State of the Union: l'Europa punta sui semiconduttori per la transizione digitale

 

Soteu 2021 semiconduttoriL’obiettivo è rafforzare la sovranità tecnologica dell’UE, ha spiegato la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, durante il discorso sullo Stato dell’Unione, annunciando una nuova legge europea sui semiconduttori.

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L’European Chips Act, che verrà presentato dalla Commissione UE nei prossimi mesi, metterà le basi per sviluppare tecnologie innovative in Europa, assicurando l'approvvigionamento e la crescita di nuovi mercati.

Digital transition: perché i semiconduttori sono importanti?

“Non esiste digitale senza chip”, ha ribadito la von der Leyen, ricordando come la transizione digitale sia decisiva per affrontare la crisi-Covid, dall’emergenza sanitaria alla ripresa economica.

Non a caso il target di spesa di Next Generation EU per il digitale - fissato al 20% - sarà superato, allo scopo di intensificare gli investimenti a sostegno della sovranità tecnologica europea.

In termini strategici, la priorità di investimento è rappresentata dai semiconduttori, la cui domanda è esplosa a livello mondiale, mentre in Europa “l'intera catena del valore, dalla progettazione alla capacità di produzione, si è assottigliata”, accrescendo così la dipendenza dai “chip di ultima generazione fabbricati in Asia”.

Semiconduttori

Per invertire rotta la Commissione UE intende presentare una nuova legge europea sui semiconduttori, ha annunciato la von der Leyen, con l’obiettivo di rafforzare la competitività delle imprese europee e la sovranità tecnologica dell’Unione.

In questo contesto, sarà fondamentale mettere a comun denominatore le diverse capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione, ma anche “coordinare gli investimenti dell'UE e nazionali lungo la catena del valore”.

“Lo scopo è creare insieme un ecosistema europeo dei chip che sia all'avanguardia, inclusa la produzione. Così ci garantiremo la sicurezza dell'approvvigionamento e svilupperemo nuovi mercati per una tecnologia europea innovativa”.

In questa direzione già si muove l'Industrial Alliance for Processors and Semiconductor technologies, lanciata a luglio dalla Commissione europea.

La roadmap del Digital Decade

Il discorso sullo Stato dell’Unione è stata anche l’occasione per presentare il percorso per il decennio digitale, un piano concreto per realizzare la trasformazione digitale della società e dell'economia dell'UE entro il 2030.

Lo scopo è delineare un quadro di governance basato su un meccanismo di cooperazione annuale con gli Stati membri e volto a conseguire gli obiettivi del decennio digitale per il 2030 a livello dell'Unione nei settori delle competenze digitali, delle infrastrutture digitali e della digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici.

Nel dettaglio, la Commissione UE ha proposto di avviare un meccanismo di cooperazione annuale con gli Stati membri che consiste in:

  • un sistema di monitoraggio strutturato, trasparente e condiviso basato sull'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI) per misurare i progressi compiuti verso ciascuno degli obiettivi per il 2030; il sistema comprenderà una serie di indicatori chiave di prestazione;
  • una relazione annuale sullo "stato del decennio digitale", in cui la Commissione valuterà i progressi compiuti e raccomanderà eventuali azioni;
  • tabelle di marcia strategiche pluriennali per il decennio digitale per ciascuno Stato membro, in cui gli Stati membri delineeranno le politiche e le misure adottate o previste a sostegno degli obiettivi per il 2030;
  • un quadro strutturato annuale per discutere e affrontare l'aspetto dei settori in cui i progressi sono insufficienti, con raccomandazioni e impegni congiunti tra la Commissione e gli Stati membri;
  • un meccanismo per sostenere l'attuazione dei progetti multinazionali, ossia progetti su vasta scala che dovrebbero contribuire al raggiungimento degli obiettivi della trasformazione digitale dell'Europa entro il 2030.

Questi ultimi sono progetti che consentiranno agli Stati membri di collaborare e mettere in comune le risorse per sviluppare capacità digitali in settori fondamentali per rafforzare la sovranità digitale dell'Europa.

La Commissione UE ha già individuato un primo elenco di progetti multinazionali, articolato in diversi settori di investimento: infrastrutture di dati, processori a basso consumo, comunicazione 5G, calcolo ad alte prestazioni, comunicazione quantistica sicura, pubblica amministrazione, blockchain, poli di innovazione digitale e investimenti nelle competenze digitali delle persone.

Progetti multinazionali - settori

Per i progetti multinazionali dovrebbero essere messi in comune gli investimenti provenienti da risorse dell'UE, come lo strumento per la ripresa e la resilienza, e dagli Stati membri. Se necessario, altri soggetti pubblici e privati potranno investire nei progetti.

La Commissione, in qualità di "acceleratrice" dei progetti multinazionali, aiuterà gli Stati membri ad individuare i loro interessi nei progetti multinazionali, fornirà orientamenti sui meccanismi di attuazione e offrirà assistenza nell'attuazione, al fine di garantire un'ampia partecipazione e una buona realizzazione.

È prevista una nuova struttura giuridica – il consorzio per l'infrastruttura digitale europea (EDIC) – che permetterà di avviare e attuare i progetti multinazionali rapidamente e con un margine di flessibilità.

Progetti multinazionali - fasi

Consulta la proposta di decisione sul percorso per il Digital decade

Grafiche a cura della Commissione UE

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