Ricerca: Italia partner di tre progetti europei su Open Access

 

Book-Color Histogram.In cosa consiste l’Open Access e come può contribuire alla divulgazione del sapere scientifico? Queste le domande alla base di tre progetti europei, NECOBELAC, OpenAIRE e PEER, di cui l’Italia è partner per favorire l’accesso libero e senza barriere al sapere scientifico.

Open Access, ricerca internazionale ed europea

Il termine Open Access viene utilizzato per indicare la pubblicazione senza restrizioni del materiale scientifico, dagli articoli accademici ai risultati di un progetto di ricerca. Grazie alle possibilità offerte dalla rete, l’accesso ai materiali è gratuito, favorendo così la condivisione del sapere scientifico a livello internazionale.

Attualmente le strategie di pubblicazione utilizzate sono due:

  • autoarchiviazione, da parte degli autori, dei propri materiali in archivi digitali a carattere istituzionale o disciplinare, in accordo con le politiche di copyright dell’editore (green Open Access);
  • pubblicazione su riviste ad ‘accesso aperto’, con il pagamento da parte dell’autore o dell’istituzione d’appartenenza di una quota per coprire i costi di pubblicazione (gold Open Access).

Per quanto riguarda il diritto d’autore, invece, esistono diversi tipi di licenze per consentire agli autori di tutelare il proprio lavoro sulla rete, consentendone la divulgazione.

A livello internazionale l’Open Access è riconosciuto da 4 dichiarazioni cui hanno aderito diversi enti italiani:

  • Budapest Open Access Initiative (2001),  
  • Dichiarazione di Berlino sull'accesso aperto alla letteratura scientifica (2003),
  • Dichiarazione di Messina (2004),
  • Dichiarazione di Alhambra (2010).

A livello europeo, invece, nel 2012 la Commissione Ue ha invitato, con la raccomandazione del 17 luglio sull’accesso e la preservazione delle informazioni scientifiche, tutti gli Stati membri a condividere pubblicamente i risultati delle ricerche finanziate con risorse pubbliche. Ma il passo più significativo è stato raggiunto con l’iniziativa Open Research Data Pilot nell’ambito di Horizon 2020, che prevede l’obbligo di pubblicazione dei risultati dei progetti finanziati dal programma Ue.

7PQ, progetti europei a partecipazione italiana

Fino ad oggi l’Ue ha finanziato diversi progetti sull’Open Access con l’intento di individuarne le potenzialità, migliorando al contempo gli strumenti per la condivisione del sapere scientifico in Europa.

L’Italia ha contribuito alla realizzazione di tre progetti:

  1. NECOBELAC (Network of Collaboration Between Europe & Latin American-Caribbean countries) nell’ambito del Settimo programma quadro (7PQ);
  2. OpenAIRE (Open Access Infrastructure for Research in Europe) nell’ambito del Settimo programma quadro (7PQ);
  3. PEER (Publishing and the Ecology of European Journals) nell’ambito programma EC eContentplus.

NECOBELAC, coordinato dall'Istituto Superiore di Sanità, intende migliorare la scrittura degli articoli scientifici in ambito medico, promuovendo da un lato la pubblicazione di materiali ad accesso libero, e, dall’altro, rafforzando la cooperazione tecnica e scientifica tra l'Europa e i paesi dell'America Latina e dei Caraibi.

Il progetto, conclusosi nel 2012, ha coinvolto 212 istituzioni di 11 paesi dell'America Latina e dei Caraibi e 5 Stati membri dell’Ue, con 46 eventi di formazione e 26 iniziative di disseminazione del progetto.

Con OpenAIRE, invece, è stata realizzata una piattaforma digitale per l'identificazione, il deposito, il monitoraggio e l'accesso aperto ai risultati di ricerca dei progetti finanziati nel corso del 7PQ. Il progetto ha coinvolto 27 Stati membri, tra cui il CNR-ISTI di Pisa e il CASPUR per l’Italia. La piattaforma raccoglie oltre 9 milioni di pubblicazioni, la maggior parte della quali provenienti dai Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna, Germania, Francia e Italia. Anche l'ENEA aderisce al progetto.

PEER, infine, analizza gli effetti del green Open Access, con particolare attenzione all’accesso da parte dei lettori, la visibilità degli autori e le ricadute economiche. Al progetto, terminato nel 2012, ha aderito il Centro ASK (Art, Science and Knowledge) dell'università Bocconi di Milano, svolgendo una ricerca empirica sui costi associati al deposito degli articoli, sulle condizioni in base alle quali i costi possono essere ridotti, su possibili modelli organizzativi di deposito che meglio possono rispondere agli interessi della comunità scientifica e dei lettori.

Links
NECOBELAC
OpenAIRE
PEER

Photo credit: Patrick Gage / Foter / CC BY-NC-SA

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