Il New York Times on-line a pagamento

 

Macbook, iPad, iPhone - Foto di Jon MountjoyDal prossimo 28 marzo il New York Times, uno dei più importanti quotidiani generalisti e tra i più frequentati sul web, introduce gli abbonamenti per l'accesso ai contenuti della sua versione on-line. La consultazione gratuita sarà possibile su un numero limitato di articoli, superato il quale gli utenti, ad eccezione di quelli già abbonati all'edizione cartacea, dovranno sottoscrivere un abbonamento digitale a partire da 15 dollari al mese.

La decisione, annunciata con un messaggio ai lettori sul sito internet del quotidiano dall'editore Arthur Sulzerberg e spiegata con la volontà di garantire ai lettori un servizio di qualità, era già stata anticipata nel gennaio scorso.

Il modello di abbonamento adottato dal New York Times, e applicato in Canada già a partire da ieri per poi estendersi a tutto il mondo, è analogo a quello scelto dal Financial Times, con un numero limitato di articoli free per i frequentatori abituali, oltre il quale è necessario attivare un abbonamento.

Nel dettaglio il nuovo piano del NYT prevede 20 articoli gratuiti al mese per chi accede direttamente al sito, libertà di accesso per chi vi approda provenendo da blog, aggregatori e social network e la consultazione gratuita della sezione Top News su smartphone e tablet.

Gli abbonamenti sono diversificati in tre tipologie: il costo base è di 15 dollari per quattro settimane per l'abbonamento web e l'applicazione per smartphone, 20 dollari per l'accesso web più l'app per tablet e 35 dollari per accedere illimitatamente al sito e ad entrambe le applicazioni.

Il New York Times è il primo quotidiano generalista ad adottare questa strategia, che si colloca tuttavia in un processo più ampio di adattamento dei prodotti editoriali alla crescente fruizione on-line e sta coinvolgendo i principali quotidiani, Financial Times e Wall Street Journal in prima linea, stimolato dalla diffusione vertiginosa dei dispositivi mobile e dalla realizzazione di servizi ad hoc da parte di Apple, con Apple Store, e Google, con One Pass, per la vendita di contenuti digitali.

Non a caso negli Stati Uniti è già presente dal febbraio scorso The Daily, ideato da Rupert Murdoch in esclusiva per iPad, che pare non stia però ottenendo i risultati sperati, e anche in Italia diversi quotidiani si sono attrezzati con abbonamenti per l'accesso ai contenuti web e in modalità mobile, con tariffe settimanali, come nel caso di Corriere mobile, o per sms ricevuto, come per Repubblica Gold.

Starà per concludersi l'era dei contenuti gratis online?

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