Trasporti - cosa propone l’UE in caso di Brexit senza accordo

 

Brexit - Image by stux on Pixabay Bruxelles pensa a una serie di misure per garantire la connettività di base per il trasporto di merci su strada e passeggeri in caso di Brexit senza accordo.

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Arriva il via libera degli eurodeputati della commissione Trasporti del Parlamento UE all’accordo provvisorio raggiunto con la presidenza rumena sulle misure da adottare per il settore dei trasporti in caso di no-deal Brexit, l’eventuale mancato accordo tra Bruxelles e Londra che farebbe scattare dal 30 marzo procedure ad hoc per i diversi settori.

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Cosa succede in caso di no-deal Brexit

Le norme comuni per il libero accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada effettuato da autoveicoli sono fissate dal regolamento (CE) n. 1072/2009, che intende eliminare, per il prestatore di servizi di trasporto merci, qualsiasi restrizione basata sulla nazionalità o sul fatto che essa sia stabilita in uno Stato membro diverso da quello in cui tali servizi devono essere prestati.

Gli Stati membri rilasciano una licenza comunitaria, che è accompagnata, se il conducente è cittadino di un paese terzo, da un attestato di conducente.

In assenza di un accordo tra Bruxelles e Londra, i servizi di trasporto merci su strada tra il Regno Unito e gli Stati UE cesserebbero di essere disciplinati da tale regolamento. Quelli britannici non sarebbero più vincolati dal diritto dell'Unione e, in assenza di una licenza valida, gli autotrasportatori britannici non avrebbero più accesso al mercato dell'UE. Situazione che, molto probabilmente, varrebbe anche per gli operatori europei nel Regno Unito.

Per evitare tale scenario, in caso di no-deal Brexit Bruxelles ha proposto un regime transitorio, che si applicherebbe fino al 31 dicembre 2019, durante il quale i vettori europei ed inglesi potranno effettuare trasporti internazionali nei rispettivi territori, senza limitazioni quantitative del numero di viaggi, così come avviene oggi con la licenza UE.

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Autotrasportatori e operatori di bus e pullman potranno quindi trasportare merci e passeggeri tra il Regno Unito e gli altri Paesi UE. I diritti garantiti da tali misure saranno subordinati al conferimento di diritti equivalenti a quelli degli operatori dei 27 Stati membri e alle condizioni che garantiscono una concorrenza leale.

L’accordo tra Parlamento e Consiglio rispecchia la posizione espressa dal Comitato economico e sociale europeo a febbraio. "Auspichiamo vivamente che le autorità britanniche adottino, prima di un eventuale recesso senza accordo del Regno Unito dall'UE, una serie di misure temporanee equivalenti, che garantiscano agli autotrasportatori dell'UE che circolano nel Regno Unito gli stessi diritti accordati, a titolo transitorio, dal regolamento proposto dalla Commissione agli autotrasportatori titolari di una licenza britannica, autorizzandoli a trasportare merci tra il territorio del Regno Unito e quello dei 27 Stati membri che resteranno nell'UE", ha sottolineato Raymond Hencks, relatore del parere adottato dal CESE.

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