Piano Juncker - Legge di Stabilita' sblocca i fondi CDP

 

© European Union, 2015

Dal primo gennaio prossimo la Spa del risparmio postale metterà a disposizione 8 miliardi di euro

La legge di Stabilità sblocca la partecipazione di Cassa depositi e prestiti al piano Juncker. Continuano ad emergere dettagli sulla manovra approvata giovedì dal Consiglio dei Ministri. Tra questi, c’è una norma, attesa da tempo, in base alla quale la CDP sarà autorizzata a contribuire con le sue risorse al plafond dell’Efsi: saranno così messi sul piatto circa 8 miliardi di euro. La Spa del risparmio postale, nella pratica, attiverà dei fondi, in raccordo con la BEI, per la concessione di prestiti. Saranno dedicati alle infrastrutture e alle piccole e medie imprese. Ma non solo: grazie a un’altra novità, potrà anche gestire fondi di rotazione costituiti con risorse provenienti dalla programmazione 2014-2020.

La modifica della manovra

Il ruolo attivo della Cassa depositi e prestiti nella composizione del piano Juncker non è una novità. Perché andasse pienamente a regime, però, era necessaria una modifica normativa. Il Ddl Stabilità 2016, varato dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana, ha completato il puzzle. La Spa guidata dal Claudio Costamagna, a partire dal prossimo primo gennaio, potrà mettere le sue risorse a integrare le garanzie del fondo Efsi.

Le risorse mobilitate

Il disegno di legge, in base alla bozza uscita dal Consiglio dei Ministri, stabilisce che “Cassa depositi e prestiti Spa è abilitata a svolgere le attività degli istituti nazionali di promozione di cui al piano Juncker”. Tramite le risorse di CDP, per la precisione, saranno impegnati otto miliardi di euro. Andranno a integrare la dotazione di 21 miliardi messa sul piatto dalla Commissione europea lo scorso 22 luglio. Considerando lo storico del finanziamenti BEI degli ultimi anni, questo denaro dovrebbe garantire risorse per circa 35 miliardi in investimenti all’Italia nel giro di tre anni, mettendo in conto anche il capitale che sarà messo a integrazione dai privati.

Due linee di finanziamento

Concretamente, le risorse di CDPsaranno sfruttate grazie a due nuove linee di finanziamento, costituite in coordinamento con la Banca europea per gli investimenti e dedicate alle piccole e medie imprese e alle infrastrutture. Serviranno a finanziare operazioni con partecipazione privata, che sono le uniche ammesse dalle regole dell’Efsi.

Il perimetro del piano Juncker

Alla luce di queste novità, allora, il perimetro del piano Juncker in Italia comincia a delinearsi. Il denaro sarà utilizzato per piccole operazioni delle Pmi, per le infrastrutture inserite nel piano nazionale per la banda ultralarga, per le opere pubbliche in partenariato pubblico privato (soprattutto dei Comuni), per le autostrade in project financing. E, in questo caso, potrebbero essere sostenute infrastrutture come la Pedemontana veneta, la Tem, la terza corsia della A4 Mestre-Trieste. Tutte operazioni che hanno problemi di sostenibilità da diversi anni.

Altri poteri a CDP

In questa chiave, Cassa depositi e prestiti incassa un altro potere molto importante, sempre tramite la legge di Stabilità. Potrà gestire “compiti di esecuzione degli strumenti finanziari destinatari dei fondi strutturali e di investimento europei”. In sostanza, potrà farsi promotrice di fondi di rotazione che, nell’ambito della nuova programmazione, dovranno fare da moltiplicatori delle risorse di Bruxelles

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