Lazio: piu' collaborazione e informazione per combattere la crisi occupazionale

 
Lavoratore - immagine di WilfredorOccorre maggiore collaborazione e trasparenza informativa tra autorità pubbliche, parti sociali ed imprese per superare la crisi occupazionale, questo il messaggio lanciato durante l'ultima Conferenza Regionale del Lavoro, “Avanti c’è posto. Di lavoro”. Nel Lazio, al termine del 2009, il tasso di disoccupazione è aumentato del 2%, provocando la perdita del posto di lavoro di 508.000 persone. Tra i soggetti più colpiti figurano i giovani e le donne, che vanno ad ampliare la cosiddetta "area grigia", composta da persone inattive (250.000 persone, il 70% delle quali donne).

L'odierna crisi occupazionale si fonda sul dinamismo del global market, in cui l’innovazione tecnologica e le nuove forme di organizzazione lavorativa costituiscono gli strumenti principali della competitività. In Italia, la flessibilità del mercato lavorativo si è tradotta in instabilità lavorativa, a causa della diffusione di contratti di lavoro atipici e all'assenza di politiche di welfare adeguate.

Tale scenario ha favorito la nascita di un nuovo problema, la precarietà sociale, che genera "precarietà materiale ed esistenziale", ha affermato Giovanna Altieri, direttore dell'IRES.

Le conseguenze nel Lazio sono state le seguenti:

  • crescita del tasso di disoccupazione giovanile (25%);
  • crescita del tasso di disoccupazione femminile (10%);
  • crescita della quota del part-time involontario (67%);
  • retribuzione mensile netta dei dipendenti a tempo determinato tra 500 e 1000 euro: 47% degli uomini, 51% delle donne.

Inoltre, il sistema italiano di ammortizzatori sociali contribuisce a creare disuguaglianze, poiché basato su requisiti contributivi che escludono i lavoratori con carriere lavorative brevi ed instabili. Nel Lazio, infatti, un lavoratore atipico da meno di 4 anni guadagna circa 80 euro in meno rispetto ad un lavoratore a tempo indeterminato con la stessa anzianità; tale disparità viene quadruplicata nei confronti di un lavoratore con almeno 10 anni di anzianità.

Nella Regione, però, un passo in avanti è stato fatto grazie al Sistema Informativo Lavoro del Lazio (SIL Lazio), che ha permesso di innovare le modalità di erogazione dei servizi rivolti ai lavoratori e ai datori di lavoro. Il SIL Lazio comprende la Borsa Lavoro del Lazio (nodo regionale della Borsa Nazionale del Lavoro) e il Portale Regionale del Lavoro, attraverso i quali coordina la trasmissione di informazioni tra enti territoriali e il nodo nazionale del S.I.L. Tra i servizi offerti dal portale rientrano:

  • la domanda on-line di Mobilità in deroga;
  • l’invio telematico delle comunicazioni obbligatorie da parte dei datori di lavoro pubblici e privati;
  • la lista regionale di mobilità, ecc.

Nel 2009 il traffico di messaggi del sistema, sia in entrata che in uscita, è risultato essere pari a circa 12 milioni. Ma quello che manca, ha sottolineato Marco Centra, responsabile Isfol per il lavoro, è la “collaborazione interistituzionale”, necessaria per sviluppare un sistema informativo in grado di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.

Un sistema di raccolta dei dati efficiente rappresenta lo strumento principale per favorire in maniera tempestiva la “gestione operativa di politiche regionali, provinciali e sub-regionali”, ha affermato Lea Battistoni, Direttore dell’Agenzia/Direzione Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione Lazio. Tali politiche devono fondarsi sul principio europeo della flexicurity, che integra la flessibilità lavorativa con la sicurezza del reddito e il sostegno dell’occupazione, attraverso un sistema di welfare più universalistico.

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