Dissesto - parte il fondo progettazione da 100 milioni

 

Via al fondo progettazione per il contrasto al dissesto idrogeologico.

Author: Camil Tulcan / photo on flickr

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E’ appena arrivata la firma del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti sul decreto che ripartisce i 100 milioni di euro messi a disposizione dal collegato ambientale per il fondo progettazione. Servirà a portare al livello esecutivo alcuni progetti fermi nei cassetti di Comuni e Regioni: per l’esattezza, grazie all’effetto di rotazione del fondo, sarà possibile portare in cantiere 500 progetti per un totale di due miliardi di euro di lavori di messa in sicurezza.

Cosa prevede il decreto

Il decreto, dopo un lungo lavoro di limatura, è stato licenziato con il ministero dell’Ambiente, in raccordo con la struttura di missione Italia Sicura di Palazzo Chigi, guidata da Erasmo D'Angelis. Si tratta di un plafond che era stato disegnato per la prima volta dal collegato ambientale, alla fine del 2015.

La divisione dei fondi

Il fondo mette a disposizione delle Regioni, che hanno competenza in materia di dissesto, cento milioni di euro, divisi secondo la regola del Fondo di sviluppo e coesione: 80% al Sud e 20% al Centro-Nord. La ripartizione avverrà in tre tranche, spalmate nel corso del tempo.

Sicilia in testa

Guardando alla divisione sul territorio, quasi sedici milioni di euro vanno alla Sicilia, destinataria della maggior parte dei fondi. Seguono Puglia, Campania e Sardegna, ognuna delle quali avrà a disposizione oltre 12 milioni di euro. Sono 9,2 i milioni per la Calabria e 7,5 quelli che verranno destinati all’Abruzzo. La Basilicata (6,3 milioni) e il Molise con 3,4 milioni chiudono lo stanziamento per il Mezzogiorno.

Lombardia prima al Nord

Al Nord la maggior parte dei fondi vanno a Lombardia (poco oltre 3 milioni), Toscana ed Emilia Romagna (circa 2,5 milioni), seguono Veneto e Lazio con circa due milioni e le Marche con un milione di euro. Oltre ottocentomila euro per ciascuna regione vanno alla progettazione di opere in Umbria, Liguria e Friuli Venezia Giulia, fondi anche per le Province Autonome di Bolzano (634 milioni), Trento (589) e la Val d’Aosta (437 milioni).

Due miliardi mobilitati

In totale, questi cento milioni consentiranno di sbloccare progetti per un valore molto più alto, perché sono regolati da un meccanismo rotativo. Quindi, una volta incassati i finanziamenti per le opere, le Regioni dovranno rimettere il denaro nel fondo. La stima è di mobilitare due miliardi per circa 500 opere.

L'ordine di divisione dei fondi

Una lettera della direttrice per la Salvaguardia del territorio e delle acque del ministero Gaia Checcucci spiega l’ordine di destinazione dei fondi: in via prioritaria sono finanziate le progettazioni degli interventi nelle tabelle C e D del “Piano stralcio per le aree metropolitane”, seguono gli interventi previsti nel Piano nazionale 2015-2020 già presentati nel database online Rendis e validati dalle Regioni secondo il loro ordine di priorità.

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La biodiversità

Il 20% delle risorse di ciascuna regione, poi, sarà riservato alla progettazione di interventi integrati che non solo mitighino il rischio idrogeologico ma tutelino e recuperino ecosistemi e biodiversità. “Il successo del fondo, per ora unico nel panorama dei lavori pubblici – spiega il ministero - dipende dall’efficienza dell’azione commissariale, di cui la legge ha voluto investire i presidenti delle Regioni, attribuendo loro responsabilità dirette ma anche poteri speciali e di deroga incisivi”.

Galletti: effetto moltiplicatore decisivo

Conclude il ministro Galletti: “Ogni euro speso in progettazione è in grado di attivarne venti nei cantieri: un effetto moltiplicatore decisivo nella nostra strada di messa in sicurezza del Paese. Questo fondo ci consente di andare avanti ancora più speditamente e in ogni regione italiana con le opere più importanti per i cittadini e il territorio, a partire dal Sud che più di tutti sconta un ritardo nei progetti”. 

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