Appalti pre-commerciali per accrescere gli investimenti nella Ricerca e Sviluppo

 
AntennaIl Parlamento Europeo ha di recente adottato con 587 voti a favore, 12 contro, e 6 astensioni, una risoluzione non legislativa che accoglie la comunicazione della Commissione sugli appalti pre-commerciali e promuove l’istituzione di strumenti e misure Ue per incoraggiare questa pratica. La risoluzione ricorda che la Strategia di Lisbona  ha lanciato un appello agli Stati membri affinché accrescano gli investimenti nel settore ricerca e sviluppo fino al 3% del prodotto interno lordo, un impegno chiave per guidare l’innovazione e l’economia della conoscenza.

In tale contesto gli appalti pre-commerciali sono riconosciuti come un importante driver per l’innovazione. 

L'appalto pre-commerciale, nella definizione del documento della Commssione, è un "appalto relativo alla fase di ricerca e sviluppo (R&S) prima della commercializzazione". In particolare, il termine mira a descrivere un approccio all’aggiudicazione di appalti di servizi di R&S diverso da quelli “i cui risultati appartengono esclusivamente all’amministrazione aggiudicatrice perché li usi nell’esercizio della sua attività, a condizione che la prestazione del servizio sia interamente retribuita da tale amministrazione” e che non costituisce un aiuto di Stato.

Una risorsa sottovalutata. I membri del Parlamento Europeo sottolineano l’attenzione già riservata agli appalti pre-commerciali dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Giappone, che ne stanno sfruttando attivamente il potenziale attraverso gli strumenti di politiche pubbliche. Bisogna tenere presente che, nell’Unione europea, la pratica appalti pre-commerciali  costituisce una risorsa sottoutilizzata di crescita dell’innovazione, che possiede un significativo potenziale per realizzare servizi pubblici di alta qualità e facilmente accessibili, per esempio nella sanità e nei trasporti, così come per guidare le sfide sociali rigurado al cambiamento climatico, all’energia sostenibile e all’invecchiamento della popolazione. 

Usare la struttura giuridica esistente. La risoluzione sottolinea che gli appalti pre-commerciali  possono essere impiegati nell’ambito della struttura legale esistente delle Direttive 2004/17/EC e 2004/18/EC.  In questo contesto, il Parlamento europeo esorta gli Stati membri a controllare le singole normative nazionali per assicurare che le autorità pubbliche non siano limitate negli appalti pre-commerciali attraverso erronei o non necessari requisiti di offerta. 

Coinvolgere tutti gli stakeholder. L’Europarlamento sottolinea che il rafforzamento degli appalti pre-commerciali resta una delle strade con cui gli Stati membri possono accrescere il loro coinvolgimento nell’innovazione e nella ricerca.L’appello si rivolge agli Stati membri, affinchè promuovano l’innovazione, coinvolgendo tutti gli stakeholder, comprese le università, gli istituti di ricerca e gli altri organismi impegnati nella promozione dello sviluppo economico, e creino sinergie tra le autorità pubbliche e le imprese innovative. I membri del Parlamento Europeo sottolineano che questo impegno dovrebbe far parte di una consistente strategia di ricerca, innovazione e sviluppo. 

Migliorare l’informazione e la formazione. Per quanto riguarda le autorità locali e regionali, i membri del Parlamento europeo sottolineano che non c’è ancora informazione a sufficienza sui continui ostacoli che impediscono di accrescere il ricorso agli appalti pre-commerciali. Essi chiedono alla Commissione e gli Stati membri di fornire alle autorità regionali e locali appaltanti delle linee guida per la formazione e degli strumenti che mostrino come gli appalti pre-commerciali possano essere impiegati nella ricerca e nello sviluppo. I membri del Parlamento europeo invitano le direzioni generali competenti della Commissione a cooperare reciprocamente per produrre un manuale completo, semplice da comprendere ma  inoppugnabile in tutte le lingue ufficiali con esempi pratici sul rapporto rischi-benefici, nel rispetto delle condizioni del mercato. Questo manuale dovrebbe essere progettato per essere usato dalle pmi e dalle autorità appaltanti. 

Incentivi finanziari. Per incoraggiare le autorità pubbliche ad inserirsi nel mercato della ricerca e dell’innovazione e i fornitori a essere coinvolti in progetti governativi, i membri del Parlamento europeo propongono che - nell’ambito degli obiettivi dei programmi comunitari per stimolare l’innovazione -  degli incentivi finanziari incoraggino le autorità pubbliche in tutta Europa ad intraprendere congiuntamente appalti pre-commerciali nei principali mercati e in altre aree di interesse europeo. 

Progetto pilota. Il Parlamento mette in evidenza la necessità di un progetto europeo pilota nel contesto degli appalti pre-commerciali al fine di mostrare un approccio di implementazione che assicuri la massima sicurezza legale e protezione per gli affari, in particolare per le pmi, che, per definizione, rappresentano le parti più deboli a confronto con le autorità appaltanti e con le grandi imprese.

Con l’obiettivo di incoraggiare la concorrenza, i membri del Parlamento europeo promuovono infine l’utilizzo dei sistemi di e-procurement.

Un invito a presentare proposte per le tematiche degli appalti pre-commerciali è aperto sulla Call  FP7-ICT-2009-4 - objective 9.3 (b) del VII Programma Quadro.

Per approfondire: Risoluzione del Parlamento europeo del 3 febbraio 2009
(a cura di Alessandra Flora)

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