Gender Pay Gap – UE raccoglie opinioni su divario salariale uomo-donna

 

Parità di genereImprese, associazioni, PA e singoli cittadini possono inviare a Bruxelles il proprio punto di vista sul divario retributivo tra uomini e donne, il cosiddetto gender pay gap.

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In occasione della giornata internazionale della donna, la Commissione UE ha pubblicato il rapporto annuale che monitora il livello dei progressi compiuti verso la parità di genere nell'Unione europea. Tra i temi oggetto di indagine anche il gender pay gap, il divario salariale tra uomini e donne, al centro della consultazione pubblica aperta fino al 5 aprile 2019.

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Nel novembre del 2017 la Commissione ha adottato un piano d'azione per contrastare il divario retributivo di genere che ribadisce l'impegno a migliorare la parità tra uomini e donne e ad affrontare le cause profonde del fenomeno.

Il piano comprende un insieme ampio e coerente di azioni da realizzare entro la fine del mandato dell'attuale Commissione. Una di queste azioni è una valutazione delle pertinenti disposizioni del diritto dell'UE che applica il principio della "parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore", al fine di garantire parità di salario per un lavoro di pari valore.

A tal fine, la Commissione ha lanciato una consultazione pubblica pere raccogliere informazioni, opinioni ed esperienze sul funzionamento e sull’attuazione del principio della parità di retribuzione, sancito dal trattato dell'UE e ulteriormente integrato nella direttiva sulla parità di genere (rifusione) (direttiva 2006/54/CE) e rafforzato dalla raccomandazione del 2014 sulla trasparenza retributiva (C(2014) 1405 final).

La consultazione si concentra sull'applicazione di tale principio, in particolare sui problemi a livello sia nazionale che dell’UE derivanti, tra l’altro, da:

  • mancanza di misure in materia di trasparenza delle retribuzioni,
  • divergenze nell'uso di sistemi di valutazione e classificazione professionali neutri sotto il profilo del genere in tutta l'UE,
  • funzionamento delle norme esistenti per proteggere le vittime di discriminazione retributiva basata sul genere, con attenzione particolare al diritto al risarcimento per le vittime e agli effetti dissuasivi delle sanzioni.

Attraverso la consultazione la Commissione intende raccogliere le opinioni di un'ampia gamma di soggetti interessati, fra cui le autorità e amministrazioni pubbliche, le associazioni professionali e imprenditoriali, le organizzazioni e associazioni sindacali, le imprese, le associazioni femminili, gli organismi nazionali per la parità, gli ispettorati del lavoro, altri organismi nazionali, i cittadini, le organizzazioni della società civile e quelle non governative, i rappresentanti del mondo accademico e le organizzazioni che finanziano e svolgono attività di ricerca, comprese le università.

E' possibile rispondere al questionario online e inviare contributi in una qualsiasi lingua ufficiale dell'UE fino al 5 aprile 2019.

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Consultazione pubblica

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