Rigenerazione urbana: MEF al lavoro per trovare i fondi per tutti i progetti ammessi

 

Contributi ai Comuni per la rigenerazione urbana conto fenomeni di marginalizzazione e degradoIl MEF sarebbe vicino ad individuare ulteriori fondi per finanziare tutti i progetti ammessi al bando PNRR da 3,4 miliardi sulla rigenerazione urbana, inclusi quelli validi ma rimasti fuori per carenza di risorse.

I progetti di rigenerazione urbana nel Recovery plan

La voce che circola in queste ore, e che rimbalza su vari organi di stampa, trova tra l’altro conferma in quanto comunicato qualche giorno fa dalla ministra dell’interno, Luciana Lamorgese, il cui Ministero cura il bando. Interpellata il 12 gennaio dal deputato della Lega Massimo Bitonci, in quella sede Lamorgese aveva infatti assicurato che “il governo è impegnato nell’individuazione di ogni utile soluzione per andare incontro alle esigenze” emerse da più parti.

La polemica del nord sul bando per la rigenerazione urbana

Nonostante la rilevanza dei fondi a disposizione (3,4 miliardi), il bando chiusosi a giugno ha lasciato a bocca asciutta 551 progetti, il 93% dei quali appartenenti a Comuni del nord. In linea con i criteri concordati nei mesi passati, infatti, il bando alla fine ha dato priorità ai progetti del Sud, provenienti da realtà in cui l’Indice di vulnerabilità sociale e materiale (uno dei criteri del bando) è maggiore.

All'appello mancano circa 900 milioni di euro che l’ANCI - senza apparenti spaccature tra Comuni del Nord e quelli del Sud - chiede al governo di trovare altrove. “Appare paradossale – ha infatti spiegato Antonio Decaro, presidente dell’ANCI nonché sindaco di Bari – che da una parte l’Italia possa disporre di risorse per investimenti straordinari, e dall’altra parte ci siano progetti già pronti che non vengono finanziati, escludendo in particolare alcuni importanti Comuni del Nord”.

Anche se la richiesta di ulteriori risorse è arrivata da un'istituzione come l’ANCI, non c’è dubbio però che in queste settimane la vicenda abbia assunto anche sfumature politiche, con la Lega tornata a battere duro sulla questione settentrionale.

Non sorprende quindi che in queste ore voci di stampa abbiano riportato che il Ministero dell’economia (MEF) sia a buon punto nell’individuazione di una parte significativa delle risorse mancanti, andando a trovare i soldi nelle pieghe di bilancio disponibili. Quanto all’atto che potrebbe formalizzare il nuovo afflusso di fondi sul bando, i ben informati parlano del prossimo decreto ristori, non escludendo l’aggiunta delle risorse nel corso della conversione in legge del dl da parte del Parlamento.

Come ha infine illustrato Lamorgese, un’ulteriore linea di finanziamento potrebbe arrivare anche dal Fondo da 300 milioni di euro previsto dalla Manovra 2022 per la rigenerazione urbana dei piccoli centri. Anche se la misura si rivolge in primis ai Comuni sotto i 15mila abitanti, i fondi potranno infatti essere richiesti anche dai Comuni rimasti esclusi dal bando PNRR

Per approfondire: Come blindare i fondi PNRR per il Sud e dare risposte agli scontenti del Nord

PNRR: il bando per i progetti di contrasto ai fenomeni di marginalizzazione e degrado

Per capire i motivi della polemica montata in queste settimane, bisogna tenere a mente che le risorse dei bandi per la rigenerazione urbana sono tra le linee di finanziamento PNRR più ricche destinate ai Comuni. In questo caso, poi, i contributi servono per sostenere “progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale", andando quindi ad incidere su aree complicate delle città.

Il bando è stato infatti destinato ai Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti (sia quelli che sono capoluoghi di provincia o sede di città metropolitana, sia quelli che non lo sono) ammessi a fare richiesta per uno o più interventi, nel limite massimo di:

  • 5 milioni di euro per i Comuni con popolazione tra i 15mila e i 49.999 abitanti; 
  • 10 milioni di euro per i Comuni con popolazione da 50mila a 100mila abitanti; 
  • 20 milioni per i Comuni con oltre 100mila abitanti e per quelli capoluogo di provincia o sede di città metropolitana.

Non sorprende quindi che i Comuni del Nord, rimasti in buona parte esclusi dal bando, anelino ad avere una quota delle risorse per portare avanti progetti che - stando all'avviso - hanno potuto riguardare tre macro tipologie di interventi finanziabili:

  • Manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti pubbliche per finalità di interesse pubblico, inclusa la demolizione di opere abusive;
  • Miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, anche mediante interventi di ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici, ovvero alla promozione delle attività culturali e sportive; 
  • Mobilità sostenibile.

L’Investimento 2.1 della M5C2 del PNRR

Come già accennato, il bando PNRR per la rigenerazione urbana destinato ai Comuni sopra i 15mila abitanti è in realtà una misura prevista dalla legge di bilancio 2020 che, tra il 2021 e il 2034, ha stanziato ben 8,5 miliardi a sostegno degli investimenti dei Sindaci per migliorare la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale delle città italiane. Di questi, 150 milioni sono destinati al 2021 e 250 milioni al 2022. La dotazione sale a 550 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e a 700 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.

Con il varo del PNRR, la misura è successivamente entrata nel Piano. I 2,9 miliardi stanziati dalla Manovra 2020 per il periodo 2021-2026 sono stati integrati con ulteriori 500 milioni a titolo del Recovery and resilience facility. L’intero budget è stato messo a disposizione del bando chiusosi a giugno 2021, di cui adesso sono consultabili le graduatorie.

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