PON Imprese e Competitivita' 2014-2020 - intervista all'AdG Giuseppe Bronzino, pronti a sinergie con fondi Horizon 2020

 

2,4 miliardi di euro per fabbisogni PMI e infrastrutture nel Mezzogiorno

Industria

Nell'ambito del PON Imprese e Competitività 2014-2020, il Comitato di sorveglianza ha previsto criteri di valutazione allineati a quelli di Horizon 2020 e una premialità specifica per i progetti che hanno ottenuto il certificato di eccellenza da parte della Commissione europea. Lo annuncia Giuseppe Bronzino (Direzione generale Incentivi alle imprese del MISE), Autorità di gestione del PON I&C.

Il Programma operativo nazionale Imprese e Competitività 2014-2020, già approvato dalla Commissione europea il 23 giugno 2015, premette Bronzino, “interviene con una dotazione complessiva di oltre 2,4 miliardi di euro con l’obiettivo di invertire il processo di indebolimento industriale accentuato dalla crisi degli ultimi anni e riavviare una dinamica di convergenza Mezzogiorno Centro-Nord in una visione prospettica di lungo periodo, rappresentando di fatto un aspetto essenziale della politica industriale italiana”.

L'ambito di applicazione del Programma comprende infatti le Regioni Convergenza (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e in quelle in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), mentre gli Obiettivi tematici cui fanno riferimento gli interventi sono:

  • OT 1, rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione,
  • OT 2, migliorare l’accesso e l’utilizzo del ICT, nonché l'impiego e la qualità delle medesime
  • OT 3, promuovere la competitività delle piccole e medie imprese,
  • OT 4, sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Questi obiettivi si traducono in altrettanti Assi di intervento, che sono:

  • Asse I (OT 1) - Innovazione;
  • Asse II (OT 2) - Banda ultralarga e crescita digitale;
  • Asse III (OT 3) - Competitività PMI;
  • Asse IV (OT 4) - Efficienza energetica.

cui si aggiunge il quinto dedicato all'Assistenza tecnica.

A caratterizzare il PON I&C, in linea con le priorità della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, prosegue Bronzino, è la capacità di agire su un doppio binario, attraverso la “combinazione programmatica di interventi sui fabbisogni delle imprese e sulle precondizioni infrastrutturali per migliorarne il posizionamento, integrando diversi strumenti ad alta efficacia, sia agevolativi che infrastrutturali”.

“In questa ottica di valorizzazione delle capacità del tessuto produttivo del Mezzogiorno e amplificazione del potenziale infrastrutturale necessario al consolidamento e sviluppo del settore manifatturiero - aggiunge Bronzino - nel mese di ottobre 2015 è stata formalizzata la proposta di riprogrammazione conseguente all’adesione italiana alla cosiddetta Iniziativa PMI, a cui sono stati assegnati circa 100 milioni di euro stornati dalle risorse del PON I&C, puntando in questo modo al rafforzamento del tessuto imprenditoriale italiano delle Pmi che hanno tra gli obiettivi quello di consolidarsi sul mercato interno ma anche di crescere all’estero”.

Tra gli aspetti innovativi del PON rientra anche il perseguimento di sinergie tra i fondi Ue a gestione diretta e quelli a gestione indiretta, fortemente sostenuto dalla Commissione europea, che nel corso dell'ultima edizione degli Open days, a Bruxelles, ha lanciato l'iniziativa 'Seal of Excellence', un sigillo di eccellenza che aiuterà le autorità nazionali a individuare i progetti più meritevoli rimasti fuori dai finanziamenti della Commissione, a cominciare, per la fase pilota, dallo Strumento PMI.

Il PON I&C prevede la possibilità di finanziare progetti di qualità che solo per mancanza di budget non sono stati oggetto di finanziamento da parte della Commissione. Nell'ambito di Horizon 2020, l'Esecutivo Ue ha presentato da poco l'iniziativa 'Seal of Excellence' (SOE). Come pensate di sfruttare questa opportunità?

Il finanziamento dei progetti valutati come “eccellenti” nell’ambito delle call di Horizon 2020, ma non finanziati per mancanza di budget, rappresenta realmente una opportunità da valutare con attenzione.

Per valorizzare strutturalmente questa possibilità nell’ambito del PON I&C e creare le pre-condizioni per la implementazione dell’iniziativa SOE, nel corso della prima riunione del Comitato di sorveglianza del programma tenutasi il 27 ottobre abbiamo proposto, in qualità di Autorità di gestione, una griglia di criteri di valutazione articolati secondo categorie direttamente riconducibili a quelle previste in Horizon 2020 (ad es. caratteristiche del soggetto proponente, qualità progettuale, impatto).

È stata inoltre prevista la reale possibilità di finanziare progetti SOE con la definizione di un criterio di premialità relativo a quei progetti che hanno ottenuto il certificato di eccellenza da parte della Commissione.

Nel testo del PON si parla anche della possibilità di finanziare, nell’ambito del Programma, progetti consecutivi o progetti paralleli che si completano a vicenda rispetto a quelli finanziati a livello dell'Unione attraverso strumenti a gestione diretta, come Horizon 2020. Come pensate di sviluppare queste sinergie tra i fondi europei? I criteri di valutazione dei progetti, ad esempio, saranno uniformati a quelli previsti dalla Commissione in H2020?

Per quanto riguarda la possibilità di finanziare progetti consecutivi, il Ministero dello Sviluppo economico assume come criterio guida di intervento e selezione delle iniziative progettuali proprio la vicinanza al mercato dei processi di innovazione, ricompresa nelle fasi da 5 a 9 del modello Technology readiness level (TRL) dell’OCSE, con preferenza verso quelle iniziative in grado di assicurare ricadute industriali e di mercato nel breve/medio periodo.

Quindi il PON I&C offre ai potenziali beneficiari una chance di finanziamento in più rispetto a Horizon 2020, supportando le imprese beneficiarie fino alla fase di industrializzazione (fase 9 del TRL). In sostanza, un progetto finanziato su Horizon 2020 fino alla fase di sviluppo sperimentale (fase 8 del TRL), a condizione che sia localizzato nel Mezzogiorno e coerente con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente, potrebbe trovare ulteriore copertura finanziaria sul PON I&C per quanto riguarda la fase di industrializzazione dei risultati della ricerca.

Inoltre, da un punto di vista gestionale in qualità di Autorità di gestione del PON IC pensiamo di attuare un monitoraggio costante di quanto avviene sui bandi Horizon 2020 o anche su altri programmi, per esempio Cosme, ed eventualmente allineare tempistica, scadenze, contenuti specifici dei bandi, procedure. A tale riguardo, come già detto, nei criteri di valutazione del programma si è tentato di fare una prima opera di allineamento tra interventi FESR e interventi Horizon 2020.

Infine, da un punto di vista attuativo, per quanto riguarda la possibilità di finanziare progetti paralleli, questa discende ovviamente dall’allineamento delle tempistiche di attuazione, sempre però tenendo in considerazione le regole di ammissibilità del programma, prima fra tutte la localizzazione dei progetti nelle otto regioni del Mezzogiorno.

Tra gli obiettivi del PON rientra anche il coordinamento degli interventi del Programma con gli obiettivi della Strategia per la macroregione adriatico-ionica. Quali sono le priorità e i settori su cui intendete concentrarvi per stimolare la cooperazione interregionale e transnazionale nei territori coinvolti da Eusair?

Il Programma si inserisce in un più ampio quadro strategico nazionale che implica il coordinamento tra diversi livelli di governo (Ue/Stato/Regioni) e tra diverse strategie/programmi (Bandi europei, PO nazionali, PO regionali, strategie macro regionali).

Da questo punto di vista, riteniamo che il PON I&C abbia chiaramente delimitato i rispettivi campi di intervento nelle diverse tematiche su cui esso opera (politica industriale, banda ultra larga, infrastrutture energetiche), al fine di evitare duplicazioni e/o sovrapposizioni e massimizzare le possibili sinergie, individuando possibili i settori di cooperazione interregionale:

  • sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie/prodotti e servizi;
  • modernizzazione del sistema della logistica merci in supporto alla competitività delle PMI;
  • creazione di occasioni di incontro tra imprenditori italiani ed esteri finalizzati ad attrarre investimenti e a promuovere accordi commerciali;
  • supporto a soluzioni ICT nei processi produttivi delle PMI.

In tutti questi ambiti di intervento, costruire reti parteniariali che funzionano, rafforzando il rispetto dei principi di integrazione e complementarietà con il Partenariato istituzionale ed economico-sociale, e con le altre istituzioni anche transnazionali, rimane una premessa irrinunciabile al successo del Programma.

Sulla base degli insegnamenti tratti dalla precedente programmazione, il PON si propone una maggiore attenzione alla sostenibilità finanziaria dei progetti agevolati e al rispetto dei tempi di attuazione degli investimenti. Quali sono gli strumenti previsti per conseguire questi obiettivi? In che modo il Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) potrà contribuire a un'efficace attuazione del Programma?

In effetti i rapporti di valutazione del periodo di programmazione 2007-2013, relativi al funzionamento, all’efficacia e agli effetti di addizionalità degli strumenti agevolativi, hanno fornito spunti interessanti per la impostazione della nuova programmazione, in particolare per quanto attiene alla definizione di un set di strumenti in grado di muoversi sia nel breve termine che nel medio lungo periodo, in modo differenziato in funzione delle imprese target e degli obiettivi perseguiti.

Per questo abbiamo intrapreso con il PON IC un percorso di razionalizzazione e rimodulazione che assicuri la disponibilità di strumenti di incentivazione a operatività e impatto immediati, con procedure di attuazione semplificate (anche per tipologie di interventi a maggiore complessità progettuale) e con tempi certi per la fase istruttoria e di erogazione, attraverso la riduzione degli adempimenti amministrativi a carico dei beneficiari (per es. adeguamento delle disposizioni dei bandi alle nuove norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive) e l’utilizzo di pratiche amministrative standardizzate.

In questa ottica, il Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA) collegato al PON IC rappresenta un importante strumento di indirizzo e autocontrollo dell’azione amministrativa, prevedendo tra le diverse azioni di semplificazione procedurale tra cui:

  • l’eliminazione di passaggi ridondanti e duplicazioni (per es. valutazioni a più stadi);
  • la previsione di limitazioni alla possibilità di richiedere documentazione integrativa da parte del soggetto responsabile dell’istruttoria;
  • l’informatizzazione e standardizzazione della procedura di decretazione;
  • una maggiore flessibilità della procedura di erogazione (ad es. senza predeterminazione di valori fissi per la presentazione, da parte del soggetto beneficiario, della richiesta di pagamento);
  • la previsione di specifici strumenti di anticipazione alternativi rispetto alla presentazione tradizionale delle garanzie fideiussorie;
  • la previsione di modalità di rendicontazione alternative rispetto a quella tradizionale, per esempio attraverso l’utilizzo di conti dedicati all’attuazione dei progetti agevolati, su cui transitano le quote di agevolazione erogate dal Ministero da corrispondere ai fornitori delle imprese beneficiarie a fronte di titoli di spesa non ancora pagati da parte delle imprese beneficiarie.

Ci sembra dunque di essere sulla strada giusta per fare le “cose che servono” alle imprese del Mezzogiorno per tornare ad essere competitive, valorizzandone le potenzialità imprenditoriali rimaste finora inespresse.

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Fondi Ue 2014-2020 - CIPE, i criteri del cofinanziamento nazionale

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Author: Repsol / photo on flickr

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