Horizon 2020: ICT, opportunità con i partenariati pubblico privati

 

Incontro Confindustria, Roma 10.12.2014 - foto di Viola De SandoQual è il ruolo dei partenariati pubblico-privati (PPP) nel campo delle ICT in Horizon 2020? Questa la domanda alla base dell’incontro “HORIZON 2020: I Partenariati pubblico-privati   nel  settore  delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione” promosso da Confindustria.

L’evento, il secondo di un ciclo più ampio di incontri sui vari partenariati europei esistenti, si è svolto in videoconferenza il 10 dicembre presso la delegazione di Confindustria a Bruxelles, le sedi Confindustria a Roma e Assolombarda a Milano.

Horizon 2020, tipologie di PPP

Ad aprire l’incontro Annalisa Bogliolo, della Dg Connect della Commissione Ue, con una sintesi sulle diverse tipologie di PPP previste da Horizon 2020. Nel programma si distinguono tre tipi di PPP:

  1. partenariati pubblico-privati, che coinvolgono sia la PA che l’industria;
  2. partenariati pubblici, che coinvolgono soggetti della PA;
  3. European innovation partnership, per il coordinamento delle policy.

I partenariati pubblico-privati si suddividono a loro volta in due tipologie, previste dall’articolo 25 del regolamento di Horizon 2020:

  • contractual PPP, cofinanziati dalla Commissione Ue e settore privato;
  • institutional PPP o Joint Technologies Initiatives (JTI), cofinanziati dalla Commissione Ue, Stati membri e settore privato.

Attualmente in Horizon 2020 i contractual PPP dedicati all’ICT sono sei:

  1. advanced 5G network infrastructure (700 milioni di euro)
  2. photonics (700 milioni di euro)
  3. robotics (700 milioni di euro)
  4. high performance computing (700 milioni di euro)
  5. big data (700 milioni di euro)
  6. factories of the future (500 milioni di euro)

A questi si aggiungono altri contractual PPP che possono interessare, indirettamente, il settore ICT:

  • green vehicles
  • Energy efficient buildings
  • sustainable process industry (SPIRE)

Il PPP nel campo della robotica si chiama SPARC, ha spiegato Giovanni Barontini, di Finemccanica, è nato grazie ad un accordo tra la Commissione Ue e l’associazione EuRobotics, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’Ue nel campo della robotica. Il partenariato coinvolge 180 tra aziende e centri di ricerca europei, tra cui Finmeccanica, Scuola Superiore Sant’Anna, Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università Federico II di Napoli a La Sapienza di Roma. Per questo PPP, la Commissione Ue ha stanziato 700 milioni di euro, mentre EuRobotics ben 2,1 miliardi di euro.

ECSEL JU, JTI per l'elettronica

Tra le JTI europee più importanti per il settore ICT c’è ECSEL Joint Undertaking, ha proseguito Livio Baldi di Micron, che riunisce tre piattaforme: ENIAC, ARTEMIS ed EPoSS. Obiettivo di ECSEL è accrescere la produttività dell'Ue in campo elettronico, favorendo lo sviluppo economico dell’Ue. Le risorse stanziate dalla Commissione europea per ECSEL ammontano a oltre 1,2 miliardi di euro (1,7% del budget di Horizon 2020), mentre Stati membri e industria metteranno a disposizione 3,6 miliardi di euro.

Nell’ambito della prima call ECSEL 2014, ha commentato Aldo Cavello del MIUR, sono stati selezionati 13 progetti, di cui 7 a partecipazione italiana.

Cluster tecnologici nazionali

A livello nazionale, ha proseguito Laura Morganti del Cluster nazionale Smart Communities TECH, il MIUR ha lanciato negli ultimi due anni 8 cluster tecnologici nazionali per coordinare le politiche industriali e di ricerca dell’Italia. Si tratta di un sistema che coinvolge, insieme al Ministero, anche le Regioni, le imprese e gli organismi di ricerca, con l’obiettivo di facilitare la partecipazione dell’Italia ai progetti europei.

Con il Cluster nazionale Smart Communities TECH, ad esempio, sono stati avviati fino ad oggi quattro progetti, per un valore di 39 milioni di euro, che coinvolgono 76 partner, di cui 63 aziende e 13 centri di ricerca.

PPP e Italia

La partecipazione ai PPP, ha commentato Paola Inverardi, Delegato Nazionale del Comitato di programma ICT di Horizon 2020, è molto importante poiché è attraverso i PPP che vengono definiti i piani di lavoro e le roadmap per la ricerca in Europa. Purtroppo la partecipazione dell’Italia ai vari PPP europei è minata dalla mancanza di comprensione degli strumenti stessi, ritardi nei pagamenti e scarsità di fondi. Per le JTI, hanno suggerito Baldi e Barontini, dove è richiesto un finanziamento anche da parte dello Stato membro, la mancanza di fondi nazionali potrebbe essere compensata dall’utilizzo dei fondi strutturali.

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