Bilancio UE – migrazione e difesa al centro del QFP post 2020

 

Silvano Presa - Rappresentanza in Italia Commissione UEIl vicedirettore della DG Budget della Commissione europea Silvano Presa anticipa alcune priorità del documento di riflessione sul futuro del bilancio dell'Unione

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Pressione migratoria, sicurezza, lotta ai cambiamenti climatici sono alcune delle parole chiave che più condizioneranno le scelte dell'UE nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale post 2020. L'urgenza di rispondere a queste sfide è presente già nelle proposte di revisione di medio termine del QFP 2014-2020, ha spiegato il vicedirettore generale della Direzione Bilancio dell'Esecutivo comunitario Silvano Presa, intervistato a margine di un 'Dialogo dei cittadini' organizzato a Roma dalla Rappresentanza in Italia della Commissione UE.

Le nuove sfide dell'UE

L'incontro ha permesso di fare il punto sulle tappe e sui temi che scandiranno il percorso verso l'adozione del nuovo Quadro finanziario dell'Unione, in un contesto segnato da profondi interrogativi sul futuro del processo di integrazione europea.

Se il bilancio UE rimarrà pari a circa l'1% del Pil dell'Unione, l'uscita del Regno unito implicherà una riduzione della capacità finanziaria complessiva. Allo stesso tempo, ha sottolineato Presa, la Brexit può anche essere lo spunto per “un'agenda positiva dell'Unione”, come suggerito dal Libro bianco presentato a marzo dal presidente Jean Claude Juncker, l'occasione per rilanciare quel progetto europeo che ha garantito al continente 70 anni di convivenza pacifica e di prosperità. Eliminato lo sconto britannico, si potrebbe ad esempio mettere da parte la discussione sui saldi netti e cominciare a pensare ai benefici complessivi del bilancio Ue e dell'appartenenza all'Unione.

Ci sono però grandi sfide da tenere presente nel progettare questo nuovo corso, ha avvertito il vicedirettore della DG Budget: la crescita economica e demografica dei Paesi emergenti, che incidono sul peso dell'Unione a livello globale, la sicurezza interna ed esterna e la crisi dei rifugiati sono alcune delle emergenze che richiedono una nuova convergenza tra i Paesi Ue. Questa convergenza dovrà riguardare soprattutto il concetto di sussidiarietà, per concordare gli ambiti in cui si ritiene che il bilancio dell'Unione possa intervenire in modo più efficace rispetto a quelli dei singoli Stati membri, ma potrà anche interessare il tema della risorse proprie, con la possibilità di nuove entrate a livello UE, come un'eventuale imposta sulle transazioni finanziarie o di una tassa sulle emissioni di CO2.

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La revisione di metà periodo del QFP 2014-2020

Alcune proposte sono presenti già nel pacchetto per la revisione di medio termine del Quadro finanziario pluriennale 2014-2020, ha ricordato Presa. “La proposta della Commissione europea di revisione di metà periodo si basa sulla constatazione del fatto che il Quadro finanziario attuale, approvato nel 2013, non era più adatto alle sfide che si sono presentate negli ultimi anni, soprattutto relative alla migrazione, alla disoccupazione giovanile e al sostegno alla crescita”.

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Da una parte, quindi, l'Esecutivo UE ha proposto di riutilizzare gli stanziamenti non spesi per prolungare l'Iniziativa per l'occupazione giovanile e per alimentare il Fondo per gli investimenti esterni, per poter intervenire nei Paesi di origine e di transito dei migranti, in particolare in quelli africani. “Attraverso assistenza tecnica e strumenti finanziari si punta ad attirare capitali privati in modo da creare le condizioni per accelerare lo sviluppo economico e l'occupazione in queste aree”.

Allo stesso tempo, la Commissione ha avanzato alcune proposte per semplificare le regole di attuazione dei fondi strutturali per favorirne la sinergia con altre forme di intervento, come gli strumenti finanziari creati nell'ambito del Piano Juncker. “L'obiettivo è combinare le sovvenzioni a valere sui fondi SIE con i finanziamenti erogati dalla BEI, in modo da aumentare l'effetto di leva finanziaria per investimenti nei settori delle infrastrutture, dell'energia e in altri campi, e sviluppare la competitività dei Paesi europei”.

Il documento sul futuro delle finanze dell'Unione

Il dibattito sul futuro dell'Unione e del bilancio UE entrerà nel vivo a breve con la pubblicazione degli ultimi documenti di riflessione della Commissione europea. Dopo i documenti sullo sviluppo della dimensione sociale dell'Europa e sulla gestione della globalizzazione, nel mese di giugno l'Esecutivo comunitario pubblicherà infatti quelli sull'approfondimento dell'Unione economica e monetaria, sul futuro della difesa europea e sul futuro delle finanze dell'UE.

Quest'ultimo documento, decisivo in vista della proposta della Commissione per il nuovo QFP, atteso tra fine 2017 e inizio 2018, svilupperà i temi che sono già stati messi al centro del Libro bianco pubblicato dalla Commissione europea a marzo. “Ci sarà molta attenzione verso le nuove priorità che corrispondono alle sfide reali dell'Unione, quindi verranno proposte azioni in materia di migrazione, sia di politica esterna, quindi sul fronte dell'assistenza ai Paesi meno sviluppati, che relativamente alla dimensione interna, cioè la gestione dei flussi migratori e delle persone che arrivano sul territorio dell'Unione europea”, ha anticipato Presa.

Il documento della Commissione farà delle proposte anche in materia di difesa, un'area di intervento che finora il bilancio europeo aveva trattato solo marginalmente, ma che diventa cruciale nel momento in cui il tema della sicurezza esterna ed interna è sempre più presente tra le preoccupazioni dei cittadini europei.

“Con la concentrazione, in alcuni casi preoccupante, di truppe al di fuori dei confini dell'Unione, è chiaro che l'UE è chiamata a prendere in mano anche il futuro della difesa”, ha spiegato Presa. Da questo punto di vista, ha ricordato, è stato recentemente raggiunto un consenso sulla necessità che l'UE stimoli progetti comuni che servano ad avere una maggiore efficienza della spesa per la difesa, a vantaggio dei bilanci pubblici, a rafforzare la ricerca, sia civile che militare, e a sviluppare il mercato unico per l'industria della difesa. Tra le proposte, ha concluso il vicedirettore generale della Direzione Bilancio, si discuterà anche la possibilità di prevedere nel prossimo QFP un sostegno per l'acquisto di materiali per la difesa, la sicurezza e la gestione dei flussi migratori.

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