Legge Stabilita' 2016 - Salva banche e risparmiatori

 

Fra le novità della Legge di Stabilità, approvata in via definitiva al Senato, il Salva banche e un Fondo di solidarietà per i risparmiatori

Legge di stabilità  

Con 162 voti favorevoli, la Legge di Stabilità 2016 riceve il via libera definitivo al Senato. Nel testo, anche il tanto discusso Salva banche, il salvagente per Cassa di risparmio di Ferrara Spa, Banca delle Marche Spa, Banca popolare dell'Etruria e del Lazio - Società cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti Spa. Approvate anche misure a salvaguardia dei risparmiatori che hanno investito nei bond più rischiosi dei quattro istituti di credito finiti sull’orlo del fallimento.

Salva banche

Doveva essere un decreto a sé, per la precisione il decreto-legge 183/2015, ma è confluito poi nella manovra finanziaria sotto forma di emendamento.

Nel quadro delle procedure di risoluzione delle crisi bancarie, il provvedimento noto come Salva banche intende agevolare l’attuazione dei programmi di risoluzione dei 4 istituti bancari, conformemente alla disciplina nazionale di recepimento della direttiva Ue 2014/59, la cosiddetta direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive).

Per la fase patologica dell'attività bancaria, la direttiva ha introdotto lo strumentario della risoluzione, che consente di avviare un processo di ristrutturazione gestito da autorità indipendenti - in Italia, la Banca d'Italia - volto ad evitare interruzioni nella prestazione dei servizi essenziali offerti dalla banca (ad esempio, i depositi e i servizi di pagamento), a ripristinare condizioni di sostenibilità economica della parte sana dell'istituto di credito e liquidare le parti restanti.

Per sostenere l’attività creditizia, il Governo vara alcune agevolazioni fiscali per gli istituti finanziari, a partire dalla conversione delle Dta (Deferred tax assets) in credito d’imposta: tale trasformazione decorre dalla data di avvio della risoluzione ed opera sulla base dei dati della medesima situazione contabile.

Le norme che permettono di dedurre in un unico esercizio (rispetto ai precedenti 5 anni) le svalutazioni e le perdite su crediti degli enti creditizi e finanziari e delle imprese di assicurazione decorrono dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, in luogo del periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2015; in tal modo esse si applicano anche ai soggetti con periodo d'imposta non coincidente ovvero superiore all'anno solare.

La manovra esclude inoltre dalle sopravvenienze attive (dunque dall'IRES) i versamenti effettuati dal fondo di risoluzione agli enti ponte, che hanno consentito di mantenere la continuità delle funzioni essenziali precedentemente svolte dalle banche.

Le azioni degli enti ponte sono state interamente sottoscritte dal Fondo nazionale di risoluzione, mentre il capitale di nuova emissione potrà essere sottoscritto da soggetti diversi. Al Fondo di risoluzione verranno conferiti gli eventuali ricavi della vendita qualora le quattro banche trovassero un acquirente disposto ad acquistarle.

Salva risparmiatori

Collegata al Salva banche, la misura a parziale tutela degli investitori coinvolti nel crac di Banca popolare dell'Etruria, Banca Marche, CariFe e Carichieti. Con la Legge di Stabilità 2016 viene istituito un Fondo di solidarietà in favore delle persone fisiche, degli imprenditori individuali, dei coltivatori diretti o imprenditori agricoli che, alla data del 23 novembre 2015, detenevano strumenti finanziari subordinati emessi dalle 4 banche.

Il Fondo avrà una dote da 100 milioni di euro e sarà alimentato dal Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd).

Un decreto del Ministro dell'Economia dovrà fissare le condizioni di accesso al fondo, i termini di presentazione delle istanze di erogazione, i criteri di quantificazione delle prestazioni e il complesso delle procedure da esperire, che potranno essere in tutto o in parte di natura arbitrale.

Saranno arbitri di “comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità” nominati da Palazzo Chigi a gestire caso per caso i singoli casi. Il premier Matteo Renzi ha anticipato che sarà l'Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone a gestire gli arbitrati.

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