Per un Green Deal equo bisogna rafforzare il pilastro sociale

 

Europa sociale forte per transizioni giuste: Photocredit: Laila da PixabayIl tempo stringe. Per continuare a garantire elevati livelli di benessere ai cittadini europei, vanno decise ora le politiche per l’occupazione, il welfare e i diritti sociali che saranno necessarie per affrontare equamente la transizione dei prossimi decenni del sistema economico - produttivo.

Il Just Transition Fund per il Green Deal europeo

Un'Europa sociale forte per transizioni giuste”. Si intitola così la comunicazione della Commissione europea presentata ieri, che intende definire le modalità con cui la politica sociale dovrà rispondere alle sfide e alle opportunità imposte dai cambiamenti radicali che ci attendono.

L’obiettivo ultimo è quello di arrivare a definire un pacchetto di misure, attraverso il confronto con tutti i paesi, le regioni e i partner dell'UE, attraverso una serie di consultazioni che partono oggi e si concluderanno nei prossimi mesi.

Dal confronto emergeranno priorità e indirizzi da seguire, elementi su cui verrà poi costruito un vero e proprio Piano d'azione del 2021 che sarà sottoposto all'approvazione del livello politico.

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Al via le consultazioni: si parte con i salari minimi

La prima consultazione riguarda il salario minimo e si indirizza alle parti sociali (imprese e sindacati).

L’obiettivo è quello di capire se è necessaria un'azione specifica a livello europeo per assicurare che tutti abbiano uno stipendio sufficiente a vivere in modo dignitoso.

Il quesito viene quindi posto alle parti sociali, per verificare se sia necessaria un’azione su questo fronte e, in caso affermativo, se i soggetti interessati vogliano negoziare tra loro.

Il risultato ultimo non sarà quello di un’unica ricetta, valida per tutti i paesi europei. I livelli di partenza e le legislazioni su questo tema sono molto diversi e la Commissione non entrerà a gamba tesa su tali questioni.

L'obiettivo è piuttosto quello di “garantire che tutti i sistemi siano adeguati, dispongano di una copertura sufficiente, prevedano una consultazione approfondita delle parti sociali e si avvalgano di un opportuno meccanismo di aggiornamento”, si legge nella comunicazione.

Le altre consultazioni e iniziative del 2020

Dopo il “salario minimo”, toccherà ad altre tematiche fondamentali per il futuro benessere e per la giustizia sociale dei paesi europei che verranno inevitabilmente coinvolti nei cambiamenti strutturali dei prossimi decenni.

La transizione verso un'economia a impatto climatico zero, la digitalizzazione e i cambiamenti demografici (in primis l’invecchiamento della popolazione) sono infatti macro-fattori che toccheranno da vicino la vita di tutti gli europei, incidendo sull’occupazione, sulla formazione, sul welfare state e, in ultimo, sull'equità sociale o meno del sistema che verrà.

Per questo la road-map della Commissione prevede che nei prossimi mesi saranno realizzate anche consultazioni e/o iniziative che riguarderanno:

  • Una strategia europea per la parità di genere e misure vincolanti per la trasparenza delle retribuzioni;
  • L'aggiornamento dell'agenda per le competenze per l'Europa;
  • L'aggiornamento della garanzia per i giovani;
  • Un vertice sul lavoro mediante piattaforme digitali;
  • Un Libro verde sull'invecchiamento;
  • Una strategia per le persone con disabilità;
  • Una relazione demografica;
  • Un regime europeo di riassicurazione contro la disoccupazione.

Il fil rouge che lega tutte le tematiche resta quello della giustizia sociale, fondamento dell’economia sociale di mercato europea e dell’Unione stessa.

Solo l'equità sociale sarà infatti in grado di creare una società resiliente ai cambiamenti epocali che ci aspettano, continuando a fare dell’Europa una delle aree del mondo con i più alti livelli di benessere per le persone.

La sfida che ci attende è quella di coniugare gli indispensabili ed inevitabili cambiamenti del sistema produttivo (transizione ecologica, AI, automazione, digitalizzazione etc.) con gli opportuni adattamenti dei sistemi di welfare, del mercato del lavoro e della formazione, cercando di non lasciare nessuno indietro.

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Photocredit: Laila da Pixabay

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