Veneto - intervista ad Andrea Comacchio, Dipartimento agricoltura, su PSR 2014-2020

 

Redditività delle aziende agricole e competitività dell’agricoltura sono tra gli obiettivi principali del PSR 2014-2020 della Regione Veneto

PSR 2014-2020

Lo ha dichiarato Andrea Comacchio, direttore del Dipartimento per l'agricoltura e lo sviluppo rurale delle Regione Veneto in un'intervista a FASI.biz, illustrando le criticità e le opportunità offerte dal nuovo Programma di sviluppo rurale della Regione.

ll PSR 2014-2020 della Regione Veneto è ormai in fase attuativa; quali sono le principali criticità che dovrete affrontare?

La principale criticità in questo momento è rappresentata dalla riduzione dei trasferimenti dallo Stato alle Regioni. Questo incide direttamente sulla capacità di assicurare la quota di cofinanziamento regionale del PSR, pari a 202 milioni di euro, sul valore totale del Programma di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 che ammonta a 1.184,3 milioni di euro. Ad aggravare queste difficoltà vi sono pure alcune problematiche legate all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 118-2011 sull’armonizzazione della disciplina di bilancio delle Regioni.

La Giunta regionale del Veneto intende comunque dare priorità al reperimento nel bilancio regionale delle risorse necessarie all’impiego dei finanziamenti europei. Ora si sono appena definiti i criteri di priorità per valutare i progetti che i richiedenti presenteranno a seguito dei bandi di imminente approvazione.

Quali, invece, le maggiori opportunità per imprese, enti e associazioni del territorio?

Il nuovo PSR Veneto è orientato a sostenere la redditività delle aziende agricole e la competitività dell’agricoltura. Il 35,6% delle risorse, per un totale di 422 milioni di euro, è destinato a questo obiettivo. Una quota significativa è riservata alla promozione dell’organizzazione della filiera e della gestione del rischio (123 milioni di euro, pari al 10,4% del programma). Le priorità ambientali (preservazione degli ecosistemi e uso efficiente delle risorse) impegnano un altro terzo del budget. Lo scorso maggio sono stati messi a bando già 144 milioni di euro per pagamenti agro-climatico-ambientali, agricoltura biologica e indennità per zone soggette a vincoli.

Allo sviluppo economico delle zone rurali, infine, è stato riservato oltre il 10% delle risorse: nelle scorse settimane è iniziato l’iter per l’individuazione dei partenariati pubblico-privati, che daranno attuazione allo sviluppo locale Leader in Veneto.

La valutazione dell'efficacia (performance framework) dei programmi operativi ricopre molta importanza in questo settennato. Quali sono gli effetti pratici per imprese ed enti?

Il regolamento UE n. 1303-2013 fissa una riserva di efficacia del 6% delle risorse finanziarie attribuite ad un programma (per il PSR del Veneto vale circa 72 milioni di euro di risorse) che verranno destinate a specifiche priorità solamente nel caso in cui il PSR riesca a raggiungere gli obiettivi intermedi fissati entro il 2018 in termini di spesa e di risultati. Per quanto riguarda il PSR 2014-2020, gli obiettivi del performance framework sono stati stimati attraverso l'analisi di:

  • andamento delle misure nel precedente periodo di programmazione,
  • durata del tempo concesso per la realizzazione delle operazioni e del tempo necessario per la liquidazione del saldo,
  • tipologia di approccio integrato adottato.

Va rilevato che il ritardo dell’Europa nell’approvazione dei regolamenti dei fondi SIE e il lungo negoziato con i servizi della Commissione hanno comportato un allungamento dei tempi per l’approvazione dei PSR riducendo così in modo sensibile il periodo di esecuzione. Nonostante il PSR del Veneto sia stato il primo tra i programmi regionali ad essere approvato (il 26 maggio scorso), i ritardi accumulati del processo di negoziazione e approvazione dei fondi impone che tutti gli attori del sistema siano puntuali nel rispettare le rigorose scadenze imposte dal Programma, pena la perdita di ingenti risorse già a partire dal 2019.

I tempi per la concessione dei finanziamenti o per l'aggiudicazione delle gare sono sempre stati molto lunghi. Quali soluzioni avete pianificato per accelerare la spesa dei fondi?

La Regione Veneto si è distinta nella programmazione 2007-2013 per il rispetto dei tempi previsti dalle procedure del PSR (per le istruttorie ammissibilità e quelle di pagamento e per i pagamenti ai beneficiari) e per aver raggiunto gli obiettivi di spesa previsti dal piano finanziario approvato dalla Commissione europea. Semplificazione amministrativa e riduzione degli oneri burocratici sono obiettivi prioritari della Regione, in particolare nel settore primario e dello sviluppo rurale. Il Sistema Informativo per il Settore Primario (SISP), in un’ottica di sistema unitario in grado di mettere in rete gli attori del comparto, sia pubblici che privati, contribuisce ad abbattere gli oneri amministrativi per le imprese e per l’amministrazione.

Si è intervenuti inoltre ottimizzando le attività di back office tramite l’adozione di flussi di lavoro (workflow) strutturati per la gestione dell’intera procedura, dalla presentazione dell’istanza fino alla conclusione del procedimento. La disponibilità di informazioni certificate e verificate alla fonte e l’automazione dei controlli, ove possibile, permette una cospicua diminuzione dei tempi istruttori da parte degli uffici.

Il problema della governance dei fondi strutturali è stato di recente evidenziato anche dall'ex ministro Trigilia in un'intervista. Come può essere migliorato o riformato il sistema a suo parere?

Il problema nasce a monte: i singoli fondi operano con impostazioni e regole specifiche, senza una vera integrazione. La Regione Veneto, per parte propria, punta ad assicurare complementarietà e coordinamento tra i diversi fondi strutturali e d’investimento europei e gli altri programmi dell’Unione, in attuazione di quel metodo di “programmazione regionale unitaria” previsto dall’Accordo di partenariato Italia 2014 2020 (capitolo 2.1).

La delibera n. 410 del 25 marzo 2013 ha istituito un sistema di governance organizzato in un Gruppo Tecnico di Coordinamento PRU e un gruppo operativo PRU nei quali sono presenti i vertici dell’Amministrazione regionale, le Autorità di gestione FSE, FESR e FEASR, nonché le strutture di gestione CTE e FEAMP. In fase di attuazione dei programmi il Gruppo tecnico di coordinamento PRU e il Gruppo operativo PRU assicurano la sorveglianza sull’attuazione dei meccanismi di complementarietà.

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