ONU - il successo dell'Agenda 2030 passa per la finanza sostenibile

 

Green Economy - Photo credit Philippe PutLa chiave per raggiungere gli obiettivi di sviluppo previsti dall'Agenda 2030 è la finanza sostenibile. Governi e settore privato devono dunque dare il proprio contributo per promuovere investimenti che rispettino specifici criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di buon governo.

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Durante la 73ª Assemblea generale delle Nazioni Unite, il segretario generale António Guterres ha lanciato una nuova strategia per il compimento dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

L'Agenda, va ricordato, è il piano d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU al fine di promuovere, a livello globale, una trasformazione radicale della società e dei suoi modelli di produzione e consumo.

Agenda 2030 e finanza sostenibile

Per compiere il cambio di paradigma proposto dalla comunità internazionale attraverso l'Agenda 2030, le Nazioni Unite ritengono indispensabile modificare la mentalità e i comportamenti delle persone, riallineare i sistemi di incentivi, promuovere un contesto di politica pubblica favorevole, dispiegare tecnologie innovative più efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse. Tutto questo richiede, però, finanziamenti. La chiave per la realizzazione dell'Agenda 2030 è dunque il finanziamento.

Ma questo finanziamento, specifica l'ONU, deve essere sostenibile

Negli ultimi anni la finanza sostenibile è cresciuta rapidamente, come dimostra la crescita esplosiva dei green bond e lo sviluppo di strumenti finanziari innovativi basati sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDG).

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Così come i governi, anche gli operatori del settore privato stanno dando il proprio contributo in tal senso. Gli investitori istituzionali (ovvero quelli che effettuano considerevoli investimenti in modo sistematico e cumulativo), per esempio, stanno cambiando il loro approccio, incoraggiando orizzonti temporali a più lungo termine sui mercati finanziari, supportando gli sforzi per integrare fattori ambientali, sociali e di buon governo nei modelli di business e incoraggiando la divulgazione del profilo di sostenibilità delle imprese in cui investono.

Tuttavia, i progressi sono ancora insufficienti e troppo lenti. La finanza sostenibile rappresenta solo una piccola parte dell'attività finanziaria complessiva nei mercati privati, poiché solo ora inizia ad essere integrata nei modelli di business dell'industria finanziaria.

Il fabbisogno finanziario per gli investimenti nei SDG è ampio e urgente. La finanza pubblica nazionale è fondamentale, soprattutto per fornire beni pubblici e servizi essenziali, ma non è sufficiente, tanto nei Paesi ricchi tanto in quelli poveri, e dunque i finanziamenti privati sono una componente essenziale sostenere l'Agenda 2030.

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Il ruolo di governi e settore privato

E' in tale contesto che si pone la strategia annunciata nei giorni scorsi dal segretario generale dell'ONU António Guterres. Il documento definisce la direzione per sostenere la comunità internazionale nel finanziamento dello sviluppo sostenibile e le azioni concrete che l'ONU attuerà per accelerare e approfondire la trasformazione dei sistemi finanziari al fine di conseguire, attraverso finanziamenti efficienti, i risultati posti nell'ambito dell'Agenda 2030.

In tale contesto, si legge nel documento ufficiale delle Nazioni Unite, per mobilitare adeguatamente i finanziamenti privati sono necessari profondi cambiamenti, tanto nei comparti di finanza e business, quanto nelle politiche pubbliche.

Da un lato, spiega l'ONU, i governi devono:

  • sostenere i bilanci nazionali con riforme fiscali,
  • ridurre i rischi di investimento promuovendo condizioni favorevoli per gli investimenti, quali politiche e regolamenti prevedibili, istituzioni pubbliche forti, lo stato di diritto e una vigilanza finanziaria efficace,
  • rafforzare la capacità delle imprese di sviluppare progetti sostenibili in cui possa fluire il capitale privato.

Dall'altro lato, per quanto riguarda il settore privato:

  • le imprese devono integrare i costi dell'insostenibilità e le tante opportunità di investimenti sostenibili nei loro modelli di business e sviluppare progetti bancabili sostenibili su larga scala in cui il capitale possa fluire,
  • la finanza privata può contribuire richiedendo alle imprese in cui investe di rendere pubblico il proprio profilo di sostenibilità e gli sforzi per integrare le questioni di sostenibilità nelle decisioni di business.

Insieme, gli sforzi delle parti contribuiranno a spostare l'allocazione di risorse verso investimenti sostenibili e si allineeranno con i principi dell'Agenda 2030.

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In conclusione, si legge nel documento ufficiale dell'ONU, la nuova strategia mira, dunque, ad accelerare i progressi in una direzione di sostenibilità in settori chiave dell'economia globale. Il tutto attraverso tre linee di intervento prioritarie:

  • allineamento delle politiche finanziarie ed economiche globali all'Agenda 2030,
  • miglioramento di strategie e investimenti per la finanza sostenibile a livello regionale e nazionale,
  • sfruttamento massimo del potenziale delle innovazioni finanziarie, delle nuove tecnologie e della digitalizzazione per fornire un accesso equo ai finanziamenti.

Il nuovo piano strategico delle Nazioni Unite sarà attuato sulla base di una tabella di marcia di durata triennale di azioni e iniziative concrete da implementare a livello globale.

Photo credit Philippe Put

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