Riforma PA - con approvazione in Senato ddl e' legge

 

Stretta su dirigenti e dipendenti, burocrazia semplificata, nuove regole per concorsi e digitalizzazione dei servizi tra i punti principali del testo.

Spending cut - photocredit Images MoneyIl ddl n. 1577, che dà la delega al Governo per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, è stato approvato dall'Aula di Palazzo Madama con 145 voti a favore, 97 voti contrari e nessuna astensione.

Dopo quasi un anno di iter parlamentare, il ddl di riforma della pubblica amministrazione arriva al rush finale. Ottenuta la luce verde del Senato, ora manca solo la firma del presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Di seguito, i principali provvedimenti contenuti nel testo.

Dirigenti e dipendenti: licenziamenti più rapidi e organizzazione più semplice

Il ddl rende più semplice l'iter di licenziamento dei dirigenti della PA. In caso di valutazione negativa delle performance, il dirigente potrà essere licenziato. Il manager potrà comunque chiedere un declassamento di mansione al ruolo di funzionario per evitare di essere mandato via. Eliminate le due fasce di dirigenza, d'ora in poi vi sarà un solo ruolo, seppure diviso su tre livelli: statale, regionale e locale. Infine, gli incarichi non saranno più a vita ed è prevista la revoca in caso di condanna della Corte dei Conti.

Giro di vite anche per i dipendenti. In caso di avvio di un'azione disciplinare, la pratica dovrà essere portata a termine, senza escludere il licenziamento. Non è più prevista la possibilità che l'iter disciplinare si concluda con un nulla di fatto. Al Governo spetterà il compito di introdurre norme per la responsabilità dei dipendenti al fine di accelerare e rendere più efficace l'esercizio dell'azione disciplinare.

Burocrazia: taglio di pratiche e tempi

Sarà poi semplificata la burocrazia in caso di rilevanti insediamenti produttivi e di grandi opere. Obiettivo è il dimezzamento dei tempi per le operazioni. E' prevista la possibilità di attribuire poteri sostituitivi al premier.

Ridotti all'osso anche i tempi per emanare provvedimenti normativi e amministrativi, quali assensi, concerti o nulla osta tra un ente e l’altro. Ogni comunicazione dovrà avvenire entro 30 giorni, che diventano 90 se si tratta di ambiente, cultura e sanità. In caso di contese tra amministrazioni centrali sarà il premier a decidere, dopo un passaggio in Cdm. E' fissato anche un tetto per ottenere il sì: massimo 30 giorni, che diventano 90 in materia di ambiente, cultura e sanità. Stessa linea anche oer le misure volte a sbloccare la conferenza dei servizi.

Addio ai rinvii dei provvedimenti attuativi. La delega spetta, anche in questo caso, al Governo, che dovrà legiferare sugli ultimi tre anni. Saranno poi precisate le funzioni di palazzo Chigi per il mantenimento dell'unità di indirizzo. Delega al Governo anche per la definizione delle competenze in materia di vigilanza sulle agenzie fiscali.

Concorsi pubblici: niente voto minimo, obbligo d'inglese, agenzia unica

Il testo prevede modifiche per la partecipazione ai concorsi pubblici. Eliminato il requisito del voto minimo di laurea per l'accesso alle selezioni, al fine di privilegiare la performance in sede di concorso. Obbligatorio, invece, il test d'inglese. Si prevede, inoltre, la creazione di un'agenzia unica per la gestione delle prove concorsuali. 

Bollette e multe: si pagano con sms

In caso di piccole somme, i pagamenti alla pubblica amministrazione, quali bollette e multe, potranno essere effettuati anche utilizzando il credito telefonico, sia con scheda ricaricabile che con abbonamento. Il provvedimento permette quindi di fare il versamento del denaro con un semplice sms.

Digitale: arriva la Carta della cittadinanza 

Istituita la Carta della cittadinanza digitale e un dirigente ad hoc. Il Governo riceve la delega per stabilire il livello minimo di qualità dei servizi online. I cittadini avranno infine accesso libero, anche via web, a documenti e dati della PA.

Emergenze: un unico numero

Scompaiono 115, 118 e 113. Per chiedere aiuto in qualsiasi tipo di emergenza, il cittadino dovrà chiamare il 112. Si pensa alla creazione di poli operativi a livello regionale che, una volta ricevuta la richiesta di aiuto, siano in grado di smistarla al servizio di competenza.

Auto: un solo libretto

Il ddl per la riforma della PA prevede poi il trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), gestito dall'Aci (Automobile Club d'Italia), al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a cui fa capo la Motorizzazione. L'obiettivo è quello di avere una banca dati unica, sia per la circolazione che per la proprietà, e – per il cittadino – un solo libretto per l'auto.

Malattia: controlli all'Inps

Il controllo sui giorni di malattia presi dai dipendenti pubblici passa dalle Asl all'Inps. Obiettivo del provvedimento è scongiurare i "finti malati". Sono poi previsti interventi per mettere un freno al precariato e per favorire la staffetta generazionale a costo zero. Nasce, infine, la Consulta per l'integrazione dei lavoratori disabili.

Altri provvedimenti: riordino delle forze armate, pensionati in PA, riduzione di partecipate, camere di commercio e uffici doppioni

Il testo licenziato dal Senato prevede poi un riordino generale di tutte le forze armate e l'assorbimento della Forestale in un'altra forza - probabilmente i Carabinieri - al fine di ridurre da 5 a 4 i corpi. 
Salta, per il conferimento a pensionati di incarichi pubblici diversi da quelli direttivi o dirigenziali, il tetto di un anno come durata massima. Gli incarichi saranno in ogni caso gratuiti.
Saranno poi ridotte le partecipate (con una stretta sui bilanci in rosso consentiti) così come le camere di commercio. Tagli anchi per le prefetture, via uffici doppioni tra ministeri e Authority. 

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