Spazio europeo della ricerca - la roadmap italiana

 

Sono sei le aree prioritarie della strategia italiana per la realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca (SER) ricerca

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Il MIUR ha definito la roadmap italiana per contribuire alla realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca (SER).

Spazio Europeo della Ricerca, Roadmap Ue

Lo Spazio Europeo della Ricerca è un’iniziativa promossa dall’Ue per raggiungere tre obiettivi principali:

  • la creazione di un mercato interno della ricerca destinato a rafforzare la cooperazione, incentivare la concorrenza e ottimizzare l’assegnazione delle risorse;
  • una ristrutturazione del tessuto europeo della ricerca;
  • lo sviluppo di una politica europea che comprenda tutti gli aspetti delle altre politiche nazionali ed europee legate al settore della ricerca.

Il Comitato per l’ERA (ERAC)  ha elaborato una tabella di marcia, ERA Roadmap, per accelerare e misurare il progresso verso la piena realizzazione dello Spazio Europa della Ricerca.

La ERA Roadmap è stata redatta tenendo conto delle diverse caratteristiche dei sistemi nazionali di ricerca europei, individuando un numero limitato di priorità, affinché gli Stati membri scelgano in piena autonomia i propri obiettivi prioritari.

Le sei priorità identificate dalla ERA Roadmap europea sono:

  1. rafforzare l’efficacia dei sistemi di ricerca nazionali;
  2. ottimizzare la cooperazione e la competizione transnazionale;
  3. realizzare un mercato del lavoro aperto per i ricercatori;
  4. garantire la parità di genere e l’integrazione della dimensione di genere nella ricerca;
  5. stimolare la circolazione e il trasferimento della conoscenza;
  6. sviluppare la cooperazione internazionale.

Roadmap italiana

L’Italia ha deciso di implementare la ERA Roadmap attraverso una strategia nazionale verso lo Spazio Europeo della Ricerca, ERA Roadmap italiana (ERI).

La tabella di marcia italiana riprende le sei priorità strategiche definite a livello europeo declinandole sulle specificità del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione:

  1. Efficacia del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione,
  2. Coordinamento tra programmi europei e nazionali,
  3. Attrattività del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione,
  4. Politiche di genere nella ricerca,
  5. Accesso aperto e circolare alla conoscenza,
  6. Cooperazione transnazionale e internazionale nell’area mediterranea.

Efficacia del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione

Per migliorare l’efficacia del sistema nazionale occorre incrementare l’investimento pubblico sulle risorse umane, al fine di aumentare la ‘base produttiva’ della ricerca e dell’innovazione. Per quanto riguarda il settore privato, è necessario dare continuità al programma di incentivi per l’assunzione di ricercatori.

Coordinamento tra programmi europei e nazionali

Per migliorare la partecipazione italiana ai programmi Ue è fondamentale la presenza costante e proattiva ai tavoli europei. Occorre pertanto ridurre la frammentazione del sistema di regolazione e finanziamento nazionale, rinforzando il rapporto tra livello centrale e regionale, così come quello tra i vari Ministeri. Inoltre, è necessario definire una struttura di governance per il coordinamento della partecipazione italiana al processo di programmazione congiunta europea.

Attrattività del sistema nazionale della ricerca e dell’innovazione

L’Italia deve migliorare l’attrattività del proprio sistema di ricerca e di innovazione. Il rapporto fra il numero di vincitori italiani di borse di mobilitaà ERC che operano in istituzioni italiane e quelli che operano all’estero è infatti di 1,2 punti, il punteggio più basso fra i grandi Paesi europei (7,4 per il Regno Unito e 5,4 per la Francia).

Il percorso di dottorato deve pertanto evolvere verso un modello formativo che permetta di soddisfare, oltre alle necessità della ricerca orientata alla conoscenza, anche la domanda di capitale umano altamente qualificato che proviene dal sistema produttivo.

Inoltre, il percorso dottorale deve essere valorizzato nel settore privato per ampliare le opportunità di impiego dei dottori di ricerca e per affinare gli strumenti di incontro della domanda e dell’offerta di professionalità di alto livello scientifico, utilizzando canali già esistenti (come EURAXESS) o creandone di nuovi.

Politiche di genere nella ricerca

Per ridurre gli squilibri di genere nelle istituzioni di ricerca e nei rispettivi organi decisionali sono necessari interventi che si integrino con misure correttive d’ordine generale (ad esempio quelle volte alla conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di vita/cura), in assenza delle quali tali azioni non avrebbero un impatto reale.

Accesso aperto e circolare della conoscenza

Per favorire  la libera circolazione dei risultati scientifici da parte del sistema della ricerca, pubblica e privata, e del sistema produttivo, si propone la realizzazione di una piattaforma che offra servizi informativi per la ricerca (deposito, archiviazione e ricerca dei contenuti).

Per sostenere la traduzione in ambito commerciale dei risultati della ricerca pubblica, invece, si prevede lo sviluppo di un quadro semplificato di incentivi per le attività di trasferimento tecnologico da parte del sistema pubblico di ricerca (università, enti pubblici di ricerca), anche in ottica transnazionale, e misure volte a favorire attività di spin off e lancio di startup da parte di laureati magistrali e dottori di ricerca.

Cooperazione transnazionale e internazionale nell’area mediterranea

Nella regione mediterranea, l’Italia intende concentrarsi su tre azioni in corso:

  • la partnership per ricerca e innovazione nell’area mediterranea (PRIMA),
  • lo sviluppo di una rete marina e marittima per l’economia blu nel Mediterraneo (BLUEMED),
  • un programma congiunto di ricerca su migranti, migrazioni e integrazione.

Attraverso queste azioni, l’Italia fornisce un sostanziale contributo all’apertura dello SER verso il mondo.

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Photo credit: Atos International via Foter.com / CC BY-SA

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