Fondi UE 2014-2020: aumentare la trasparenza per una gestione efficiente

 

Transparency - Photo credit: Images_of_Money / Foter / CC BYCon l'avvio della programmazione 2014-2020, sempre maggiore attenzione viene rivolta alla trasparenza dei dati e delle informazioni, considerata di fondamentale importanza per una corretta ed efficace gestione dei fondi strutturali. Cosa chiede l'Ue agli Stati membri in fatto di trasparenza? Come si sta preparando l'Italia per colmare le carenze evidenziate nel periodo 2007-2013?

Le raccomandazioni dell'Ue all'Italia

Tra le raccomandazioni rivolte all'Italia dal Consiglio europeo, si legge nell'Accordo di Partenariato pubblicato in versione definitiva lo scorso 6 ottobre dal Dipartimento per lo sviluppo e la Coesione economica, viene sottolineata l’esigenza di "garantire una migliore gestione dei fondi dell'Ue, a livello nazionale e regionale, in particolare nelle Regioni del Sud, in termini di capacità amministrativa, trasparenza, valutazione e controlli di qualità". Contestualmente, l'Ue chiede all'Italia di “potenziare ulteriormente l'efficacia delle misure anticorruzione”.

Il Consiglio europeo, si legge ancora nell'Accordo di Partenariato, sottolinea il ruolo della Pubblica Amministrazione nel “conseguimento dei target di Europa 2020 e nella gestione dei fondi europei”, individuando i nodi su cui incidere. Nella raccomandazione di luglio 2014, in particolare, il Consiglio ricorda come, in Italia, l'inadeguatezza della capacità amministrativa e “la mancanza di trasparenza, di valutazione e di controllo della qualità” continuino a ripercuotersi sulla gestione dei fondi Ue. In particolare, recita la raccomandazione, “per lottare efficacemente contro la corruzione è indispensabile dotare di adeguati poteri l'Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”.

Per quanto riguarda la trasparenza delle amministrazioni e lo sviluppo dell’open government, si legge ancora nell'AdP, “la posizione italiana non è tra le migliori”. Secondo l’Open Data Barometer global ranking (2013), che registra il livello di diffusione di pratiche e politiche di open government data nel mondo, l’Italia risulta al 13° posto sui 22 Paesi europei considerati, pur presentando, nello specifico delle politiche di coesione, l’esperienza di OpenCoesione, avviata nel corso del 2007-2013 e riconosciuta all’avanguardia anche in campo internazionale.

I "deficit di capacità amministrativa nella gestione dei fondi" dipendono da un "contesto generale sfavorevole" caratterizzato, tra le altre cose, da:

  • livelli non sempre chiari di distinzione delle responsabilità con rischi elevati di confusione e sovrapposizione delle funzioni di indirizzo politico con quelle di gestione/attuazione tecnico amministrativa di programmi complessi;
  • standard non adeguati di tempestività e trasparenza della decisione pubblica;
  • il funzionamento non efficiente del sistema di affidamento dei lavori e delle procedure di appalto.

L'azione dell'Italia

Nell'ambito dell'Obiettivo Tematico 11 "Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un’amministrazione pubblica efficiente" individuato dall'Accordo di Partenariato per il periodo 2014-2020, si prevede l'attuazione di “progetti di Open Government per favorire trasparenza, collaborazione e partecipazione realizzati tramite il coinvolgimento di cittadini/stakeholder e iniziative per il riutilizzo dei dati pubblici, la partecipazione civica e il controllo sociale”.

Le iniziative, si legge nel documento, riguarderanno settori specifici e saranno realizzate in modalità integrata, dalla selezione e pubblicazione dei dati fino al loro utilizzo, sul modello di OpenCoesione.

Per garantire la trasparenza e la disponibilità pubblica di dati e informazioni su tutti i programmi cofinanziati dai fondi strutturali e di investimento europei, l'Italia propone poi due strumenti, già sperimentati nel corso della scorsa programmazione e ora potenziati in vista dell'avvio del nuovo settennato:

  1. il portale OpenCoesione,
  2. il gruppo tecnico su qualità e trasparenza dei dati

Portale OpenCoesione

Il Regolamento Ue n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sui fondi Ue per il periodo 2014-2020, stabilisce che “per migliorare l'accessibilità e la trasparenza delle informazioni sulle opportunità di finanziamento e sui beneficiari dei progetti” ogni Stato membro dovrebbe mettere a disposizione “un unico sito o portale internet che fornisca informazioni su tutti i programmi operativi, compresi gli elenchi delle operazioni finanziate nell'ambito di ciascun programma operativo”.

Al fine di garantire la trasparenza del sostegno fornito dai fondi, stabilisce ancora il Regolamento, "gli Stati membri o le Autorità di gestione mantengono un elenco delle operazioni suddivise per programma operativo e per fondo", nella forma di un foglio elettronico che consenta di selezionare, cercare, estrarre, comparare i dati e di pubblicarli agevolmente su internet. L'elenco delle operazioni, si legge poi, deve essere accessibile tramite un "portale web unico, che fornisce un elenco e una sintesi di tutti i programmi operativi dello Stato membro interessato".

In linea con quanto stabilito dal Regolamento Ue, l'Italia, per garantire una comunicazione trasparente e efficace sull'attuazione dei progetti finanziati dalle politiche di coesione a livello nazionale, l'Italia intende rafforzare l’iniziativa OpenCoesione, avviata nel 2012 dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica in collaborazione con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il contributo operativo delle amministrazioni coinvolte nell’attuazione degli interventi.

Il portale OpenCoesione pubblica, con cadenza bimestrale e in formato aperto, i dati del Sistema nazionale di monitoraggio unitario sui singoli progetti relativi a tutti i programmi cofinanziati e fornisce, inoltre, dettagli su risorse, avanzamento finanziario, luoghi e ambiti tematici, soggetti coinvolti, tempi di realizzazione e indicatori di output, assumendo il ruolo di “portale unico nazionale”.

Ciascuna Autorità di Gestione può riutilizzare le informazioni pubblicate su OpenCoesione utilizzando gli appositi widget messi a disposizione sul portale nazionale per visualizzare automaticamente sui propri siti istituzionali specifici contenuti, come gli elenchi delle operazioni e dei beneficiari.

Le Autorità di Gestione assicurano, invece, la pubblicazione delle informazioni sulle opportunità di finanziamento offerte dai programmi, su iniziative di consultazione pubblica ed eventuali dati aggiuntivi rispetto a quanto richiesto dal tracciato del Sistema di monitoraggio unitario, notificando a OpenCoesione, attraverso specifiche modalità per lo scambio elettronico di dati anche in formato aperto, tutti gli aggiornamenti al fine di garantirne evidenza sul portale.

Gruppo tecnico su qualità e trasparenza dei dati

Al fine di sostenere il processo di miglioramento della qualità dei dati avviato con la pubblicazione online delle informazioni di monitoraggio, il Gruppo Tecnico su qualità e trasparenza dei dati viene rafforzato per promuovere ulteriormente la collaborazione tra le mministrazioni che gestiscono programmi cofinanziati dai fondi strutturali e quelli complementari alla Politica di coesione.

Fanno parte del Gruppo Tecnico, coordinato congiuntamente dal DPS e dal MEF, rappresentanti designati dalle singole amministrazioni in qualità di referenti per le attività di monitoraggio e comunicazione.

Il Gruppo Tecnico è la sede di approfondimento delle problematiche legate ai dati dei sistemi di monitoraggio e alle modalità di comunicazione efficace delle politiche attuate in Italia mediante i programmi cofinanziati dalle politiche di coesione.

In particolare, il Gruppo ha il compito di:

  • verificare il corretto funzionamento del Sistema di monitoraggio unitario 2014-2020,
  • uniformare l’interpretazione delle variabili incluse nel Sistema,
  • definire standard di pubblicazione e riutilizzo di dati e informazioni non incluse nel tracciato unico.

Nel quadro delle attività di comunicazione, il Gruppo Tecnico definisce le opportune modalità di collaborazione tra le amministrazioni, affinché il portale OpenCoesione risulti come strumento chiave per rappresentare lo stato di attuazione degli interventi finanziati rispetto agli obiettivi prefissati e favorire, attraverso azioni di “monitoraggio civico”, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della società civile ed imprenditoriale nella verifica dei risultati ottenuti.

Links
Regolamento Ue n. 1303/2013

Fondi Ue 2014-2020: la versione definitiva dell'Accordo di Partenariato

Photo credit: Images_of_Money / Foter / CC BY

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