Tecnologie chiave per lo sviluppo industriale europeo

 

Principio dello zoom - Immagine di SmialIl mondo dell'industria ha subito trasformazioni imponenti negli ultimi decenni legati allo sviluppo dell'informatica e dell'elettronica, delle tecnologie dei materiali e delle biotecnologie, cioè delle cosiddette Key enabling technologies, le tecnologie abilitanti fondamentali. Un gruppo di esperti, su iniziativa dei Vice-Presidenti della Commissione europea Antonio Tajani e Neelie Kroes e del Commissario Máire Geoghegan-Quinn, sta cercando di formulare una strategia europea per potenziarne la diffusione.

Attualmente non si ha una comprensione e una strategia condivisa a livello europeo in materia di key enabling technologies (KETs), vi è però sicuramente accordo sul fatto che queste tecnologie abbiano un impatto sistemico sull'industria.

Tra queste possiamo individuare:

  • Materiali avanzati: queste tecnologie conducono sia alla sostituzione di materiali esistenti con altri di costo inferiore che allo sviluppo di prodotti e servizi ad alto valore aggiunto, capaci di ridurre anche il dispendio di risorse ambientali;
  • Nanotecnologie: con questo termine si intende la progettazione, la produzione e l’applicazione di strutture, dispositivi e sistemi controllando forme e dimensioni su scala nanometrica, un mercato che, a livello mondiale, ammontava a 147 miliardi di dollari già nel 2007;
  • Micro e nano elettronica: questi settori hanno a che fare con componenti semiconduttori e sottosistemi elettronici altamente miniaturizzati e con la loro integrazione in prodotti e sistemi più grandi. Il mercato mondiale della microelettronica era stimato in 261 miliardi di dollari nel 2008, soprattutto grazie ai settori dell’elaborazione elettronica dei dati e delle telecomunicazioni;
  • Biotecnologia industriale: cioè l’applicazione della biotecnologia per processi industriali e per la produzione di prodotti chimici, materiali e carburanti. Le applicazioni più mature sono legate agli enzimi utilizzati nell'industria alimentare, dei mangimi e settori dei detergenti;
  • Fotonica: è un dominio interdisciplinare che riguarda la generazione, la rilevazione e la gestione della luce, che al momento coinvolge 5 mila produttori in Europa e occupa, senza considerare i subcontraenti, circa 246 mila persone.

Considerate le cifre che queste tecnologie sono in grado di generare, un fatturato fra i 1000 e 1800 miliardi di euro l'anno su scala mondiale, gli investimenti in ricerca e sviluppo, l'impiego di capitale umano altamente qualificato e le prospettive rese possibili dalla loro integrazione, è indispensabile che l'Unione europea ne sostenga la massima diffusione e il gruppo di ricerca attivato dovrà elaborare le modalità per raggiungere questo obiettivo.

In realtà alcuni Stati hanno già iniziato ad identificare le tecnologie abilitanti rilevanti per la loro competitività futura, cominciando a destinarvi investimenti significativi in R&S: comune è l'impegno nelle tecnologie dei materiali, ma la Germania si sta concentrando sulle biotecnologie e il Regno Unito sulla bioscienza, mentre la Francia tralascia questi settori per lavorare su micro e nano componenti per micro sistemi e sull’ingegneria di sistema.

Nel 2011 le conclusioni del gruppo di lavoro saranno riportate dalla Commissione europea al Consiglio e al Parlamento, per essere recepite e armonizzate nel quadro della politica industriale e dell'innovazione dell'UE.

Preparing for our future: Developing a common strategy for key enabling technologies in the UE

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