Recovery Plan e Bilancio UE per far ripartire il turismo

 

Turismo 2021 e Piano di ripresa La crisi pandemica ha colpito in modo particolare il settore turistico, in ginocchio a causa delle restrizioni introdotte per limitare la diffusione del virus Covid-19, con perdite per decine di miliardi e numerosi posti di lavoro andati in fumo. A fronte di questo quadro drammatico, è fondamentale che l'Italia utilizzi al meglio le risorse di Next Generation EU e del nuovo bilancio europeo 2021-27 per aiutare il settore a risollevarsi.

Coronavirus: misure UE per l'industria del turismo

Non potrà esserci una vera ripartenza europea e italiana senza un sostegno efficace al comparto turistico, che vale oltre il 10% del PIL e dell’occupazione nell’UE e ha importanti ricadute su settori chiave, quali trasporti, commercio, agroalimentare, industrie culturali e creative, moda, edilizia o cantieristica navale. Questo è particolarmente vero per l’Italia, tra le prime 'potenze' turistiche al mondo, dove questa industria, con il suo indotto, incide per oltre il 13% del PIL.

Come ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi nel suo discorso al Senato, imprese e lavoratori del turismo vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Anche il commissario europeo responsabile per il mercato interno, Thierry Breton, ha affermato che "il turismo è stato di gran lunga il comparto economico più colpito dagli effetti della pandemia, per questo la sua ricostruzione deve essere in cima alla lista delle nostre priorità".

Per ragionare sugli scenari futuri e le possibilità attuali, il Parlamento europeo ha organizzato un webinar dedicato a 'Turismo e piano di ripresa UE: come sostenere uno dei settori più colpiti dalla crisi': un’occasione di confronto tra operatori del turismo e rappresentanti delle istituzioni europee, nazionali e regionali sulla definizione di una strategia di rilancio per questo settore strategico.

Turismo, un settore strategico per Italia ed Europa

"Dopo quasi trent’anni l’Italia torna ad avere un Ministero per il Turismo, che è fondamentale per la ricostruzione economica italiana. Stiamo lavorando per creare una governance condivisa con le regioni e l’Unione europea per far ripartire il turismo in sicurezza", ha spiegato il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, intervenendo attraverso un video messaggio registrato. "Posso garantire che io e miei collaboratori, in dialogo tutti giorno con i collegi europei, stiamo cercando di creare un nuovo modello. Anzi un 'Sistema turismo' italiano", ha aggiunto il ministro.

Guardando alla prospettiva europea, Kerstin Jorna, direttore Generale Mercato Interno e Industria della Commissione europea ha riportato le indagini di Bruxelles, parlando della pandemia come un evento che "ha portato l’ecosistema del turismo sull’orlo dell’abisso in Italia e in Europa", considerando il calo del 50% del turismo in UE e del 70% per quello transfrontaliero. Nonostante i numeri, sembra esserci ancora una speranza dato che "gli europei vogliono viaggiare come prima: il 50% dei cittadini vuole cominciare a viaggiare già nei prossimi 6 mesi. Si tratterà di viaggi brevi, prenotati all’ultimo minuto e con un focus importante sulla sicurezza e la salute, quindi verso luoghi con spazi aperti e isolati nella natura".

Il ruolo del Recovery fund per la ripresa del turismo

"Non dobbiamo solo guardare alla prossima stagione, ma la prospettiva è quella a lungo termine. Cerchiamo di plasmare l'ecosistema turistico con resilienza ed ecosostenibilità, per mantenere l’Europa come meta prediletta", ha spiegato Jorna.

 Quindi, rispondendo al quesito circa al modo in cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) possa aiutare il sistema turismo a risollevarsi, Jorna ha affermato che "gli investimenti sono ovviamente importantissimi per l’economia del mercato unico. Privati e pubblici sono necessari per muovere la trasformazione digitale e verde per il settore: c’è una riforma del turismo che prevede investimenti nella mobilità verde, per l’aumento delle capacità digitale delle imprese turistiche e per rendere più green le infrastrutture".

Sarà lanciata anche una guida online per gli investimenti UE nel turismo. "In questo pacchetto ci sono misure che prevedono un’agenda del turismo, nella quale i principali punti sono resilienza, sicurezza, digitalizzazione e sostenibilità. Questo significa nuovi incentivi, anche per la condivisione dei dati perché fondamentali per l’acquisizione delle competenze" ha concluso.

"Ci sono moltissime possibilità di usare il Recovery Fund per sviluppare il turismo nel nostro Paese puntando sulle infrastrutture. Possiamo anche in Italia utilizzare il sostegno finanziario europeo per fare qualche scostamento di bilancio per dare ristori sostanziosi a ristoratori e proprietari di bar, perché la situazione è allarmante e c'è anche una tensione sociale molto forte", ha spiegato l’europarlamentare Antonio Tajani nel suo intervento.

Sulla programmazione delle risorse di Next Generation EU, Bernabò Bocca, presidente Federalberghi, ha criticato la prima bozza del PNRR, per le poche risorse e per come erano state indirizzate. "I fondi devono essere ridistribuiti in maniera diversa, anche in vista della conversione che le infrastrutture alberghiere possono fare in questo periodo", ha aggiunto Bocca.

D'accordo con questa posizione anche Elly Schlein, vice presidente della Regione Emilia Romagna, secondo cui il turismo deve sfruttare al meglio le risorse di Next Generation EU e del nuovo bilancio europeo per aiutare il settore a risollevarsi e sostenere la competitività e trasformazione verso maggiore sostenibilità e digitalizzazione.

Per Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, "il rilancio del settore si basa su un sostegno rapido, e per far impartire la macchina saranno necessari i fondi in arrivo dall’Europa. L’Italia è sulla buona strada per creare un’economia del turismo, promuovendo piani per trasformare e innovare l’intero settore con progetti di digitalizzazioni e sostenibili".

Ristori, serve maggiore sostegno fiscale al settore

Diverse le critiche per la carenza di aiuti economici specifici per il settore turismo da parte dell'UE. Per Luca Patané, presidente Confturismo, Carlo Fidanza, parlamentare europeo e capo delegazione Fratelli d’Italia, e Fabrizio Licordari, presidente Assobalneari, c'è una latitanza di incentivi reali per superare il momento di difficoltà.

Su questa scia anche Marina Lalli, presidente Federturismo, che ha avvertito: "se non ci sarà un cambio di rotta molte aziende falliranno. C’è un problema molto serio, quello della liquidità. I debiti che stiamo sottoscrivendo non posso essere restituiti in 6 anni, è fisicamente impossibile". Inoltre, Lalli ha anche sottolineato che "il turismo ha un tasso di lavoratori donne molto alto, quindi se non interveniamo subito a pendere la maggior parte degli impieghi saranno proprio loro".

Brando Benifei, parlamentare europeo e capo delegazione del Partito democratico, ha invece spostato i riflettori sulla questione dell’accessibilità, spiegando che "gli aiuti devono essere onnicomprensivi per ogni settore e filiera del turismo. In modo da fornire come una sorta di diritto ai cittadini italiani di viaggiare nel proprio paese".

Vaccini Covid e Green Digital Pass

Un tema che è stato toccato più volte è quello dei vaccini. Per il ministro Garavaglia "la distribuzione dei vaccini ha un ruolo cruciale" e vedendo il procedere dei lavori ha affermato che "c'è stato un cambio di passo notevole".

"Abbiamo fatto grandi passi avanti con i vaccini, così che i Paesi membri nei prossimi mesi possano riaprire le frontiere e tornare a fare del turismo", ha ricordato Jorna parlando del sostegno dato fino a questo momento dalle istituzioni europee al comparto turistico, tra cui il fondo d’emergenza al turismo e le norme di spostamento e di sicurezza.

Si è parlato anche della questione del Digital Green Pass, uno strumento digitale che conterrà tutte le informazioni – come il certificato di vaccinazione Covid-19 o quello relativo ai tamponi molecolari - necessarie per tornare gradualmente a muoversi e viaggiare in Europa e nel mondo.

Attualmente la Commissione europea sta elaborando a una proposta legislativa, che verrà presentata il 17 marzo per arrivare all'adozione prima dell'estate. Questo passaporto ha messo d’accordo tutti i partecipanti al webinar, da Tajani, che si è detto favorevole "a istituire il passaporto vaccinale per cominciare a far circolare i cittadini", all’eurodeputato Marco Campomenosi, secondo cui si tratta di "uno strumento utile", se usato nel rispetto della privacy, della non discriminazione e della tutela dei dati.

Sarà un’estate all’insegna del turismo italiano ed europeo, ovvero un turismo di prossimità, "per questo è molto importante avere un passaporto vaccinale. La Grecia sotto questo aspetto si sta muovendo molto velocemente, con isole già Covid free. Mi chiedo se anche l’Italia potrebbe attuare questa strategia in alcune isole", ha affermato il presidente Federalberghi Bocca.

Qualche sottolineatura su come realizzarlo è arrivata dall'eurodeputato Benifei - secondo cui andrebbe affrontato "con una grande attenzione alle possibili ricadute, anche a scapito del nostro Paese, se fatto in modo sbagliato" - e dal parlamentare europeo Fidanza che ha affermato: "non lo chiamerei passaporto vaccinale, serve un documento digitale che tenga insieme tutti i tipi di certificazione, tamponi, vaccino, e chi ha avuto il Covid e per un po' è considerato immune".

La cura anti-Covid per la ripresa del turismo

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