Fondi europei 2021-27: via libera del Cipess al nuovo Accordo di partenariato

 

Fondi europei - Photo credit: @mara_carfagna on TwitterIl documento di programmazione dei fondi strutturali europei 21/27 sarà ora oggetto di negoziato formale con la Commissione europea, prima del via libera definitivo di Bruxelles ai POR e ai PON.

I fondi europei a disposizione dell'Italia nel settennato 2021-27

Insieme alla proposta di Accordo di partenariato e di definizione dei criteri di cofinanziamento nazionale dei fondi europei della Politica di coesione 2021-2027, nella seduta del 22 dicembre il CIPESS ha approvato anche l'anticipazione di risorse alle Regioni e alle Province Autonome per interventi di immediato avvio dei lavori o di completamento di interventi in corso a valere sul Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 e sul FSC 2021-2027, per complessivi 2,6 miliardi di euro, e i Piani di sviluppo e coesione delle città metropolitane di Reggio Calabria, Palermo, Catania e Messina.

"Abbiamo posto le basi per il miglior utilizzo del ciclo 2021-2027 dei fondi strutturali europei", ha commentato la ministra per il Sud e la Coesione Mara Carfagna. "L'Accordo di partenariato che abbiamo portato all'approvazione traccia una nuova visione di sviluppo, fortemente orientata alla transizione ecologica e digitale, alla competitività e alla ricerca, alla salute, alla formazione del capitale umano e alla riqualificazione urbana".

Quanto vale l'Accordo di partenariato 2021-27

Le risorse programmate dall'Accordo di partenariato 2021-27 ammontano complessivamente a oltre 75,6 miliardi di euro, di cui 42 miliardi di risorse UE a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e sul Fondo per una transizione giusta (Just Transition Fund – JTF) e il resto a titolo di cofinanziamento nazionale. A questi si sommano i 948 milioni di euro assegnati all'Italia nell'ambito dell'Obiettivo Cooperazione territoriale europea (CTE) per la nuova generazione di programmi Interreg e i 987,2 milioni a titolo del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) e del relativo cofinanziamento nazionale.

La proposta di Accordo approvata dal CIPESS risulta ridimensionata rispetto agli 82,2 miliardi della bozza di giugno, che si basava su un cofinanziamento nazionale di circa 40 miliardi ai 42 miliardi di quota FESR, FSE+ e JTF (a prezzi 2020)

Per quanto riguarda la classificazione delle regioni, tra quelle in transizione si conferma l'Abruzzo, cui si aggiungono Umbria e Marche, che erano considerate più sviluppate nel ciclo 2014-2020. Le regioni meno sviluppate sono quelle rimanenti del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, cui si aggiungono Molise e Sardegna, prima in transizione), mentre le più sviluppate sono tutte le altre del Centro-Nord.

Per approfondire: Il pacchetto legislativo della Politica di Coesione 2021-2027

Il negoziato sui fondi europei 2021-27

La scelta di gestire a livello centrale i fondi di REACT-EU, assegnandoli a misure e progetti di dimensione nazionale, dalla decontribuzione Sud al Fondo nuove competenze, e l'incertezza sull'effettivo riparto tra i territori delle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza, hanno complicato il negoziato sull'Accordo di partenariato 2021-27. Le regioni hanno chiesto infatti di poter gestire direttamente una quota significativa della nuova programmazione dei fondi strutturali europei e di far corrispondere al taglio del numero dei PON anche una riduzione dell'incidenza della programmazione nazionale sul budget totale.

L'impianto progettato dalla ministra Carfagna individua quindi dieci PON, rispetto ai 13 della scorsa programmazione, cui andrà circa un terzo dei fondi 2021-27:

  • PON Metro Plus, successore del PON Città Metropolitane, potenziato con l'estensione alle città medie del Mezzogiorno, in aggiunta alle 14 Città metropolitane e il nuovo focus sulla qualità della vita nelle aree periferiche e marginali;
  • PON Capacità per la coesione (ex PON Governance), diretto al potenziamento delle strutture amministrative impegnate nella gestione dei fondi UE, in particolare attraverso il reclutamento di alte professionalità a tempo determinato, 
  • PON Scuola e competenze, dedicato al contrasto alla povertà educativa e la dispersione scolastica, con particolare attenzione al Sud;
  • PON Giovani, donne e lavoro, che mira a sostenere la creazione di nuova occupazione giovanile e femminile di qualità;
  • PON Inclusione e povertà, che si rinnova con un nuovo focus su minori in condizioni di disagio, anziani non autosufficienti e disabili;
  • PON Cultura, volto a rivitalizzare e promuovere spazi e luoghi della cultura nelle regioni meno sviluppate;
  • PON Innovazione, ricerca e competitività per la transizione verde e digitale, che unisce gli interventi in passato distribuiti tra MISE e MUR e prevede anche azioni in materia di energia;
  • PON Sicurezza e Legalità, diretto a tutelare lo sviluppo economico dei territori, attraverso il contrasto alle attività criminali e illecite e il rafforzamento dei presidi di sicurezza;
  • PON Salute, un nuovo Programma nazionale volto ad affrontare le disparità territoriali nell'accesso ai servizi sanitari e al rafforzamento di medicina di genere, prevenzione e tutela delle persone con disagio psichico, in particolare tra le fasce più vulnerabili nelle regioni meno sviluppate;
  • Programma per la transizione giusta, finanziato dal Just Transition Fund, un Piano a gestione nazionale, ma a vocazione territoriale, rivolto alla decarbonizzazione delle aree di Taranto e del Sulcis Iglesiente.

I restanti due terzi del budget andranno ai Programmi operativi regionali, i POR FESR e i POR FSE+.

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