Appalti in house - l'elenco Anac parte dal 15 gennaio 2018

 

Appalti - Photo credit: pennstatenews / Foter / Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)Ancora un mese abbondante di proroga per l’elenco delle società in house: se ne riparlerà il prossimo 15 gennaio.

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Lo ha appena deciso l’Autorità anticorruzione. Rinviando così di un altro mese e mezzo la nuova vigilanza sugli affidamenti in house delle pubbliche amministrazioni. Anziché scattare il 30 novembre, come programmato, l’obbligo di iscriversi all’elenco per fare le gare è spostato al 15 gennaio. Quindi, ci sarà più tempo per le piccole amministrazioni, Comuni in testa, di organizzarsi con le nuove norme e i nuovi adempimenti. E’ il quarto slittamento maturato negli ultimi mesi.

La decisione dell'Autorità

“Nelle more della messa in esercizio dell’applicativo informatico necessario per la gestione dell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori” – si legge nella nota pubblicata dall’Anac - si comunica che “il termine per l’avvio della presentazione della domanda di iscrizione nell’elenco delle società in house, regolato dalle linee guida n. 7 dell’Autorità, è rinviato, per motivi tecnici, al 15  gennaio 2018”, dal 30 novembre. Recita così la nota dell’Anac che annuncia la sorprendente decisione licenziata dall’Autorità poche ore fa. In pratica, quindi, ci sarà un mese e mezzo in più per organizzarsi con il nuovo adempimento.

La linea guida n. 7

La novità – va ricordato - è legata alle linee  guida n. 7, pubblicate poche settimane fa in attuazione del Codice appalti. Qui venivano fissati in maniera puntuale i requisiti minimi perché un affidamento potesse transitare dall’in house e non da una gara regolare. Le amministrazioni possono, così, sapere in partenza quando è possibile procedere con affidamenti diretti alle loro società, senza incappare in ammonizioni dell’Autorità.

Il nuovo elenco dell'Anac

Non è tutto. Perché le linee guida andavano oltre. E istituivano un nuovo elenco tenuto proprio dall’Anac. Qui la stazione  appaltante si deve iscrivere insieme alla sua società controllata, consentendo all’Autorità di verificare volta per volta la presenza dei requisiti minimi indicati dal provvedimento. Insomma, stop agli affidamenti opachi.

Gli effetti sui bandi

Questo nuovo sistema avrebbe dovuto mettersi in moto nella giornata di ieri, il 30 novembre. A partire da questa data, infatti, secondo la versione precedente delle linee guida le amministrazioni non sarebbero più potute passare dagli affidamentidiretti senza prima essere iscritte all’albo e, quindi, consentire la vigilanza dell’Autorità.

Il nuovo termine

Il consiglio dell’Anac ha, però, deciso diversamente e ha appena approvato il rinvio al 15 gennaio 2018 del termine (indicato al punto 9.2 delle linee guida n. 7) “per l’avvio della presentazione della domanda di iscrizione all’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società in house”.

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Motivi tecnici

I motivi della decisione, secondo quanto spiega l’Anac nel suo comunicato, sono tecnici, legati probabilmente alla creazione materiale dell’infrastruttura digitale che dovrà ospitare l’elenco. Le conseguenze, però, sono materiali e riguardano molte pubbliche amministrazioni italiane. Molti piccoli Comuni, in difficoltà con il nuovo adempimento, avranno più respiro e quarantacinque giorni di tempo in più per programmare le loro attività. Procedendo nel frattempo agli affidamenti diretti.

Le altre proroghe

Va ricordato, in conclusione, che non è il primo rinvio per il nuovo elenco. Di fatto, l’albo è ormai congelato da giugno scorso. Le linee guida, infatti, avevano previsto già allora l’attivazione, ma una proroga era stata motivata dall’entrata in vigore del decreto correttivo del Codice appalti, che ha previsto diverse novità in materia. Siamo passati così prima a settembre, poi a fine ottobre e, ancora, al 30 novembre. Adesso arriva il quarto slittamento nel giro di poche settimane, che rimanda tutto al 15 gennaio prossimo. E potrebbe ancora non essere l’ultimo.

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