Consultazione UE su tassazione criptovalute e pagamenti elettronici

 

UE: consultazione pubblica su criptovalute e pagamenti elettroniciLa Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica per raccogliere pareri in merito alla tassazione di criptovalute e valute elettroniche, al fine di contrastare le frodi e l'evasione fiscale.

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L’iniziativa modificherà la Direttiva 2011/16/UE relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale (DAC8), per garantire che le norme dell’UE siano adeguate ad affrontare le problematiche emergenti relative alle nuove tecnologie ed includano ulteriori settori quali le criptoattività e le criptovalute.

A tal fine, la consultazione mira a raccogliere i pareri degli stakeholders, che avranno tempo fino al 2 giugno 2021 per fornire indicazioni sull’uso dei cripto-asset, sulle informazioni disponibili e sui meccanismi di comunicazione che potrebbero essere utilizzati di cui l'Esecutivo UE terrà conto. La revisione fa parte del pacchetto fiscale a supporto del Recovery presentato dalla Commissione UE nel luglio dello scorso anno.

A cosa serve la consultazione UE su criptovalute e pagamenti elettronici

"Questa iniziativa fornirà alle amministrazioni fiscali le informazioni per identificare i contribuenti che stanno attivamente utilizzando nuovi mezzi di pagamento o di investimento, in particolare crypto-asset ed e-money, allo scopo di limitare evasione e frodi fiscali", si legge nel comunicato della Commissione.

L’invito a partecipare alla consultazione è rivolto a imprese, PMI, società di consulenza, associazioni di categoria, cittadini, ricercatori, rappresentanti di organizzazioni non governative e autorità pubbliche degli Stati membri.

Le informazioni raccolte attraverso la consultazione dovrebbero consentire una definizione di "obblighi di rendicontazione che garantiscano una tassazione equa evitando oneri amministrativi eccessivi e fornendo allo stesso tempo parità di condizioni e un regolamento comune per i 27 Stati membri dell'UE".

Per quanto riguarda le sanzioni e le misure di conformità, i contributi raccolti dovrebbero consentire una definizione comune e più precisa di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive e di misure intese a contrastare l’elusione fiscale e possibili distorsioni del mercato interno.

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