Ok della Conferenza Stato-Regioni al riparto degli 8 miliardi del PNRR per la salute

 

Photocredit: SAMUEL GABRIEL en Pixabay Dopo l’ok della Conferenza Stato-Regioni al decreto che ripartisce gli 8 miliardi del PNRR per la sanità, la palla passa alle Regioni, chiamate ad inviare i Piani operativi entro fine febbraio. Grazie ai fondi saranno rinnovati macchinari, costruiti ospedali e aumentati i servizi di prossimità.

Come saranno spesi i fondi del Recovery plan per la sanità?

Si avvia così anche la macchina per l’attuazione degli interventi nel settore sanità previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Fondo Complementare al PNRR. Con il decreto infatti sono ripartiti ben 8 degli oltre 20 miliardi stanziati nei due Piani, di cui 6,59 miliardi provenienti dalla missione n. 6 del PNRR e i restanti 1,45 miliardi dal Fondone.

Complessivamente al Sud arriverà il 41% del totale, nel rispetto del vincolo di territorializzazione degli interventi a vantaggio del Mezzogiorno.

Come in altri casi, anche in questo si tratta di un riparto programmatico che dovrà poi essere confermato alla luce dei Piani concreti presentati dalle Regioni. L’assegnazione definitiva delle risorse, infatti, è subordinata alla sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo che dovrà comprendere i Piani operativi regionali e gli Action Plan di ciascuna linea di intervento.

In tale contesto il decreto prevede due deadline: la prima è quella del 28 febbraio 2022, data entro la quale le Regioni dovranno inviare i Piani operativi e gli Action Plan.

La seconda, invece, è quella del 31 maggio 2022, che segna il termine per la sottoscrizione del Contratto istituzionale di sviluppo, pena l’improcedibilità all'assegnazione definitiva delle risorse alla regioni ritardatarie.

Il primo decreto di riparto dei fondi PNRR per la salute

Gli 8 miliardi stanziati nel primo decreto saranno utilizzati nel modo seguente:

  • 2 miliardi vanno per la realizzazione delle Case della Comunità e per la presa in carico della persona (Investimento 1.1 della M6C1);
  • 204,5 milioni saranno usati per interventi di assistenza domiciliare (investimento 1.2.1 della M6C1 “Casa come primo luogo di cura e Telemedicina – sub investimenti COT, Interconnessione Aziendale, Device”);
  • 1 miliardo per il rafforzamento dell'assistenza sanitaria intermedia, tramite gli Ospedali di Comunità (Investimento 1.3 della M6C1);
  • 2,6 miliardi per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero, incluso il rinnovo delle grandi apparecchiature (Investimento 1.1 della M6C2);
  • 638 milioni di euro per interventi di adeguamento antisismico negli ospedali (Investimento 1.2 della M6C2);
  • 30,3 milioni per il rafforzamento della collezione, elaborazione e produzione di dati a livello locale (Investimento 1.3.2 della M6C2);
  • 80 milioni di euro per la formazione del personale del sistema sanitario in materia di infezioni ospedaliere (Investimento 2.2 b della M6C2).

A questi si aggiunge il progetto “Verso un ospedale sicuro e sostenibile” del Fondo Complementare, del valore di 1 miliardo e 450 milioni di euro che saranno ripartiti al momento del perfezionamento degli Action Plan, tenuto conto della ricognizione in corso da parte del Ministero della salute.

“Proseguiamo il percorso della massima collaborazione istituzionale per l’attuazione del Recovery plan del nostro Paese”, ha spiegato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga subito dopo il via libera del 12 gennaio, aggiungendo però che “occorre puntare di più sul rapporto fra le Regioni ed il Governo, in un’ottica di leale collaborazione istituzionale che miri al rilancio del nostro Paese, razionalizzando le procedure e coinvolgendo di più i territori”.

Photocredit: SAMUEL GABRIEL en Pixabay 

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