Accettare pagamenti on-line su Internet

 

Le transazioni commerciali su Internet assumono sempre più importanza nella gestione e nello sviluppo delle imprese. La sicurezza e la conseguente diffidenza degli utenti costituisce spesso un freno all'effettuazione di acquisti on-line, ma è ormai diventato inevitabile intraprendere questo percorso per non lasciare quote di mercato ai concorrenti che hanno già implementato un servizio di e-commerce.

I principali sistemi che consentono di accettare pagamenti on-line, selezionati sopratutto in termini di convenienza dei costi e semplicità di integrazione nel sito web di un'azienda, sono:

PayPal
E' probabilmente il sistema più diffuso e conosciuto perchè utilizzato sia da venditori che da acquirenti su eBay e oltre ad accettare pagamenti con carte di credito on-line in tutto il mondo fornisce, tra gli altri, servizi di fatturazione e di pagamento via e-mail.
Dopo che si è effettuata la registrazione (gratuita) a PayPal, si può iniziare subito ad accettare pagamenti con carta di credito.
I vantaggi principali di PayPal sono:
- semplicità e velocità di implementazione nel sito web,
- convenienza delle tariffe, variabili secondo il profilo che si sceglie ed il volume d'affari, dal 1,9% - 3,4% + 0,35euro per transazione.
Non sono previste tariffe di configurazione, costi mensili, né spese associate all'uso del gateway.
Contro, il sistema invita gli utenti a diventare dei clienti PayPal.
Per la registrazione o per maggiori informazioni: link (sponsorizzato).

Google Checkout
In Italia non è ancora disponbile ma si tratta di un servizio molto simile a PayPal effettuato dalla società che gestisce il famoso motore di ricerca. Le tariffe sono molto convenienti specie se si è già clienti di Google AdWords , un sistema per la pubblicità on-line attraverso la pubblicazione di annunci mirati.
Il costo negli Stati Uniti ammonta attualmente al 2% + 0,20$ per transazione; dovrebbe essere disponibile a breve anche in Italia.
Per maggiori informazioni: link .

GestPay
E' la piattaforma per il commercio elettronico di Banca Sella, istituto bancario italiano che può vantare un'ottima presenza sul mercato nazionale e tariffe interessanti anche per piccole aziende: costo di attivazione di 103euro, canone mensile a partire da 7,75euro e una percentuale del 4% sul valore di ciascuna transazione. Tale percentuale si riduce al 3% qualora si passi al servizio "Verified by VISA", che ha però un costo di attivazione più elevato. Un servizio importante fornito da Banca Sella è la possibilità di pagare a rate gli acquisti effettuati on-line.
Tutti i dettagli sulle condizioni offerte dalla piattaforma GestPay: link

WorldPay
In Europa ha tariffe abbastanza convenienti la piattaforma di e-commerce che fa capo al gruppo The Royal Bank of Scotland:
- attivazione: 145 euro
- canone annuale: 250euro
- percentuali applicate sulle transazioni: dal 3,75% - 4,5%
Per maggiori informazioni: link.

PayLane
Società irlandese che ha una piattaforma e-commerce con costi di attivazione e canoni annui nulli se il volume mensile delle transazioni è superiore ai 10.000euro. Le tariffe variano sempre in base al volume d'affari dal 2,9% + 0,25euro al 4,9% + 0,37euro per ogni operazione fatta con carte di credito Visa e Mastercard.
Per maggiori informazioni: link.

La normativa
L' e-commerce è un attività complessa dal punto di vista delle norme che le regolamentano e nella sua implementazione si deve tenere presente almeno quanto segue:
- gli articoli del Codice Civile in materia di conclusione del contratto (1322 e ss.) e di condizioni generali di contratto (1341 e 1342),
- Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206: Codice del consumo,
- Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114: Riforma della disciplina relativa al settore del commercio,
- Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, Circolare 1 giugno 2000, n. 3487/c: Disciplina della vendita di beni tramite mezzo elettronico,
- Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70: Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione nel mercato interno, con
particolare riferimento al commercio elettronico,
- Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82: Codice dell'amministrazione digitale
- Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 - Codice in materia di protezione dei dati personali
- Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, Risoluzione 15 novembre 2004, n. 133/E: Trattamento fiscale ai fini IVA delle transazioni, nazionali ed internazionali, effettuate a mezzo internet,
- Agenzia delle Entrate - Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, Risoluzione 16 maggio 2006, n. 60/E: Indicazione numero partita IVA nel sito web.

In sintesi, nel sito dovranno essere opportunamente evidenziati tutti i diritti del cliente (garanzie, recesso, privacy) sui prodotti e/o servizi che vengono commercializzati sul sito stesso e dovrà essere prestata particolare attenzione a tutte le implicazioni fiscali delle transazioni che vengono effettuate, in relazione
  • alla tipologia della transazione stessa e
  • alla localizzazione geografica del cliente, specie per quanto riguarda l'applicazione dell'IVA e di eventuali altri oneri (trasporto, assicurazioni, tasse doganali).
Generalmente si distinguono due diverse tipologie di commercio elettronico:
  • e-commerce indiretto, dove il contratto è stipulato per via elettronica, mentre l’esecuzione dello stesso avviene per via tradizionale (ad es., ordinazione on-line di un libro successivamente spedito per posta);
  • e-commerce diretto, dove tutte le fasi del contratto - preliminari, conclusione, esecuzione, pagamento - avvengono on-line (ad es., scaricare direttamente sul proprio PC il software acquistato).
Nel primo caso si verifica una cessione di beni materiali, mentre nel secondo una cessione di "beni virtuali": la certificazione di corrispettivi nelle vendite via Internet, varia a seconda si verifichi l’una o l’altra delle ipotesi.

Per la cessione di beni materiali, la vendita su Internet è, infatti, assimilata alla vendita per corrispondenza, esente dall’obbligo di fatturazione. Il Web risulta essere soltanto un mezzo per inoltrare l’ordine, dal momento che il bene commissionato verrà poi consegnato per vie tradizionali.
L’unico obbligo per l’esercente che opera in Rete è quello di annotare sui suoi registri il corrispettivo percepito.

Le transazioni di beni virtuali vengono equiparate alle prestazioni di servizio che non ammettono, ai fini della certificazione dei corrispettivi, alcuna deroga. Avvenendo il pagamento contestualmente alla prestazione (ad es., lo scarico di un software) l’esercente può emettere fattura per via telematica. Ciò significa fatturare ogni singola transazione con riferimento al momento del pagamento da parte del cliente.

Da ultimo si ricorda che c'è l'obbligo di esporre sulla homepage il numero di partita IVA della società proprietaria del sito di e-commerce (vale anche per i soggetti con partita IVA che non svolgono attività commerciali).
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