Fondi Ue - Erasmus+, progetto italiano su cooperazione giovanile

 

Intervista a Noémie Paulus sul progetto DREAMER cofinanziato dal programma Ue Erasmus+

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Promuovere la partecipazione giovanile attraverso  la cooperazione e lo scambio di buone prassi tra Paesi europei e latino-americani. Questo l’obiettivo del progetto DREAMER-Developing international RElations to Activate Multicultural Experiences and Reciprocal Solidarity, coordinato dall’Associazione InCo - Interculturalità & Comunicazione, e cofinanziato dall’Ue (119.572,31 euro) nell’ambito del bando Erasmus+ EAC/A04/2014, Azione chiave 2 - Cooperazione per l'innovazione e lo scambio di buone pratiche. Il progetto avrà una durata di 3 anni (2016-2018).

Ne abbiamo parlato con Noémie Paulus dell’associazione InCo di Trento che ci ha descritto gli obiettivi del progetto, insieme ad alcuni consigli per partecipare ai bandi Erasmus+.

Come siete venuti a conoscenza del bando Erasmus+ EAC/A04/2014 e come vi siete preparati per partecipare?

Partecipiamo da più di 10 anni al programma di Servizio Volontario Europeo (SVE), prima nell'ambito del programma Gioventù, poi Gioventù in Azione e adesso nell'ambito di Erasmus+. Per quanto riguarda la preparazione abbiamo partecipato a dei corsi e degli incontri sulla progettazione europea.

In cosa consiste il progetto?

Il progetto DREAMER  mira a rafforzare la cooperazione e lo scambio di buone prassi tra Paesi europei (Belgio, Estonia e Italia) e latino-americani (Bolivia e Guatemala) per promuovere la partecipazione giovanile, soprattutto dei giovani con minori opportunità (come quelli appartenenti ai popoli indigeni) e appartenenti a minoranze etniche, alla vita democratica di società multiculturali.

DREAMER prevede diversi incontri e corsi di formazione per rafforzare le competenze dei partner, la cooperazione e la diffusione dei risultati del progetto.

Più di 14 animatori giovanili saranno coinvolti in attività di mobilità e meeting; un incontro si svolgerà a fine agosto 2016 a Bolzano, una visita studio sarà organizzata in Guatemala a maggio 2017 e un meeting finale si svolgerà in Belgio per condividere i risultati.

Il progetto coinvolgerà 9 giovani, provenienti da Italia (3), Belgio (1), Estonia (1), Guatemala (2) e Bolivia (2), che parteciperanno ad un corso di formazione all'inizio del progetto (agosto 2016) e all'incontro finale in Belgio. I giovani del Guatemala e della Bolivia svolgeranno il servizio volontario europeo in Italia, nelle città di Trento e Bolzano, e in Estonia tra settembre 2016 e settembre 2017. I giovani europei svolgeranno il loro servizio volontario europeo tra ottobre 2016 e agosto 2017 in America Latina.

Quali soggetti coinvolge il progetto?

Il progetto coinvolge diverse organizzazioni che promuovono la cittadinanza attiva dei giovani e il dialogo interculturale. In Italia i soggetti partecipanti sono: le associazioni VKE e La Strada di Bolzano, l'associazione InCo di Trento, l'associazione AMIKARO di Chiusa (BZ). Gli altri enti coinvolti sono l'associazione EstYES (Estonia), il centro informativo INFOTREFF (Belgio), Fondacion un sol en Casa (Bolivia), Unidad Educativa Monte Cristo (Bolivia) e Jovenes por la Vida (Guatemala).

Quali difficoltà avete incontrato nella preparazione del progetto e nell’accesso al bando Erasmus +?

Le difficoltà principali riguardano:

  • la complessità del bando, in cui gli obiettivi rimangono molto generali e, secondo noi, il formulario non è molto chiaro;
  • le tempistiche: la scadenza a settembre rende difficile la comunicazione con i partner durante il mese di agosto;
  • le procedure: la registrazione all'European Commission Authentication System (ECAS) non è molto facile e occorre spiegare bene ai partner, in particolare i partner dei Paesi terzi, come funziona.

Il vostro progetto è stato selezionato tra molte proposte. Quali sono i fattori di successo per accedere ai finanziamenti Erasmus +?

A nostro avviso, per presentare una proposta di successo è opportunto tenere in considerazione diversi punti:

  • la perseveranza: abbiamo ricevuto il finanziamento dopo la terza volta che abbiamo presentato il progetto. I commenti di valutazione sono molto utili per riprogettare;
  • creare una rete solida e favorire la partecipazione dei partner alla progettazione;
  • coinvolgere tutti i partner in modo equo nella realizzazione del progetto, ovvero organizzare il progetto in modo tale che ogni partner, possibilmente, gestisca un'attività;
  • un po' di fortuna: un valutatore che capisca il valore del progetto; essendo il budget limitato, vengono finanziati solo i progetti con punteggi alti.

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Photo credit: UNDP in Europe and Central Asia via Foter.com / CC BY-NC-SA

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