I finanziamenti europei e internazionali per la sostenibilita'

 

SostenibilitàLa sostenibilità è un tema trasversale nelle strategie e nelle opportunità di finanziamento europee, nazionali ed internazionali. Una panoramica dei fondi a disposizione e dei programmi volti a sostenere la transizione verso un modello sostenibile.

Studio UE: la sostenibilita' è sempre piu' un fattore di competitivita'

Ad aprile il Consiglio dell’Unione europea ha adottato una serie di conclusioni riguardanti l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, in cui chiede di accelerare l'attuazione dei 17 SDGs sia a livello mondiale che europeo.

Ma a testimoniare l’attenzione di Bruxelles nei confronti della sostenibilità sono, in modo forse più concreto, le risorse dedicate alla sostenibilità nell’ambito della programmazione in corso e quelle proposte nel quadro del Bilancio UE post 2020.

Fondi e finanziamenti europei 2014-2020 per la sostenibilità

A partire da LIFE 2020, il programma che destina 3,456 miliardi all’ambiente e al clima, i cui bandi sostengono diverse tipologie di progetti - tradizionali, integrati, di assistenza tecnica, di capacity-building e preparatori - e prevedono sovvenzioni operative (operating grant) destinate alle ONG e sostegno mediante due strumenti finanziari gestiti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI).

Le call lanciate nel 2019, con scadenze comprese tra giugno e settembre, riguardano progetti tradizionali e integrati su:

  • ambiente e uso efficiente delle risorse;
  • natura e biodiversità;
  • governance e informazione ambientale e in materia climatica;
  • mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici;
  • assistenza tecnica.

Attenzione alla sostenibilità anche nel programma dedicato alla ricerca e all’innovazione Horizon 2020. Nei work programme 2018-2020, oltre 5 miliardi sono dedicati a tematiche legate alla sostenibilità.

Al clima, innanzitutto: per favorire la transizione verso un'economia più verde ed efficiente, in linea con gli SDGs e l'accordo di Parigi, la Commissione mette a disposizione poco più di un miliardo nel biennio conclusivo della programmazione, concentrando le risorse su sei priorità: azioni climatiche a sostegno dell'accordo di Parigi; economia circolare; materie prime; acqua per il nostro ambiente, l'economia e la società; innovare le città per la sostenibilità e la resilienza; proteggere e sfruttare il valore dei nostri beni naturali e culturali.

2 miliardi sono poi dedicati, sempre nel periodo 2018-2020, al work programme “Salute e cambiamento demografico”, che si concentra su una serie di sfide in linea con una serie di obiettivi di sviluppo sostenibile: dall’invecchiamento della popolazione all’aumento dei costi sanitari, passando per l’accesso all'assistenza sanitaria.

Infine, 2,2 miliardi sono dedicati al work programme “Energia” per le attività correlate alle priorità dell’Energy Union, in linea con l’obiettivo 7 dell’Agenda 2030: energia rinnovabile; sistemi energetici intelligenti; efficienza energetica; cattura e sequestro del carbonio (CCUS).

Bilancio UE post 2020: un terzo delle risorse per il clima

Un indirizzo ancor più deciso verso la sostenibilità si registra con le proposte della Commissione europea per il bilancio UE 2021-2027: non solo un quarto delle risorse complessive saranno dedicate al clima, ma anche gli investimenti dovranno avere uno spiccato orientamento in tal senso.

Basta dare un’occhiata ai settori d’intervento di InvestEU, il fondo che riunirà gli strumenti finanziari attualmente esistenti con l'obiettivo di mobilitare investimenti per 650 miliardi di euro:

  • Infrastrutture sostenibili, con garanzie per 11,5 miliardi per il finanziamento di progetti in energia rinnovabile, connettività digitale, trasporti, economia circolare, acqua, rifiuti e altre infrastrutture ambientali;
  • Ricerca, innovazione, digitalizzazione, con garanzie per 11,25 miliardi per il finanziamento di progetti in ricerca e innovazione, commercializzazione dei risultati della ricerca, digitalizzazione dell’industria, sostegno alle imprese innovative, intelligenza artificiale;
  • Sostegno alle PMI, con garanzie per 11,25 miliardi per facilitare l’accesso al credito di piccole e medie imprese e, in casi debitamente giustificati, per le piccole imprese a media capitalizzazione;
  • Investimenti sociali e accrescimento delle competenze, con garanzie per 4 miliardi per il finanziamento di progetti in competenze, istruzione, formazione, edilizia popolare, scuole, università, ospedali, innovazione sociale, cure mediche, assistenza di lunga durata e accessibilità, ma anche microfinanza, imprenditoria sociale, integrazione di migranti, rifugiati e persone vulnerabili.

Il futuro degli strumenti finanziari con il fondo InvestEU

Ma la vera bussola degli investimenti europei dopo il 2020 sarà il clima. Una vasta gamma di programmi di finanziamento UE si muoveranno in questa direzione. A partire da LIFE, che anche dopo il 2020 continuerà ad essere il programma cardine della politica ambientale e climatica dell'Unione.

Un ruolo decisivo sarà svolto anche dalla Politica agricola comune (PAC): non solo gran parte del bilancio sarà dedicato all'azione climatica, ma i pagamenti diretti saranno subordinati a nuovi requisiti ambientali e climatici, più rigorosi.

Un ruolo determinante sarà anche svolto dal Fondo europeo di sviluppo regionale e dal Fondo di coesione, attraverso il sostegno a investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici, nella prevenzione dei rischi, in misure di tutela ambientale e nelle infrastrutture.

Agli impegni assunti dall’Unione per attuare la COP21 ed i SDGs contribuirà il nuovo programma per la ricerca e l’innovazione Horizon Europe, in particolare attraverso il polo tematico Clima, Energia e Mobilità.

Ultimo ma non ultimo, buona fetta delle risorse del Connecting Europe Facility post 2020 contribuiranno al conseguimento degli obiettivi climatici, sostenendo progetti infrastrutturali che integrino i settori dei trasporti, dell’energia e del digitale per accelerare la decarbonizzazione dell’economia europea.

I finanziamenti internazionali per la sostenibilità

Allargando il raggio a livello globale, per comprendere l’importanza della sostenibilità basta dare un’occhiata al report realizzato dalla Banca Mondiale all’inizio del 2019. Nell’ottica di spostare il focus del dibattito sui bisogni di investimento dallo "spendere di più" allo "spendere meglio e sui giusti obiettivi" utilizzando i parametri appropriati, “Beyond the Gap” - questo il titolo del documento - propone un approccio attento e sistematico alla stima dei fabbisogni di finanziamento nei Paesi a reddito medio basso per colmare i gap in una serie di comparti: servizi idrici e igienico-sanitari; trasporti; elettricità; irrigazione e protezione dalle inondazioni.

Anche la Banca asiatica di sviluppo ha dimostrato una crescente attenzione nei confronti della sostenibilità. Nei primi mesi del 2019 ha lanciato due strumenti che possono inquadrarsi in tal senso:

  • il Pacific Renewable Energy Program (PREP), che mette a disposizione fino a 100 milioni di dollari tra prestiti e garanzie per incoraggiare il settore privato ad investire nelle energie rinnovabili nelle isole del Pacifico;
  • l’ASEAN Catalytic Green Finance Facility, lanciato insieme all’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN): uno strumento finanziario per raccogliere un miliardo di dollari da destinare ad investimenti in infrastrutture verdi nei paesi dell’area.

Economia circolare: la chiave di volta per la sostenibilità

Alla base della transizione verso un modello di sviluppo sostenibile si pone il passaggio a un’economia non più lineare ma circolare. A livello UE, nel periodo 2016-2020 la Commissione ha destinato a tale transizione un totale di oltre 10 miliardi di euro di fondi pubblici. Per stimolare ulteriori investimenti è stata varata la piattaforma per il sostegno finanziario all'economia circolare, che collabora con la BEI per fornire assistenza finanziaria e sfruttare le sinergie con il piano d'azione per finanziare la crescita sostenibile.

In Italia, un sostegno concreto alla transizione verso un’economia circolare viene dal decreto n. 34-2019, meglio noto come decreto Crescita, che prevede lo stanziamento di 140 milioni per progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare.

I bandi nazionali

Diversi bandi nazionali intendono sostenere la transizione verso un modello sostenibile.

Fra questi, le agevolazioni del Ministero dello Sviluppo economico a favore delle imprese che realizzano programmi di sviluppo per la tutela ambientale. Programmi che intendono consentire la riduzione dei consumi e delle emissioni climalteranti delle aziende e delle aree produttive.

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