Cingolani: impegno a valutare Superbonus per alberghi

 

Riforma del superbonus e degli altri incentivi per la casa: Foto di Ian Panelo da PexelsUsando solo condizionali, il ministro della Transizione ecologica Cingolani assume l’impegno di verificare la possibilità di estendere il superbonus anche “agli edifici strumentali di imprese”, inclusi alberghi e ristoranti. E come accennato da Gava, torna sull’opportunità di una riforma complessiva di tutti i bonus casa.

Penna rossa di Bruxelles sugli interventi green del Recovery Plan italiano, incluso il superbonus

L'apertura è arrivata durante un question time al Senato, in  cui il ministro Roberto Cingolani ha detto di valutare la possibilità di estendere il superbonus ad alberghi e ristoranti ed è tornato sull'opportunità di una riforma complessiva tutti i bonus per i lavori sugli immobili residenziali privati, tramite un sistema differenziato di aliquote “in funzione delle performance generali raggiunte da ciascun edificio”.

A distanza dunque di pochi giorni dalle parole della sottosegretaria Vannia Gava, anche il numero uno del MiTE accenna ad una riforma complessiva di tutti i bonus casa. Più ambigua, invece, la questione di un’ulteriore proroga del superbonus rispetto a quella già prevista dalla bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) del governo Conte.

Cingolani valuta superbonus 110 per alberghi

Alla domanda della senatrice Gallone di “valutare l'estensione del superbonus agli immobili considerati strumentali all'attività di impresa, come - ad esempio - alberghi, agriturismi, baite e rifugi di montagna”, Cingolani ha replicato con cautela. In una risposta basata esclusivamente sui verbi al condizionale, infatti, il ministro della Transizione ecologica ha assunto solo l’impegno a valutare la questione con il MEF, non nascondendo i profili di difficoltà insiti nell’operazione. 

Dopo aver ricordato che “la misura in questione è stata introdotta con lo scopo principale di favorire interventi di riqualificazione profonda sotto il profilo energetico e sismico degli edifici residenziali”, il ministro ha sottolineato infatti che “l'ampliamento della platea dei beneficiari anche agli edifici strumentali di imprese potrebbe risultare più complessa da conciliare con l'obiettivo di concentrare risorse pubbliche dove possono produrre maggiori risultati”.

Nonostante ciò, Cingolani non ha chiuso del tutto le porte all’ipotesi, anzi. “Lavoreremo su questo”, ha affermato infatti il ministro, assicurando l’impegno a riferire nei “tempi più rapidi possibili”.

Verso una riforma di superbonus, ecobonus e degli altri bonus casa

Sembrerebbe invece molto più probabile l’intenzione di procedere con una riforma complessiva del sistema di agevolazioni per ristrutturare gli immobili residenziali privati. Come già accennato alla Camera il 31 marzo da Gava, infatti, al Senato anche Cingolani è tornato sul tema, inserendolo nella più ampia cornice del Recovery Plan e delle scadenze annuali a cui sono sottoposti i bonus casa.

"Per quanto riguarda la possibilità di procedere alla riforma delle detrazioni fiscali connesse agli interventi edilizi (...) la stessa bozza del PNRR ha dato particolare rilevanza agli interventi di riqualificazione degli edifici residenziali, prevedendo la proroga del superbonus per i condomini ex Istituto autonomo case popolari (IACP) al 31 dicembre 2022 e al 30 giugno 2023". "Si tratta - ha sottolineato Cingolani - di proroghe abbastanza importanti. Fino a tali date il superbonus potrebbe operare insieme alle consuete detrazioni fiscali dedicate al settore (bonus casa, ecobonus, sismabonus, bonus facciate), ad oggi tuttavia limitate al 31 dicembre 2021".

"Per il periodo successivo - ha continuato quindi il ministro - potrebbe essere considerata una revisione coordinata del sistema delle detrazioni fiscali ad oggi esistente, con un approccio integrato che consentirebbe di ottimizzare tempi e costi degli interventi. La revisione del quadro normativo potrebbe tenere conto dei vincoli di bilancio e prevedere congiuntamente tutti questi profili, valutando, ad esempio, diverse aliquote di detrazione in funzione delle performance generali raggiunte da ciascun edificio”.

Proroga del superbonus 110

A parlare in modo più esplicito della possibilità di prorogare a tutto il 2023 il superbonus era stata invece Gava, durante l'interrogazione del 31 marzo in Commissione Attività Produttive della Camera.

Se è vero che “la bozza di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) ha dato particolare rilevanza agli interventi di riqualificazione degli edifici residenziali, prevedendo la proroga del superbonus 110 per cento per i condomini e gli ex-IACP, rispettivamente al 31 dicembre 2022 e 30 giugno 2023”, aveva spiegato la sottosegretaria, “la politica a favore dell’efficienza energetica dovrà ovviamente continuare oltre le date segnalate”, aveva infatti aggiunto la rappresentante del MiTE.

Un’apertura, insomma, che sembrerebbe andare incontro alle richieste del Parlamento di prorogare la maxi agevolazione a tutto il 2023.

Cessione del credito e semplificazioni

Più lineare la visione del MiTE sullo sconto in fattura e sulla cessione del credito. Sia Cingolani che Gava, infatti, concordano sulla bontà delle due misure, affermando che “il sistema delle detrazioni edilizie potrebbe continuare ad essere affiancato da strumenti di provata efficacia, come quelli della cessione del credito e dello sconto in fattura con procedure adeguate anche per le piccole e medie imprese del settore”.

Più complesso, invece, il discorso sulle semplificazioni delle norme del Testo unico dell’edilizia per rendere più facile l’impiego del superbonus. Su questo fronte il punto più dolente è la “doppia conformità edilizia” dell'immobile (ai titoli urbanistici ed edilizi di oggi e a quelli del tempo in cui fu costruito). Un requisito che sta tagliando fuori molti edifici e sul quale invece, ha affermato Cingolani, “occorre trovare un adeguato punto di equilibrio fra una semplificazione necessaria delle procedure di accesso al superbonus e ovviamente la lotta al fenomeno dell'abusivismo”.

Il tema sarebbe già sul tavolo del Governo, al lavoro su un possibile nuovo decreto Semplificazioni che dovrebbe interessare anche il vincolo della doppia conformità.

Photocredit: Ian Panelo da Pexels

Per leggere il contenuto prego
o