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PNRR: cosa prevede la proposta di Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR)

 

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti - Foto di Stas Knop da PexelsIl Ministero della Transizione ecologica pubblica la proposta di Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR), tra le riforme previste dal PNRR nell’ambito delle misure per l’economia circolare.

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Il Recovery Plan prevede due riforme chiave per l’economia circolare, un settore di eccellenza per il Paese. 

Da un lato c’è la Strategia Nazionale per l’Economia Circolare - che prevede, tra le altre, misure per l’ecoprogettazione, il mercato delle materie prime seconde, la riforma dei sistemi di Extended Producer Responsibility e incentivi per supportare l’utilizzo di materiali derivanti dal riciclo - dall’altro il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR).

In entrambi i casi l’orizzonte temporale è giugno di quest’anno: entro metà 2022, infatti, il MiTE dovrà pubblicare sia la strategia per l’economia circolare che il PNGR.

Per quanto concerne la prima, le basi sono state gettate a settembre dell’anno scorso, con il lancio di una consultazione pubblica largamente partecipata per disegnare l’ossatura della strategia.

Ora muove i primi passi anche il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti, con la pubblicazione sul sito del MiTE, nell’ambito della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), della proposta di PNGR.

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti (PNGR): cos'è e cosa prevede

Si tratta di uno strumento di indirizzo per le Regioni e le Province autonome nella pianificazione della gestione dei rifiuti.

L’obiettivo del Programma è colmare il gap impiantistico, aumentare il tasso di raccolta differenziata e di riciclaggio per sviluppare nuove catene di approvvigionamento di materie prime seconde dal ciclo dei rifiuti, in sostituzione di quelle tradizionali e contribuire alla transizione energetica.  

Il Programma ha un orizzonte temporale di sei anni (2022-2028), parte dal quadro di riferimento europeo e mira a orientare le politiche pubbliche ed incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare. 

Le Regioni e le Province autonome saranno poi tenute ad approvare o adeguare i rispettivi piani regionali di gestione dei rifiuti entro 18 mesi dalla pubblicazione del PNGR definitivo. 

Il PNGR fissa i macro-obiettivi, le macro-azioni, i target, definisce i criteri e le linee strategiche a cui le Regioni e le Province autonome dovranno attenersi nella elaborazione dei Piani di gestione dei rifiuti. Offre poi una ricognizione nazionale dell’impiantistica e dà gli indirizzi per colmare i gap impiantistici fra le regioni. 

I target si concentrano sull’aumento del tasso di raccolta differenziata, sulla riduzione del numero delle discariche irregolari, sulla riduzione del tasso di smaltimento in discarica dei rifiuti urbani al di sotto del 10% al 2035. 

Il Programma indica inoltre la necessità di adottare a livello regionale pianificazioni basate su una attenta quantificazione dei flussi dei rifiuti e individua nella metodologia LCA (Life Cycle Assessment), uno strumento fondamentale per la comparazione degli scenari di gestione, tenendo conto di tutti gli impatti ambientali.

“Ringrazio il dipartimento per lo sviluppo sostenibile e la direzione economia circolare del MITE per questo straordinario lavoro ed Ispra per il supporto tecnico-scientifico”, commenta il sottosegretario al MiTE Vannia Gava. “Ora raggiungiamo, come previsto, un’altra tappa del PNRR. Il Programma nazionale è uno strumento importante per uniformare il Paese su una strategia corretta della gestione dei rifiuti, grazie ad un’impiantistica moderna e diffusa capillarmente sul territorio. Trasformiamo i rifiuti da problema a risorsa”.

La pubblicazione del PNGR, per permettere la consultazione pubblica, è prevista dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), necessaria per l’approvazione del Programma. Cittadini e organizzazioni interessate possono esaminare la bozza di documento e presentare le proprie osservazioni entro 45 giorni dalla pubblicazione.

Foto di Stas Knop da Pexels

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