previsto nel precedente decreto);
  • Geotermoelettrico: 20 MW (non previsto nel precedente decreto);
  • Solare termodinamico: 110 MW.

e per i rifacimenti (gli incentivi ai rifacimenti saranno assegnati con le modalità previste per i registri e non più per le aste, come prevedeva invece il decreto del 2012):

  • Eolico onshore 40 MW;
  • Idroelettrico: 30 MW;
  • Geotermoelettrico: 20 MW.

Il testo indica anche un contingente massimo di 120,5 MW per le centrali a biomasse da riconversione degli ex zuccherifici, riservato a chi abbia ottenuto l’autorizzazione al 5 febbraio 2014. Punto, quest'ultimo, fortemente criticato dall'Autorità per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico, che ne ha proposto la soppressione ritenendo che possa comportare esiti inefficienti nella selezione degli investimenti da ammettere agli incentivi, con conseguente aumento degli oneri complessivi in capo alla collettività e una non efficiente allocazione delle risorse disponibili.

Sono previsti incentivi ulteriori per impianti geotermici che utilizzano tecnologie avanzate

Prevista la pubblicazione di due bandi: le date inizialmente indicate nella prima bozza di decreto - entro il 30 settembre 2015 per l'iscrizione al registro ed entro il 30 ottobre 2016 per le aste – sono state eliminate nella versione più recente. “I bandi sono pubblicati dieci giorni prima dell’inizio del periodo di presentazione delle domande di partecipazione, fissato in 60 giorni”, recita il nuovo testo.

L’accettazione delle richieste di accesso ai meccanismi di incentivazione cessa 30 giorni dopo il raggiungimento del costo indicativo massimo degli incentivi di 5,8 miliardi o, in ogni caso, il 31 dicembre 2016.

Manca solo l'ok di Bruxelles

Ottenuto il parere della Conferenza unificata, per il varo definitivo e la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale manca solo il via libera della Commissione europea.

Photo credit: Sebastiano Pitruzzello (aka gorillaradio) / Foter.com / CC BY-NC-ND

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