Dalle biomasse ai carburanti: processi one step e senza spreco di risorse

 
Impianto benzene - Foto di DruginJuryLegalConvertire biomasse in componenti di benzina in un solo passaggio è oggi possibile grazie ad un processo chiamato pirolisi catalitica, sviluppato da una società della University of Massachusetts. La società, Anellotech, sviluppa tecnologie termochimiche one step per la produzione di risorse petrolchimiche a basso costo da fonti rinnovabili e progetta di costruire un impianto pilota entro il prossimo anno.
I reattori della Anellotech eseguono un processo che converte tre delle molecole strutturali trovate nelle piante in combustibili, benzene, toluene e xilene, in modo più efficiente rispetto alla tradizionale gassificazione.
 
La pirolisi infatti, a differenza del processo di gassificazione, che pure utilizza l'intera biomassa ma produce un gas di sintesi che deve poi essere trasformato in carburante, trasforma la biomassa in combustibili liquidi in un unico passaggio.Inoltre, mentre la gassificazione è vantaggiosa economicamente solo se realizzata su scala molto grande, la pirolisi catalitica potrebbe essere effettuata anche da piccole raffinerie distribuite presso i luoghi di approvvigionamento della biomassa.

Secondo il fondatore dell'azienda, George Huber, il processo di pirolisi catalitica è in grado di creare 50 litri di sostanze chimiche per tonnellata di legno o altra biomassa, con un rendimento del 40% e per il CEO  dell'azienda, David Sudolsky, l'obiettivo è "competere con il petrolio al prezzo di 60 dollari al barile, godendo del vantaggio dell'assenza di crediti d'imposta o di sovvenzioni".

Un'altra interessante innovazione in questo settore è stata proposta dalla Sundrop Fuels, una startup con sede in Colorado, e riguarda una tecnologia in grado di trasformare la biomassa in combustibili sintetici sfruttando il calore del sole per la vaporizzazione del legno e dei residui delle colture.

La gassificazione infatti richiede che i materiali di biomassa secca o altri a base di carbonio siano riscaldati a superiore a 700  gradi C in presenza di vapore, ma il calore necessario per questo processo di solito proviene da una porzione della biomassa,  pari al 30-35%, che viene gassificata.

Per sopperire a questo problema Alan Weimer, un professore di ingegneria chimica presso la University of Colorado, e un suo allievo, Chris Perkins, hanno pensato di sfruttare il calore solare per guidare il processo di gassificazione, ideando la tecnologia per i rettori-solari acquistati nel 2008 dalla Sundrop Fuels.

Secondo l'azienda questo processo può produrre due volte la quantità di benzina o gasolio per tonnellata di biomassa rispetto ai sistemi convenzionali di gassificazione del materiale. 

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