Fusione nucleare, il punto sul progetto ITER. Nuove gare in Italia nel corso dell'anno

 

Progetto ITER - Credit © ITER Organization, http://www.iter.org/ La fusione termonucleare è la reazione che avviene nel Sole e nelle stelle, e potrebbe essere l'energia del futuro. Per questo l’UE continuerà a finanziare fino al 2027 il progetto ITER, uno dei più ambiziosi al mondo, in cui l’Italia ha un ruolo di primo piano. Nel corso dell'anno saranno bandite nuove gare per i componenti principali e i lavori di adattamento del sito all’interno del Centro Ricerche ENEA di Frascati.

Il programma Euratom 2021-2025

La fusione nucleare è la principale risposta della scienza al problema energetico nel lungo periodo, ma ci vorranno ancora almeno trent'anni per raggiungere l'obiettivo.

Un ruolo di primo piano a livello mondiale è quello del progetto ITER - acronimo di International Thermonuclear Experimental Reactor, e allo stesso tempo riferimento al latino "percorso" o "cammino" - basato sul principio alla base delle stelle: la fusione di idrogeno per formare elio e rilasciare un'enorme quantità di energia pulita.

Si tratta del primo progetto a lungo termine per la costruzione e il funzionamento di un reattore destinato a testare la fattibilità della fusione come fonte di energia, cui partecipano l’Unione europea, gli Stati Uniti, la Federazione russa, il Giappone, la Cina, la Corea del Sud e l’India.

Il reattore sperimentale è attualmente in costruzione a Cadarahe, nel Sud della Francia. 

Quanto investe l’Europa nel progetto ITER?

Come previsto dall’accordo adottato dal Consiglio il 22 febbraio, l’UE continuerà a contribuire attivamente al progetto ITER: il finanziamento europeo al progetto per il periodo dal 2021 al 2027 è fissato a 5,61 miliardi di euro a prezzi correnti.

Euratom in forza dell'accordo ITER è la parte ospitante, mentre l’organizzazione Fusion4Energy gestisce il contributo dell’Unione europea a ITER e collabora con il Giappone in materia di progetti di ricerca e sviluppo sulla fusione.

Secondo le stime della Commissione, l'importante realizzazione del primo plasma avverrà probabilmente nel dicembre 2025, con la piena operatività prevista per il 2035. Si prevede che l'energia da fusione come fonte energetica commercialmente valida non produca elettricità prima del 2050.

Il ruolo dell’Italia nel progetto ITER

L’Italia da tempo ha assunto un ruolo di primo piano nel progetto attraverso ENEA, che è stata protagonista nella progettazione e nel programma di ricerca e sviluppo di ITER.  

Nella fase di costruzione, ENEA partecipa con la progettazione e realizzazione di componenti ad alto contenuto scientifico e tecnologico, mediante la presenza di ricercatori e tecnici italiani nelle organizzazioni preposte alla realizzazione e il supporto al sistema industriale italiano per la realizzazione delle forniture ad ITER.

I centri di ricerca ENEA di Brasimone e Frascati dispongono di infrastrutture di eccellenza e, proprio a Frascati, è in via di realizzazione il Divertor Tokamak Test facility, un'infrastruttura strategica nella roadmap verso la fusione, ideata da ENEA in collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi istituti di ricerca, ENI, Banca europea degli investimenti e Consorzio Create per sperimentare soluzioni ad alcuni dei nodi più complessi sul cammino della fusione, con ricadute scientifiche, economiche e occupazionali di rilievo.

Nucleare: nel Lazio il DTT realizzato grazie, soprattutto, ai fondi UE

A novembre 2020, ICAS - un consorzio che comprende, appunto, ENEA e due aziende di punta del settore, la toscana Tratos Cavi SpA e la piemontese Criotec Impianti SpA - sono stati consegnati al sito di Cadarache i primi 420 metri di innovativi conduttori da posizionare nel ‘cuore’ dell’impianto di ITER.

Lunghi 105 metri ciascuno, i supercavi - interamente progettati e realizzati in Italia - sono i primi quattro di una commessa del valore di circa 5 milioni di euro che prevede la costruzione entro il 2023 di 69 pezzi che verranno utilizzati per l’avvolgimento di 30 bobine e 30 adduttori di corrente, con ENEA nel ruolo di responsabile della progettazione, sviluppo, pianificazione, monitoraggio e qualità.

Ma questa è solo una delle tante gare pubbliche di ITER che le imprese italiane si sono aggiudicate negli anni. 

A gennaio 2020 Fincantieri ha vinto il terzo contratto come capofila di tre diversi raggruppamenti nell’ambito di ITER. Il contratto, del valore di quasi 100 milioni di euro, per una serie di forniture e installazioni di equipaggiamenti di alto profilo, che vede coinvolte la sua controllata Fincantieri SI, attiva nel settore dell’impiantistica e componentistica industriale elettrica, elettronica ed elettromeccanica, Delta-ti Impianti, specializzata in impiantistica meccanica, e Comes, specializzata in impiantistica elettrica.

A maggio il consorzio guidato da Ansaldo Nucleare si è aggiudicato un contratto-quadro da 10 milioni di euro per  una valutazione fisica e tecnologica dell’architettura di sistema dell’impianto a fusione nucleare, della sua configurazione generale e dei processi di ingegneria del sistema. 

85 milioni di contratti e nuovi soci per il progetto italiano sulla fusione DTT

In una nota dell’8 aprile, ENEA fa sapere che le gare vinte per realizzare il progetto italiano per la fusione nucleare, il Divertor Tokamak Test (DTT) promosso da ENEA, Eni e Consorzio CREATE hanno superato quota 85 milioni di euro

Nel frattempo, la compagine azionaria della DTT Scarl, la società che dovrà realizzare questa facility sperimentale unica al mondo, si è ampliata con l’ingresso di sei nuovi soci: INFN, Consorzio RFX, Politecnico di Torino, Università della Tuscia, Milano Bicocca e Roma Tor Vergata, cui a breve si affiancherà il CNR. 

L’investimento complessivo è di oltre 600 milioni di euro, di cui 250 milioni grazie ad un prestito BEI, che lo ha inserito tra i progetti strategici.

L’ultimo contratto assegnato a seguito di una gara internazionale, per un valore di 33 milioni di euro, riguarda la fornitura di 18 giganteschi magneti superconduttori da parte dell’italiana ASG Superconductors (Malacalza), che ha acquisito contratti analoghi anche per il progetto internazionale sulla fusione ITER. 

Le altre gare bandite sino ad aprile 2021, che riguardano la fornitura di materiali hi-tech superconduttivi, sono state vinte dalla coreana Kiswire Advanced Technology per oltre 32 milioni di euro, dalla statunitense Luvata Waterbury per un totale di 16 milioni e dalla giapponese Furukawa Electric Co per 4 milioni. 

Nel 2021 saranno bandite nuove gare per i componenti principali e i lavori di adattamento del sito all’interno del Centro Ricerche ENEA di Frascati dove verrà realizzato un polo scientifico-tecnologico fra i più avanzati a livello internazionale, aperto a ricercatori e scienziati di tutto il mondo. 

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