Bando UE per il nuovo Enterprise Europe Network 2022-25

 

Bandi del programma Mercato unico 2021-2027: Photocredit: Malte Luk da PexelsLa prima call del nuovo programma Single Market vale 164 milioni e seleziona i consorzi che formeranno l’Enterprise Europe Network per gli anni 2022-2025. Il budget per l’Italia è di 22,5 milioni e le proposte possono essere inviate da diversi soggetti pubblici e privati.

Cosa finanzia il programma europeo Single Market 2021-2027?

A distanza di una settimana dalla pubblicazione del Regolamento del programma europeo per il Mercato Unico 2021-2027 che, con i suoi 4,2 miliardi, va a sostituire diversi programmi della vecchia programmazione incluso COSME, Bruxelles ha pubblicato il primo bando del nuovo programma.

Si tratta della Call “Enterprise Europe Network” che, con una dotazione di 164 milioni di euro, ha l'obiettivo di creare la nuova generazione del Network per i prossimi 3 anni.

Davanti alle sfide macroscopiche che attendono il sistema economico europeo, infatti, oggi più che mai l’Enterprise Europe Network (EEN) è chiamato a giocare un ruolo di primo piano per accompagnare le imprese (soprattutto le PMI) nella doppia transizione ecologica e digitale, sostenendo a diventare sempre più competitive sia in casa, sia sui mercati internazionali.

Chi può partecipare alla call?

Il bando si rivolge a tutti i soggetti (pubblici e privati) dotati di personalità giuridica e stabiliti nei paesi UE (ma non solo). 

La call non fornisce un elenco chiuso di organizzazioni che possono andare a comporre il consorzio (che deve essere formato, però, da minimo due soggetti). Tuttavia scorrendo l’elenco non esaustivo di esempi delle “host organisation” (cioè le organizzazioni che possono ospitare l’ENN), si ha una fotografia piuttosto chiara dei soggetti pensati da Bruxelles. Si va infatti dalle camere di commercio, alle agenzie di sviluppo regionale, passando le associazioni di categoria, le università e i centri di ricerca, fino ad arrivare a soggetti come gli incubatori o le agenzie per l’innovazione.

Visto che la rete EEN dovrà essere presente in tutta Europa, il bando prevede che ogni proposta sia riferita a specifiche aree geografiche, che possono essere identificate orientativamente con la classificazione NUTS 1: un livello che in Italia non corrisponde a nessuna aggregazione amministrativa e che è più ampio delle regioni che infatti sono nella categoria NUTS 2.

Che tipo di servizi devono offrire i membri della rete EEN?

Ciascun consorzio è chiamato ad offrire quattro macro tipologie di attività:

  • Servizi a valore aggiunto (in materia ad esempio di innovazione, sostenibilità, internazionalizzazione, partecipazione ai bandi UE, accesso ai servizi di consulenza finanziaria, etc.);
  • Attività di promozione e comunicazione della rete;
  • Lo sviluppo della rete e il rafforzamento delle sue capacità;
  • Il coordinamento della rete e la gestione della qualità.

Tutti i servizi dovranno essere forniti gratuitamente alle aziende, ad eccezione di attività come seminari, eventi o workshop che possono richiedere una sottoscrizione.

Alla rete possono rivolgersi tutte le PMI, indipendentemente dalle proprie dimensioni, dal settore o dal ciclo economico che le caratterizza, soprattutto per quanto riguarda i c.d. servizi “generali” (come ad esempio la sensibilizzazione e i servizi puramente informativi).

I servizi di consulenza e partnership su misura, invece, dovrebbero essere rivolti soprattutto ad aziende con un alto potenziale di internazionalizzazione e/o innovazione e capaci, pertanto, di crescere adeguatamente.

A seconda poi del territorio o dell'expertise dei soggetti partner, il consorzio può anche adattare determinate attività specializzate a settori o ecosistemi industriali particolarmente importanti per la regione in cui opera.

Il bando è diviso in tre finestre temporali, di cui la prima resta aperta fino all’11 agosto 2021.

Dei 164 milioni complessivi della call, oltre 22,5 milioni sono stati attribuiti all’Italia in base alla popolazione e ad altri macro indicatori che sono stati usati da Bruxelles per la ripartizione del budget tra gli stati membri.

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Photo credit: Malte Luk da Pexels

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