Manovra 2022: stanziati 300 milioni per la rigenerazione urbana

 

Photocredit: Valter Cirillo da Pixabay Anche la nuova legge di Bilancio va ad occuparsi della rigenerazione urbana, prevedendo un bando a cura del Viminale. Le risorse sono destinate, però, solo ai piccoli Comuni con meno di 15mila abitanti e a quelli “grandi” che non hanno beneficiato di precedenti tornate di fondi.

Cosa prevede la Manovra 2022?

L’articolo 168 della legge di Bilancio 2022, infatti, stanzia 300 milioni di euro per finanziare progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.

Due le tipologie di Comuni che possono beneficiare dei contributi. Da un lato ci sono infatti i “piccoli” Comuni con popolazione inferiore a 15mila abitanti che, in forma associata, presentano una popolazione superiore a 15mila abitanti, nel limite massimo di 5 milioni di euro.

Dall’altra ci sono invece quelli che il dossier del Centro studi della Camera definisce “grandi” Comuni, non beneficiari delle risorse attribuite con il decreto di assegnazione delle risorse previste dai commi 42-43 dell'art. 1 Legge di Bilancio 2020. 

I progetti di rigenerazione urbana nel Recovery plan

La presentazione delle domande di contributo per la rigenerazione urbana della Manovra 2022

La misura prevede una ripartizione delle risorse disponibili, a valle della presentazione dei progetti di rigenerazione urbana al ministero degli Interni entro il 31 marzo 2022.

Tre le tipologie di opere che potranno essere finanziate: 

  • La manutenzione per il riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, compresa anche la demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree; 
  • Il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle  attività culturali e sportive; 
  • La mobilità sostenibile.

Tra i 15 e i 20 mesi di tempo per assegnare i lavori

Abbastanza serrati i tempi per l’avvio dei cantieri. Una volta pubblicata la graduatoria da parte del Viminale, infatti, i Comuni beneficiari avranno tra i 15 mesi (per le opere di costo inferiore a 2,5 milioni) ed i 20 mesi (per le opere di costo superiore a 2,5 milioni di euro) di tempo per affidare i lavori.

Qualora i termini di affidamento non siano rispettati, il contributo sarà revocato con decreto del Ministero dell'Interno.

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Photocredit: Valter Cirillo da Pixabay 

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